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Contesta Salvini in Polonia e quando torna a casa si ritrova pacchi di cibo e messaggi di stima: ''Da Ischia mi hanno invitato a brindare con lo champagne''

Il fotografo Sergio Ferri è uno dei due italiani che, insieme al collega Marco Salami, ha contestato il leader della Lega Matteo Salvini a Przemysl, in Polonia, dove il sindaco Wojciech Bakun ha invitato il senatore ad indossare una maglietta con il volto di Putin, la stessa indossata dal Capitano nel 2017 nella Piazza Rossa. Al suo rientro in Italia, Ferri ha ricevuto chiamate e messaggi da tutta Italia, oltre che inviti e prodotti di vario tipo

Di Filippo Schwachtje - 11 marzo 2022 - 18:12

TRENTO. Le immagini hanno fatto il giro del mondo in poche ore, diventando virali e scatenando la fantasia degli utenti che hanno riversato migliaia di commenti (e di meme) sui social: insomma, la figuraccia di Matteo Salvini in Polonia, a Przemysl, dove il sindaco Wojciech Bakun ha invitato il senatore ad indossare una maglietta con il volto di Putin (la stessa indossata dal Capitano nel 2017 nella Piazza Rossa Qui Articolo), è valsa al leader della Lega addirittura il famoso 'tapiro d'oro'. Nel frattempo però, un altro dei protagonisti della vicenda sta ricevendo da giorni messaggi e doni da italiani che lo ringraziano per aver contestato Salvini al confine con l'Ucraina.

 

Il fotografo Sergio Ferri è infatti uno dei due italiani che, insieme al collega Marco Salami, ha portato avanti la contestazione nei confronti del leader del Carroccio dopo le parole del sindaco di Przemysl (Qui Articolo). “Un produttore di Reggio Emilia – racconta Ferri a il Dolomiti – mi ha inviato del miele artigianale, da un negozio di dolci mi è arrivato del cioccolato alla menta, già quasi finito purtroppo”. Negli scorsi giorni un dipendente della municipalizzata che si occupa del decoro cittadino ha addirittura chiesto a Ferri di raggiungerlo per consegnargli due bottiglie di vino, dice il fotografo, senza contare le decine di messaggi e chiamate arrivate un po' da tutto il Paese.

 

“Titolari di attività commerciali di vario tipo mi hanno chiamato – scherza Ferri – invitandomi nel loro locali chi per un bicchiere di vino, chi per un caffè, chi per un paio di birre. Da Ischia il titolare di un locale mi ha assicurato che se lo avessi raggiunto mi avrebbe offerto due bottiglie di champagne”. Sono molti insomma i cittadini che hanno voluto esprimere la loro solidarietà per quanto fatto negli scorsi giorni da Ferri e dal collega, che hanno in seguito raccontato come non sopportassero di vedere il leader della Lega “sfruttare situazioni drammatiche come questa (l'invasione russa dell'Ucraina e la crisi di profughi che ha determinato ndr) per visibilità”.

 

“Gli ho ricordato quando diceva che due Mattarella non valgono mezzo Putin – aveva raccontato lo stesso Ferri, che si trovava in Polonia per consegnare degli aiuti umanitari per i profughi, a il Dolomiti – e abbiamo insistito molto anche perché Salvini condannasse l'invasione russa. Alla fine ha biascicato una condanna a mezza bocca, continuando a dire di essere arrivato in Polonia 'per la pace'. Ma che cosa vuol dire nel concreto? Nulla, è la solita vuota retorica buona solo per riempirsi la bocca”.

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