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Ennesima aggressione a un autista di Trentino Trasporti. I sindacati insorgono: “Dalle istituzioni solo parole e pugni in faccia”

A Riva del Garda autista mandato al pronto soccorso dopo essere stato colpito con calci e pugni: si era rifiutato di far salire un utente con il monopattino elettrico. I sindacati congiunti:"La salute e la sicurezza sono un diritto per il lavoratore ed è un dovere delle Istituzioni garantirli"

Pubblicato il - 19 giugno 2024 - 17:26

RIVA DEL GARDA. Un altro preoccupante episodio di violenza ai danni di un autista di Trentino Trasporti: questo è accaduto alle prime ore di oggi, mercoledì 19 giugno, a Riva del Garda.

 

L'autista della linea che porta da Riva a Rovereto intorno alle 6.40 si è rifiutato, come da regolamento, di far salire a bordo un utente con il monopattino elettrico alla fermata di Viale Martiri.

 

L'uomo a quel punto ha pensato bene di prendersela con l'autista, prendendolo a calci e pugni, e poi si è dileguato. Il malcapitato conducente si è poi recato al pronto soccorso per i primi accertamenti e successivamente, su indicazione dei medici, è stato trasportato all’ospedale di Rovereto per ulteriori visite. Seguirà la denuncia dell’accaduto presso le autorità competenti.

 

Non si è fatta attendere una ferma presa di posizione di tutti i sindacati di categoria in una nota firmata da Franco Pinna (Filt-Cgil), Massimo Mazzurana (Fit-Cisl), Nicola Petrolli (Uiltrasporti) e Paolo Saltori (Faisa-Cisal).

 

“Lo scorso 8 marzo, a seguito di nostre numerose sollecitazioni, si è tenuto un incontro presso il Commissariato di Governo congiuntamente a Pat, Trentino Trasporti e Forze dell’Ordine. Si fa notare che l’impegno preso dal Commissario del Governo di riconvocare i sindacati verso la metà del mese di aprile per avviare un tavolo tecnico permanente è stato assolutamente disatteso. A oggi nessuna convocazione, solo parole e pugni in faccia (letteralmente). È preoccupante l’indifferenza evidente che circonda queste manifestazioni di prepotenza e prevaricazione. Le aggressioni mettono a rischio conducenti, operatori, controllori e addetti front office. Alla responsabilità di offrire al meglio un servizio pubblico si aggiunge la paura di rischiare l’incolumità fisica. Anche i passeggeri sono ormai vittime di profondo disagio e insicurezza nell’usufruire di un servizio dedicato a tutta la comunità. La salute e la sicurezza sono un diritto per il lavoratore ed è un dovere delle Istituzioni garantirli”.

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