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La guerra dell'acqua tra Trentino e Lombardia arriva in Procura, Tonina: ''Nonostante il nostro diniego hanno abbassato il livello del lago d'Idro. Non possono fregarsene delle direttive Ue''

Durante il periodo di massima siccità l'Aipo, l'Agenzia Interregionale per il fiume Po e la Lombardia, hanno deciso di abbassare il livello del lago d'Idro nonostante la Provincia di Trento si fosse espressa negativamente. Un'azione che avrebbe potuto mettere a rischio l'intero ecosistema. Tonina: ''Gli uffici hanno segnalato quello che è successo alla Procura"

Di G.Fin - 26 ottobre 2022 - 09:33

TRENTO. “Quello che è successo è stato grave. Gli uffici hanno già segnalato alla Procura il non rispetto delle regole perché la posizione del Trentino è sempre stata chiara: quella di rispettare le direttive europee e di proteggere l'ecosistema”. L'assessore provinciale Mario Tonina non le manda di certo a dire alla Lombardia e nemmeno all'Aipo, l'Agenzia Interregionale per il fiume Po, l'ente che ha come obiettivi principali la sicurezza idraulica del territorio e la realizzazione e gestione delle opere per la navigazione fluviale.
La guerra dell'acqua tra il Trentino e la Lombardia non accenna a fermarsi. Oggetto del contendere è il Lago d'Idro e le decisioni dei lombardi, durante la grave siccità di questa estate, di abbassarne il livello nonostante le strutture della Provincia di Trento si fossero espresse in maniera negativa. Non una volta ma ben due volte mettendo anche nero su bianco e contestando anche le decisioni dell'Aipo senza tenere risposta.

 
La vicenda, di cui avevamo già parlato nei mesi scorsi (QUI L'ARTICOLO), è ricostruita in modo completo nella risposta che l'assessore Mario Tonina ha dato ad una interrogazione depositata dal consigliere provinciale del M5S, Alex Marini.  Tutto è iniziato questa estate con l'allarme siccità e le difficoltà affrontate dalla campagna bresciana. 

Il primo di luglio la Provincia autonoma di Trento era stata informata della necessità dell’abbassamento del livello del Lago d’Idro da una nota della Regione Lombardia (contenente anche la richiesta del Prefetto di Brescia del 20 giugno 2022), relativa alle richieste dei rappresentanti del settore agricolo bresciano di scendere temporaneamente al di sotto del livello minimo di regolazione del lago d’Idro, per l’erogazione dei volumi utili  per proseguire l’irrigazione nella prima decade di luglio.

 

Venuta a conoscenza della richiesta, nella conferenza di servizi del 7 luglio 2022, convocata dall’Agenzia interregionale per il fiume Po, la Provincia di Trento si è espressa in maniera negativa. L'Agenzia, però, ignorando il diniego del Trentino ha disposto a partire dal successivo 9 luglio l’erogazione di acqua dal lago d’Idro, al fine di consentire la prosecuzione della turnazione irrigua.

 

E' bene ricordare che il lago d'Idro è considerata zona di protezione e conservazione speciale secondo la direttiva europea Habitat.  Aspetto questo che la Provincia di Trento ha fatto notare alla Lombardia e all'Aipo spiegando che la decisione adottata di abbassare il livello del lago era in contrasto con la normativa di protezione europea. Il 28 luglio è sempre l'Aipo a convocare una seconda conferenza dei servizi con lo scopo di valutare un possibile ulteriore abbassamento temporaneo del lago; anche in quella occasione la Provincia ha ribadito il proprio parere contrario e ha contestato alla stessa Agenzia poteri derogatori.  Rispetto a quanto sollevato dalla Provincia di Trento, purtroppo, non sono mai arrivati dei riscontri se non attraverso una nota della Regione Lombardia che però  motiva la regolazione delle acque in termini di coerenza con il progetto di nuove opere di regolazione del lago d’Idro. 

“Un atteggiamento sbagliato – ha spiegato a il Dolomiti, l'assessore Tonina – ed è per questo che gli uffici si sono mossi per segnalare quello che è successo alla Procura. Ci sono delle regole e non sono state seguite”.  L'abbassamento del livello minimo del lago d'Idro avrebbe potuto mettere a rischio un intero ecosistema. Da qui la decisione dell'assessore Mario Tonina di chiedere ai tecnici del Muse e della Fondazione Museo Civico di Rovereto di valutare le conseguenze di quello che è successo.

 

Fortunatamente i danni sono stati molto limitata. A seguito dei tre sopralluoghi effettuati dai tecnici del Muse,  nel periodo interessato dall’abbassamento del livello, i cambiamenti non hanno inciso sulla nidificazione delle specie, ormai terminata, né sulla frequentazione postriproduttiva di questi habitat; analogamente, considerato il periodo, le popolazioni di anfibi non dovrebbero aver subito particolari danni. “Il rischio – è stato spiegato - di maggior disturbo rilevato è quello relativo alla potenziale frequentazione antropica dovuta alla più ampia accessibilità alle aree prosciugate”. 

 

La Fondazione Museo Civico di Rovereto, invece, ha rilevato come, “in un quadro di aumento della diffusione di piante floristico-vegetazionali alloctone nel sito, la situazione creatasi a seguito dell’abbassamento del livello del lago ha favorito l’avanzare della Lindernia dubia; l’abbassamento ha invece favorito il bosco di ripa, non più sommerso, e l’ecosistema connesso”. Fortunatamente, quindi, le conseguenze a livello di ecosistema sono state minime ma il fatto che l'Aipo e la Regione Lombardia abbiano comunque abbassato il livello del lago nonostante il diniego dalla Provincia di Trento non è una vicenda che Tonina vuole lasciar passare. “Non sono state osservate le direttive europee, non possono pensare di far finta di nulla” ci spiega l'assessore. 

“In pianura, nelle campagne Bresciane – continua Tonina – usano ancora dei sistemi di irrigazione come sono come quelli al tempo dei romani. Non possono continuare in questo modo. Il comparto agricolo si deve dotare celermente di infrastrutture e di sistemi di gestione più ottimizzati, sia aumentando la capacità di stoccaggio idrico nel territorio bresciano (nuovi serbatoi anche diffusi sul territorio per sopperire alla limitazione della capacità di regolazione di volumi nel lago), sia efficientando il sistema attuale di distribuzione dell’acqua”.  

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