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Lupa investita? No era stata avvelenata: taglia di 4.000 euro per trovare il colpevole

Il Centro Fauna "Il Pettirosso" e l'associazione ''Salviamo gli orsi della luna'' hanno lanciato la campagna per aiutare le autorità competenti a fare giustizia

di
Emanuele Valeri
26 febbraio | 18:01
Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

A Prignano sull’Appennino modenese è stata rinvenuta morta una lupa. La causa del decesso è da attribuire all’avvelenamento. Il caso ha fatto scalpore poiché inizialmente era emerso che il predatore era stato vittima di un investimento stradale. Le analisi di laboratorio hanno però smentito questa ipotesi, confermando che invece la causa del decesso è stata l'avvelenamento.

 

Il Centro Fauna selvatica Il Pettirosso, come affermato dal presidente Piero Milani, fino ad oggi si era occupato di casi analoghi in altre regioni, ma mai in provincia di Modena. Per questo motivo assieme all’associazione Salviamo gli orsi della luna ha promosso una sottoscrizione e una costituzione di un fondo con un compenso di 4000 euro, a favore della prima persona che fornirà gli elementi necessari alle autorità competenti per dare indicazioni sul responsabile del decesso della lupa.

 

Racconta Milani che “per aiutare le autorità competenti, Il Pettirosso e l’associazione Salviamo gli orsi della luna, promuovono una sottoscrizione a costituzione di un fondo per un riconoscimento economico partendo da 4000 euro a favore della prima persona che fornirà alle autorità competenti, indicazioni determinanti e utili ad individuare e denunciare chi si è reso responsabile di tale atto. Tale sottoscrizione può solo aumentare grazie alla generosità e alla rabbia di tante persone che possono donare. Chi avvelena mette a rischio tantissimi animali selvatici ma anche l’animale di casa, o quelli di cacciatori o tartufai, perché i veleni in ambiente sono bombe ad orologeria che non scadono. Chiunque può contribuire ad aumentare la sottoscrizione all’ iban IT 90 U 02008 12932 000101505546”.

 

 

SUI LUPI TROPPE “FAKE NEWS”

 

Pochi giorni fa sempre sui propri canali è stato lo stesso Centro di Fauna Selvatica a condividere una lettera, che specifica come il lupo appenninico sia vittima di vere e proprie campagne d'odio costruite su frotte di fake news

 

Una comunicazione spesso troppo aggressiva responsabile di fomentare paure ataviche nei confronti del lupo, che unita ad una serie di inesattezze scientifiche (una su tutte la bufala della reintroduzione del Canis Lupus Italicus ad opera di chissà chi) tende a spaventare le persone e le porta ad avere paura di questi animali.

 

Il lupo non concepisce l’essere umano come possibile preda mentre il messaggio veicolato da troppi media, secondo le associazioni ambientaliste, è opposto e porta a percepire l’animale come cattivo e pericoloso mentre è semplicemente un animale selvatico e come tale va trattato appoggiandosi alle evidenze scientifiche e alle regole di convivenza e prevenzione stilate dagli organi competenti. 

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