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“I tesori della Biblioteca civica di Belluno: documenti e bibliotecari”, un ciclo di eventi per promuovere il polo culturale e palazzo Crepadona

A Belluno si celebra la riapertura della Biblioteca civica alla sua sede storica di palazzo Crepadona con quattro incontri, incentrati su altrettanti fondi del polo culturale per dare una panoramica della città che va dal 1400 al XX secolo

Di Antonio Gheno - 25 febbraio 2025 - 12:21

BELLUNO. La riapertura lo scorso ottobre della Biblioteca Civica di Belluno, alla sua sede storica di palazzo Crepadona, sta portando alla creazione di una serie di iniziative utili a far conoscere e valorizzare tutte le peculiarità e il patrimonio che questo importante polo culturale bellunese racchiude. Ed è così che il direttore e i suoi collaboratori hanno pensato ad una rassegna dal titolo “I tesori della Biblioteca civica di Belluno: documenti e bibliotecari” che avrà luogo da fine febbraio ai primi di aprile e vedrà quattro incontri, incentrati su altrettanti fondi della biblioteca, che daranno una panoramica della città di Belluno che va dal 1400 al XX secolo.

 

“Le motivazioni che ci hanno spinto a pensare a questa proposta sono il far conoscere i tesori che la nostra biblioteca racchiude, tanti dei quali rappresentano un unicum sia a livello regionale che nazionale, raccontandoli e rendendoli esposti e visibili in occasione degli incontri” ha commentato il direttore della biblioteca Giovanni Grazioli che ha proseguito: "Inoltre abbiamo voluto dare risalto alla figura del bibliotecario quale persona competente, professionista e formata che non è in grado solo di catalogare il patrimonio che abbiamo, e che è in crescita, ma che deve avere una preparazione anche nei campi della conservazione e valorizzazione secondo la normativa dei beni culturali. Da qui la riflessione che, almeno per quanto riguarda la nostra istituzione che non è un semplice punto di prestito di libri moderni, non si può pensare di gestirla con i volontari ma piuttosto insisto che abbiamo bisogno di ampliare il personale con figure professioniste".

 

Andando nello specifico delle conferenze, che avranno luogo tutte nella corte di palazzo Crepadona, si inizia venerdì 28 febbraio alle 18 con un approfondimento a cura di Giovanno Larese che si focalizzerà sulle fotografie del fondo Burloni, storica ditta fondata nel 1919 da Giuseppe Burloni che imparò il mestiere a Vienna per poi aprire la sua attività in via Loreto a Belluno con un deposito dapprima in via Caffi e poi in via Cipro. Nelle fotografie che vanno dagli Anni 40 in poi si potrà vedere come nei decenni sono mutati i luoghi del bellunese.

 

La seconda conferenza, curata da Barbara De Poloni, sarà venerdì 7 marzo alle 18 e vedrà protagoniste le locandine dei cinema di Belluno appartenenti ad un fondo dove se ne trovano di collezionate, quasi quotidianamente, dal 1911 al 1914 e riguardano il teatro Sociale, oggi Buzzati, il Cinema-Teatro Varietà, oggi Cinema Italia e il Cinematografo San Marco oggi non più esistente.

 

“Un professore dell’università di Bologna esperto di cinema ci ha detto che non ci sono fondi similari in giro per l’Italia perciò sarà una bella occasione per scoprirlo” ha fatto presente De Poloni.

 

I fondi musicali di Antonio Miari e Giovan Battista Velluti saranno i protagonisti del terzo appuntamento che avrà luogo venerdì 21 marzo alle 18 e sarà curato da Barbara Zucco che ha così commentato la conferenza: “I fondi sono frutto di donazioni progressive iniziate nel 1950 e concluse nei primi anni 2000, sono stati digitalizzati, sono presenti sul portale Opac e costituiscono una fonte preziosa non solo per i testi o gli spartiti, perlopiù inediti, ma anche per studiosi che ci contattano interessati a vedere le filigrane dei fogli su cui i due artisti hanno scritto. Questi fondi digitalizzati possono essere consultati da adulti, giovani, musicisti ed è questa possibilità, che abbiamo portato avanti negli anni, che consente al nostro patrimonio di essere vivo e fruibile”.

 

Si chiude la rassegna il 4 aprile sempre alle 18 con un approfondimento a cura del direttore Giovanni Grazioli che accompagnerà i presenti alla scoperta dei 5 volumi dipinti della Biblioteca Piloni che sono attualmente di proprietà della Biblioteca Civica di Belluno e la rendono la seconda al mondo per numero di volumi conservati insieme.

 

La collezione intera contava infatti in origine ben 172 volumi accomunati dall’essere dipinti da Cesare Vecellio sul taglio dei volumi. Si ipotizza che la collezione inizialmente fosse in Cadore poi la famiglia la trasferì prima a palazzo Piloni a Belluno e poi nella villa di Casteldardo di Trichiana fino al 1874 quando Paolo Maresio Bazolle la acquistò e la trasferì a Venezia. Qui fu venduta dalla libreria Ongania al bibliofilo inglese Thomas Brook e tenuta dalla famiglia anche dopo la sua morte fino al 1957 quando Humphrey Brook la vendette al libraio parigino Pierre Berès. Da lì i libri furono venduti a blocco o separatamente disperdendosi nelle più importanti biblioteche del mondo.

 

Soddisfatto l’assessore alla cultura del comune di Belluno Raffaele Addamiano che ha fatto presente che appena riaperta la biblioteca contava circa 120 accessi al giorno mentre oggi si parla di 250 accessi e “questo è sicuramente un buon motivo per ampliare la squadra di bibliotecari e di conseguenza gli orari; cosa sulla quale stiamo lavorando come amministrazione” ha commentato.

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