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Cultura

"Esploriamo l'interdipendenza tra immaginario e realtà". Dal Solarpunk alle "tecnoprofezie": inaugurata al Muse "Odissea nel futuro"

L’universo artistico e letterario della fantascienza ha descritto molti futuri possibili sorprendendoci spesso con intuizioni che hanno trovato riscontro nella realtà. Il progetto espositivo nello spazio Agorà “Odissea nel futuro”, visitabile dal 21 settembre, invita a esplorare i temi della fantascienza e a riflettere sulle possibili evoluzioni della nostra società

di
Redazione
20 settembre | 19:00
Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

L’universo artistico e letterario della fantascienza ha descritto molti futuri possibili – utopici o distopici – sorprendendoci spesso con intuizioni che hanno trovato riscontro nella realtà. Artisti e autori hanno immaginato mondi lontani nello spazio e nel tempo, reinterpretando spesso eventi passati e offrendo nuove chiavi di lettura del presente. Il progetto espositivo nello spazio Agorà “Odissea nel futuro”, visitabile dal 21 settembre, invita a esplorare i temi della fantascienza attraverso romanzi, film, fumetti, videogiochi, opere artistiche e multimediali e a riflettere sulle possibili evoluzioni della nostra società. Con un apparato testuale, iconografico, multimediale e di oggetti, "Odissea nel futuro” si concentra su alcuni temi della fantascienza – arte, natura, società, tecnologia – per immaginare le tante e disparate strade possibili che il mondo sta prendendo.

 

“Il nuovo tema che viene presentato in Muse Agorà”, spiega Patrizia Famà, direttrice dell’Ufficio Programmi per il pubblico “si pone come obiettivo la creazione di uno spazio di dialogo nel quale, attraverso il racconto di autrici e autori, l’incontro con esperti e una rappresentazione anche iconografica e multimediale per la fruizione autonoma, si possa portare all’attenzione del pubblico come la realtà e l’immaginario siano interdipendenti".

 

L'esposizione

 

“Odissea nel futuro” si racconta attorno a quattro macro-temi principali (tecnologia, società, natura e arte) e con una selezione di romanzi, fumetti, film, serie TV, videogiochi: ciascuna delle opere presenti mostra nuove chiavi di lettura, consultabili dal pubblico”.

 

Molte opere di fantascienza hanno provato a immaginare futuri in cui scienza e tecnologia sono progredite a tal punto da garantire un progresso in settori come l’industria, i trasporti, la medicina, l’economia e il vivere quotidiano. Nella sezione dedicata alla tecnologia del futuro si immagina come questa potrà migliorare il benessere del presente, con un occhio attento a un tema oggi molto attuale, l’intelligenza artificiale, resa mediante un’installazione interattiva.

La fantascienza può anche essere uno strumento sociologico molto potente. Soprattutto nel corso del Novecento (ma già nel secolo precedente) ha provato a ipotizzare delle società riorganizzate secondo canoni scientifici, che hanno portato a descrivere talvolta utopie, cioè mondi “perfetti” o più spesso distopie, ovvero civiltà sotto governi totalitari e autocratici. Il mondo contemporaneo è ben diverso da quello antico e ipotizzare come cambieranno in futuro il lavoro, le relazioni sociali, i ruoli dei cittadini è un problema molto attuale per la sociologia.

 

Nel confronto tra società e tecnologia, essere umano e macchina, non si deve trascurare quello che è il rapporto con l’ambiente, i cui ritmi sono ben diversi. La fantascienza ha immaginato mondi in cui l’umanità ha annientato la natura per i propri interessi, altre volte in cui la natura è dominante, ponendo l’accento su come stia cambiando nella società contemporanea il nostro rapporto con essa.

 

Pittura, architettura, musica e altre forme d’arte sono sempre state un indicatore dello stato di una civiltà evidenziando temi e argomenti di discussione al pari della letteratura. L’immaginario della fantascienza ha riconosciuto all’arte un ruolo centrale in molti futuri possibili.

 

Il percorso espositivo

 

“Le quattro macro-aree, spiegano i curatori del progetto Robert Burli, Christian Lavarian e Luca Scoz, sono presentate ciascuna attraverso testi, immagini, oggetti e multimedia che ne introducono le tematiche attraverso una breve descrizione. In ognuna sono presenti delle opere provenienti dalla collezione Archivio Arte Contemporanea di Stefano Giovanazzi, accompagnate da video di famosi film di fantascienza e immagini di futuri generati dall’intelligenza artificiale. A fianco dell’installazione centrale il grande ledwall trasmette una timeline che mette a confronto numerose opere di fantascienza con i futuri che esse hanno descritto. Durante l’apertura della mostra avremo una fitta agenda di appuntamenti a tema per il pubblico e le scuole, con figure del mondo della letteratura, scienza, educazione e museologia”.

 

Tra gli highlight della mostra, un sistema “futuristico” per generare ossigeno dalle alghe, uno dei primi “costumi” della fantascienza da un’opera italiana del 1930 e un divertente gioco con l’intelligenza artificiale, per scoprire se sei un umano oppure un androide.

Dialoghi in Agorà sul domani

 

Nel mese di ottobre 2024, una serie di eventi (dedicati alle scuole e al pubblico) esplorerà l'intreccio tra scienza, tecnologia e immaginazione, a corredo della mostra, offrendo un'occasione per riflettere sui futuri possibili e sulle sfide del presente.

 

Il ciclo inizierà l'8 ottobre con Franco Ricciardiello, scrittore e fondatore del collettivo Solarpunk Italia, che discuterà del bisogno di superare l'immaginario distopico dominante nella fantascienza. Secondo Ricciardiello, la distopia ha portato a una narrazione reazionaria, in cui l'ambiente sembra condannato all'irreparabile; il Solarpunk, al contrario, propone una visione ottimistica e collettiva, immaginando un futuro equo, sostenibile e inclusivo.

 

Il 15 ottobre, Stefano Oss e Jacopo Staiano dell'Università di Trento affronteranno invece il tema dell'Intelligenza Artificiale, tracciandone l'evoluzione dalle idee pionieristiche di Alan Turing fino alle attuali IA generative, capaci di creare arte e letteratura.  Si discuterà di come l’IA stia trasformando la nostra vita quotidiana e di quali potrebbero essere le sue implicazioni future.

 

Il 22 ottobre, Luigi Bona, direttore del Museo del Fumetto Wow di Milano, ripercorrerà l'evoluzione della fantascienza, dalla "Golden Age" degli anni '30 alla maturazione del genere dopo lo sbarco sulla Luna nel 1969, quando la fantascienza ha iniziato a integrare tematiche sociali, politiche ed economiche, mantenendo il suo fascino visionario.

 

Infine, il 29 ottobre, Silvia Casolari e Davide Monopoli, direttori del Mufant di Torino, chiuderanno il ciclo con un dialogo sulle "tecnoprofezie", analizzando come molte delle invenzioni che hanno rivoluzionato il mondo moderno, dai cellulari alla realtà virtuale, siano state inizialmente prefigurate proprio dalla fantascienza, dimostrando il potere anticipatore della fantasia.

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