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Straordinaria scoperta, trovato un toporagno pigmeo a oltre 3.000 metri di quota: "Mai visti prima ad altitudini così elevate"

Con la sua lunghezza compresa tra i 4 e i 6,4 centimetri, il toporagno pigmeo eurasiatico è uno dei mammiferi europei più piccoli. L’animale era stato osservato a circa 2.500 metri sul livello del mare, in Svizzera, ma l’Istituto per l’ambiente alpino di Eurac Research ha appena annunciato il suo ritrovamento 780 metri più in alto

Di S.D.P. - 27 febbraio 2025 - 12:45

BOLZANO. La scoperta fatta dai ricercatori di Eurac Research è un record europeo. Hanno rinvenuto tre esemplari di toporagno pigmeo (Sorex minutus) a oltre 3.000 metri di altitudine, in due siti alpini dell’Alto Adige. Finora la presenza della specie non era mai stata riscontrata sopra quota 2.500.


Con la sua lunghezza compresa tra i 4 e i 6,4 centimetri, il toporagno pigmeo eurasiatico è uno dei mammiferi europei più piccoli. Come suggerisce il nome, la specie è piuttosto comune in gran parte d’Europa e il suo areale si spinge fino in Russia e agli Urali. L’animale era stato osservato a circa 2.500 metri sul livello del mare, in Svizzera, ma l’Istituto per l’ambiente alpino di Eurac Research ha appena annunciato il suo ritrovamento 780 metri più in alto.

 

In particolare, il gruppo di ricerca ha rinvenuto tre esemplari della specie grazie a dei dispositivi per il monitoraggio degli invertebrati d’alta quota, impiegati nell’ambito del progetto Monitoraggio della Biodiversità Alto Adige e del progetto GLORIA.

 

Uno dei tre toporagni si trovava a un’altitudine di 3.060 metri vicino il confine con la Svizzera, mentre gli altri due erano a 3.280 metri in Val Senales. In tutti e tre i casi si trattava di esemplari giovani, e questo lascia pensare che non fossero individui arrivati da quote inferiori, bensì nati non lontano dal luogo di ritrovamento. L’habitat tipico del toporagno pigmeo è rappresentato da ambienti umidi come foreste, arbusteti e praterie.

 

Qui, il toporagno trova rifugio e nutrimento grazie alla densa copertura vegetale. Nei siti alpini dove ricercatori e ricercatrici hanno rinvenuto i tre esemplari altoatesini, la vegetazione è quasi assente ma l’abbondanza di rocce e massi assicura la disponibilità di cunicoli e offre protezione dagli agenti atmosferici.

 

Ricercatori e ricercatrici hanno annunciato il nuovo record altitudinale di S. minutus sulla rivista scientifica Hystrix, the Italian Journal of Mammalogy. Chiara Paniccia, prima autrice dell’articolo, afferma che “studiare la distribuzione geografica e altitudinale del toporagno pigmeo non è mai stato facile. Inoltre, gli studi sulla fauna e la flora ad alta quota sono piuttosto rari. È possibile, quindi, che il toporagno fosse già presente ad altitudini simili e che fosse semplicemente passato inosservato sino alla nostra recente osservazione”. Come spiega la stessa Paniccia, tuttavia, alla base della scoperta potrebbe esserci un altro fattore: il riscaldamento globale.

 

“È risaputo che molte specie vegetali e animali stanno migrando a quote sempre maggiori, spinte dall’innalzamento delle temperature, che sulle Alpi è particolarmente rapido. La presenza di S. minutus oltre i 3.000 metri di altitudine potrebbe essere l’ennesimo esempio di questo fenomeno”.


Per stabilirlo, la ricercatrice sottolinea la necessità di condurre ulteriori studi, utili anche a scoprire di cosa si nutra il toporagno pigmeo a quote così elevate. Per l’analisi degli esemplari di toporagno rinvenuti ad alta quota, l’Istituto per l’ambiente alpino di Eurac Research si è avvalso della collaborazione di Eva Ladurner, zoologa presso il museo di Scienze naturali dell'Alto Adige.

 

Ciò che adesso ci si chiede è se questa specie viva già da tempo a quote simili, o se alla base della scoperta ci sia una migrazione altitudinale recente, legata al riscaldamento globale.

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