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Tradizioni in trasformazione: ecco perché fa bene il Parco a dire ''no'' alla corsa di auto e perché chi la organizza dovrebbe pensare (anche) al suo futuro

DAL BLOG
Di Ci sarà un bel clima - 16 August 2022

Per creare un coinvolgimento più ampio e inclusivo attorno alla causa climatica ed ecologica

La tradizione, secondo l’enciclopedia Treccani, è la "trasmissione nel tempo, da una generazione a quelle successive, di memorie, notizie, testimonianze". Negli ultimi anni questa parola è diventata il tappeto sotto il quale nascondere ogni sorta di attività economica incompatibile con i tempi e con il territorio. Succede anche in questi giorni nella polemica sulla cronoscalata "Pedavena - Croce d'Aune" che si svolge alle pendici delle Vette Feltrine. Il tracciato, negli ultimi tre chilometri, attraversa infatti i confini del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ed è il parco stesso, secondo il nuovo regolamento, a proibire eventi con mezzi a motore all'interno dei suoi confini.

 

Di fronte a tal opposizione i politici locali e i promotori della manifestazione gridano allo scandalo, si dimettono, lamentano la perdita per l'indotto economico e chiedono all'ente Parco di derogare il suo stesso regolamento in nome delle "tradizioni" (sic!). Secondo lo storico Eric J. Hobsbawm, le tradizioni che “ci appaiono, o si pretendono, antiche hanno spesso un’origine piuttosto recente, e talvolta sono inventate di sana pianta”, si possono imporre "con grande rapidità" e si propongono di “inculcare determinati valori e norme di comportamento ripetitive nelle quali è automaticamente implicita la continuità col passato”.

 

Quest’anno la gara compirà il suo 39esimo compleanno (e come età, per una tradizione, forse ci siamo), ma a quali valori e norme di condotta potrà mai far riferimento? Forse quanto è importante bruciare benzina per portare attenzione su un territorio per poche ore? O forse, in un impeto di nostalgia futurista, assurgere la velocità, il dinamismo e il coraggio a valore in sé? Siamo però nel 2022 e non nel 1909 (anno di pubblicazione del Manifesto del Futurismo), siamo in piena emergenza climatica e i valori a cui dovremmo far riferimento sono sicuramente diversi.

 

Cerchiamo però di fare un piccolo riassunto sul perché il Parco non dovrebbe mollare questa lotta, specialmente alla luce della crisi climatica che si sta facendo sempre più grave e visibile.

 

Per evitare il caos climatico e quindi rimanere entro un riscaldamento globale di +1,5° e mantenere l’abitabilità del nostro pianeta, l’umanità ha a disposizione un determinato “bilancio carbonico”. Esattamente come per i budget aziendali, non possiamo emettere CO2 infinita ma dobbiamo rimanere entro certi limiti di spesa. Una parte delle risorse economiche serve per la nostra transizione ecologica (investimenti in innovazioni in grado di permetterci di continuare ad avere energia, servizi, prodotti ma senza bruciare combustibili fossili), un’altra per garantire sicurezza energetica e socio-sanitaria sia ai paesi ricchi che a quelli più vulnerabili.

 

Il resto possiamo ipoteticamente giocarcelo come preferiamo, che siano servizi di base (ad esempio continuare a riscaldare le nostre abitazioni) o di lusso (ad esempio far sì che una minoranza vada in vacanza usando jet privati). Meglio ancora possiamo risparmiare per eventuali imprevisti (cosa che ogni azienda sana e previdente fa). Tra le possibilità in questo senso, c’è proprio quella di evitare di bruciare carburante - e quindi CO2 - per perpetrare dei privilegi (andare in vacanza in jet) o per l'intrattenimento che richiede un dispendio di risorse di cui abbiamo infinitamente bisogno, come l’energia (gare automobilistiche).

 

Le tradizioni sono innanzitutto un fatto culturale e seppure noi le crediamo immutabili o evolvono oppure sono destinate a morire. Se si vuol definire un rally una tradizione, concluderlo 3 km prima per rispettare un ambiente naturale è il primo passo per salvarlo dall’estinzione; elettrificarlo o, addirittura, trasformarlo in una gara ciclistica, sarebbe la maniera per garantirgli una vita lunga e prospera in linea con le sfide dei tempi.

Edizione del 5 ottobre 2022
Telegiornale
05 Oct 2022 - ore 21:56
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