Abiti in un comune sotto i 5000 abitanti? Puoi richiedere un contributo fino al 40% per il fotovoltaico. Ecco come presentare domanda
C’è tempo fino al 31 marzo 2025 per fare richiesta al GSE (Gestore Servizi Energetici) di contributo in conto capitale fino al 40% per impianti fotovoltaici. Per accedere al bando, gli impianti fotovoltaici devono essere di nuova installazione o parte di un ampliamento di un impianto esistente per una potenza fino a 1MW e devono entrare in servizio non oltre il 30 giugno 2026. L’incentivo non è cumulabile con altri tipi di detrazione fiscale come il Superbonus o le detrazioni fiscali con aliquote ordinarie
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di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
C’è tempo fino al 31 marzo 2025 per fare richiesta al GSE (Gestore Servizi Energetici) di contributo in conto capitale fino al 40% per impianti fotovoltaici.
Il bando, legato al fondo PNRR (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2 (Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l'autoconsumo) si inserisce nella configurazione delle CER (Comunità di Energia Rinnovabile) per i comuni sotto i 5.000 abitanti.
Per accedere al bando, gli impianti fotovoltaici devono essere di nuova installazione o parte di un ampliamento di un impianto esistente per una potenza fino a 1MW e devono entrare in servizio non oltre il 30 giugno 2026.
Il contributo del 40% erogato dal GSE ha dei massimali riportati nel bando come previsti dal Decreto CACER riportati qui sotto:
Potenza impianto | Massimale |
P≤20 kW | 1500 €/kW |
20 kW<P≤200 kW | 1200 €/kW |
200 kW<P≤600 kW | 1100 €/kW |
600 kW<P≤1000 kW | 1050 €/kW |
Sono ammesse al bando le spese dei principali componenti (pannelli fotovoltaici, inverter, strutture per il montaggio, componentistica elettrica, etc.), la fornitura e la posa in opera dei sistemi di accumulo, le opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell'intervento, la connessione alla rete elettrica nazionale e gli studi di prefattibilità per attività preliminari o eventuali spese di progettazione, direzione lavori e oneri di sicurezza.
L’incentivo non è cumulabile con altri tipi di detrazione fiscale come il Superbonus o le detrazioni fiscali con aliquote ordinarie: è necessario, prima di applicare al bando del GSE, valutare quale detrazione risulta vantaggiosa.
Per accedere al bando è necessario essere iscritti ad una CER (collegata alla cabina primaria di riferimento, qui la mappa del GSE) il cui statuto è stato approvato in via definitiva. I documenti da presentare in fase di istruttoria sono:
- documenti fiscali dell’intestatario dell’impianto (tra cui lo SPID)
- documenti catastali del fabbricato dove sarà installato l’impianto
- numero del POD di riferimento collegato alla CER
- statuto e dati fiscali (codice fiscale) della CER
- dati preliminari di impianto (potenza massima, taglia dell’inverter, numero di pannelli e contatore)
- progetto preliminare dell’impianto timbrato e firmato da un professionista
- spese principali da sostenere (spese di impianto e spese progettuali)
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Le CER sono un’ottimo strumento di incentivazione all’autoconsumo dell’energia elettrica prodotta in modo distribuito. Negli ultimi anni, tramite il recepimento delle direttive europee e l’applicazione dei decreti attuativi, le comunità energetiche stanno fiorendo in tutto il territorio montano e non solo. Purtroppo, la burocrazia e i ritardi di gestione e approvazione degli statuti da parte del GSE stanno impattando su molte piccole realtà di autoconsumo nate in modo spontaneo e basate su una gestione equa e condivisa dell’energia.