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Ambiente

"I maschi? Quelli che non si accoppiano vengono cacciati", Gherardo Bogo racconta le api mellifere: "Preziose e a rischio, come tutti gli impollinatori"

Un piccolo (grande) viaggio nel mondo delle api mellifere (fra nozioni e curiosità), quello proposto da Gherardo Bogo, ricercatore del Crea di Bologna: "Quando sentiamo la parola ape pensiamo subito al miele ma molti non sanno che la superfamiglia degli apoidei include oltre 20mila specie nel mondo e che quella mellifera è solo una delle tantissime"

di
Melixa
28 febbraio | 13:00

"Se le api morissero, avremmo solo 4 anni di vita". La celebre frase, attribuita ad Albert Einstein, e spesso utilizzata per parlare dell'importanza di questi insetti, racconta una grande verità: la nostra società (e ciò di cui ci cibiamo) è indissolubilmente legata al certosino (ed instancabile) lavoro delle api, fondamentali per l'ecosistema tanto quanto tutti gli impollinatori presenti sul Pianeta.

 

Non bastano poche righe per raccontare un mondo complesso come quello delle api. Tantomeno, per raccontarlo a chi di questi insetti ne sa poco o nulla. A tentare di farlo, intervistato da L'Altramontagna è Gherardo Bogo, ricercatore del gruppo di apidologia del Crea (Centro di ricerca agricoltura e ambiente) di Bologna ed esperto di impollinatori selvatici, che esordisce: "Quando sentiamo la parola ape pensiamo subito al miele ma molti non sanno che la superfamiglia degli apoidei include oltre 20mila specie nel mondo e che quella mellifera è solo una delle tantissime".

 

La maggior parte delle api presenti in Italia (nel nostro Paese contiamo oltre 1.000 specie ndr) sono "solitarie". Solo una piccola parte, ossia le api 'da miele', è invece definibile "eusociale", come spiega Bogo: "L'ape mellifera è sicuramente la più studiata, soprattutto perché si tratta di un insetto da reddito ed è quindi nostro interesse conoscerne quanti più "segreti" possibili. Sappiamo molto, ma non tutto - tiene a sottolineare -. Si tratta di un insetto molto particolare, perché presenta un tipo di socialità 'estrema', con caratteristiche ben definite". 

 

"Le api mellifere sono definibili eusociali perché presentano un'unica casta riproduttiva (c'è una sola femmina che si riproduce, che è la regina ndr), c'è una distinzione molto netta dei compiti e dei lavori, una cura cooperativa della prole e più generazioni presenti all'interno della stessa colonia".

 

Questa "socialità portata allo stremo" fa sì che si parli di super-organismo in cui tutte le api lavorano insieme per uno stesso scopo: "Così ogni esemplare perde la propria singolarità e la colonia intera ha le caratteristiche di un organismo unico: non a caso le api operaie vengono definite come 'cellule' dell'organismo". 

 

Le api operaie sono però soltanto una parte della colonia (che può contare dai 30mila ai 50mila esemplari): "C'è anzitutto la regina, che trascorre la vita a deporre uova (ne depone circa mille al giorno ndr)".

 

Oltre alla regina, come detto, ci sono le operaie, tutte rigorosamente femmine (sterili e tutte sorelle tra loro poiché figlie della regina ndr), che trascorrono la propria esistenza (una volta diventate adulte vivono circa 30 o 40 giorni) a lavorare, portando a compimento compiti diversi a seconda dell'età: "Le più giovani sono api nutrici e nutrono le larve - spiega l'esperto, entrando nello specifico -. Poi crescendo diventano api costruttrici, perché sviluppano la ghiandola che produce cera".

 

"Poi ancora api spazzine, che si occupano di tenere pulite le celle onde evitare formazioni di muffe e per tenere lontani i batteri. Poi, 'invecchiando' assumono il compito di guardiane davanti all'alveare, pronte ad attaccare eventuali intrusi - racconta il ricercatore -. Infine, nell'ultima parte della propria vita, quando sono 'anziane', le api diventano foraggiatrici, uscendo dall'alveare e venendo esposte a pericoli che potrebbero portarle alla morte. Ma questi insetti lo sanno bene ed è per questo che 'sacrificano' le più anziane".

 

Tutta un'altra storia è quella invece che riguarda la casta degli esemplari maschi, i cosiddetti fuchi: "Nascono solo ed unicamente con uno scopo: quello di accoppiarsi con la regina (vergine di un'altra colonia, non la madre stessa dei fuchi ndr). Chi riesce nell'intento muore dopo l'accoppiamento (perdendo l'edeago, organo copulatore degli insetti, che rimane 'incastrato' nell'ape regina ndr) e chi invece non si accoppia viene cacciato dalla colonia: i fuchi, infatti, non lavorano".

 

Non a caso, i fuchi nascono solo in estate, mentre nel resto dell'anno la regina depone unicamente uova che contengono femmine, future api operaie. "Cosa accade quando muore la regina? Alcune larve selezionate vengono allevate e nutrite con pappa reale e, la prima che 'esce', diventa automaticamente regina e uccide le altre". 

 

"Ci sarebbero davvero tantissime cose da dire sulle api - conclude Bogo -. Ciò che è bene sottolineare è che si tratta di una specie a rischio, come lo sono tutti gli impollinatori: senza tutti questi insetti i nostri supermercati si svuoterebbero. Sono fondamentali per l'ecosistema e per la vita. Esistono diversi progetti, anche finanziati dall'Unione Europea per la salvaguardia di queste specie ed in particolare delle api, come BeeGuards (al quale collabora anche Bogo, che si occupa dello studio della competizione tra api allevate e impollinatori selvatici)".

 

Un progetto, BeeGuards, che punta a sviluppare soluzioni innovative e sostenibili per rendere l’apicoltura più resiliente alle sfide del nuovo millennio (QUI LINK AL PROGETTO).

il brand
Melixa

Nata a Trento come una startup, Melixa si pone l’obiettivo di essere un partner di eccellenza degli apicoltori e dei centri di ricerca che studiano il benessere delle api, offrendo strumenti di monitoraggio da remoto che permettono il miglioramento nella gestione degli apiari e delle condizioni delle colonie di api. Melixa si prende cura dell’ambiente e della biodiversità offrendo una tecnologia innovativa, che consente di monitorare e migliorare la gestione del suolo e la relazione tra l'apicoltura e le colture agricole.

 

Qui per approfondire

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