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Ricerca, al Cibio il biologo Luca Fava con un borsa di studio da 1 milione di dollari

Il giovane biologo di origine bolzanina che sta lavorando per comprendere i meccanismi molecolari delle cellule tumorali ha scelto il centro di ricerca trentino per proseguiti i propri studi

Pubblicato il - 22 dicembre 2016 - 19:14

TRENTO. L'Università di Trento ottiene un nuovo importante risultato nella ricerca. E' infatti di questi giorni il successo internazionale per il Cibio, il Centro per la Biologia Integrata che è riuscito ad attirare a Trento un nuovo ricercatore, Luca Fava, biologo di origine bolzanina che sta lavorando per comprendere i meccanismi molecolari delle cellule tumorali.

 

A rendere possibile questa importante collaborazione scientifica con il centro di ricerca trentino è una borsa di studio di un milione di dollari messa a disposizione dalla Fondazione Giovanni Armenise – Harvard che consentirà al giovane di portare avanti i propri studi.

 

Luca Fava, infatti, vincitore quest'anno, ha scelto di utilizzare questo consistente finanziamento per continuare a Trento la sua ricerca iniziata presso l'Università Medica di Innsbruck.

 

La Fondazione eroga il finanziamento ogni anno per sostenere uno o due scienziati che si sono distinti a livello internazionale per le loro particolari capacità, con l'obiettivo di contribuire a creare nuove aree di ricerca nel settore delle scienze biologiche nel nostro Paese.

 

Il processo di selezione per l'assegnazione del finanziamento è particolarmente rigido e prende in esame i requisiti sia del ricercatore ospitato, sia della struttura ospitante. Quest'ultima deve garantire assoluta indipendenza al vincitore e un adeguato contesto di lavoro.

 

Il Cibio è riuscito in questi anni ad attirare a Trento, grazie la Fondazione Giovanni Armenise – Harvard anche i ricercatori Sheref Mansy, Marie Laure Baudet, Andrea Lunardi e di recente anche Luca Tiberi.

 

Il ricercatore Luca Fava, grazie al cospicuo finanziamento, potrà portare avanti la propria ricerca anche grazie alla creazione di un team di altri 4 giovani studiosi. “Le cellule umane sane dispongono unicamente di un centrosoma, una struttura finalizzata a organizzare lo scheletro della cellula, il suo funzionamento. Al contrario quelle tumorali possono spesso disporre di centrosomi multipli e questo dà origine ad alterazioni del comportamento delle cellule stesse e determina il sopraggiungere di fenomeni deleteri come, per esempio, le lesioni al Dna. L'esatta comprensione delle distorsioni presenti nei meccanismi molecolari nelle cellule tumorali consentirà in futuro di identificare nuove strategie per combatterle”

 

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