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''Manolo'', la sua stretta di mano forte come se dovesse agguantare una presa e la conclusione del Festival ''Storie d'Alpinismo''

DAL BLOG
Di Lou Arranca (Alias Ivo Cestari) - 23 agosto 2022

Rapito dalla Montagna anni fa, pratica escursionismo, percorre vie ferrate e frequenta qualche falesia e palestra di roccia. 

Per chi ha avuto la possibilità di assistere alla tre giorni di attività outdoor e alle conferenze, nell’ambito del Festival conclusosi la settimana scorsa,  “Storie dell’Alpinismo. Il personaggio dell’anno – Riconoscere per essere ri-conosciuti.  150 anni di tours, ascensioni e visioni verticali”, a Sagron Mis (1^ parte), la soddisfazione più grande, oltre alla scoperta di un angolo delle Dolomiti Orientali ancora libero dall’invasione del turismo di massa, è stata quella di passeggiare e ascoltare un grande alpinista (ed ora pure conferenziere) quale è Alessandro Gogna.

 

Dialoghi sui temi urgenti della necessità di invertire la rotta sul tema del turismo in montagna e lo scempio quotidiano fatto di disastri ambientali, naturali o “programmati” da amministrazioni poco avvedute (in primis Cortina), frequentazione eccessiva di turisti improvvisati, dovuta ad inopportuni eventi pseudoculturali, quali concerti, ma anche raduni di mezzi motorizzati, installazioni di “grandi panchine”, sculture e “attrazioni” che stanno invadendo ogni spazio, ed inoltre bacini per l’innevamento artificiale per una disciplina morente e collegamenti sciistici attraverso aree tutelate.

 

In questo primo articolo però vale la pena di ricordare l’elezione di “Personaggio dell’Anno” del grande alpinista Maurizio Zanolla, più conosciuto come Manolo. “Alpinista e guida alpina, Manolo è celebre per aver aperto vie di arrampicata di estrema difficoltà, con uno stile inconfondibile, sia nel campo delle vie alpinistiche che in quello dell'arrampicata sportiva. Conoscitore profondo del territorio di Sagron-Mis, lo onoriamo del titolo di Personaggio dell'Anno 2022, perché ha il grande merito di aver portato alto il nome delle Alpi Feltrine e delle Pale di San Martino, cioè le montagne tra le quali Sagron-Mis è adagiato.” Questa la motivazione ufficiale.

 

Ho avuto modo di stringere la mano (forte come se dovesse agguantare una presa...) al “Mago” Manolo, scambiare due battute allegre sulla sua partecipazione al docufilm sul leggendario Herman Keinwunder (l’alpinista che fece del volutamente mancato raggiungimento delle vette, una filosofia di vita), e farmi fare una dedica sul suo recente libro “Eravamo immortali” : l’impressione che se ne ricava è quella di essere di fronte ad una leggenda vivente che ogni appassionato di montagna vorrebbe conoscere, apprezzarne la sua semplicità, ironia, la sua storia, e soprattutto il suo essere il pioniere assoluto del free solo d’Italia, l’arrampicata senza protezioni e assicurazioni.

 


 

Una serata quella dedicata a lui, che ha affascinato il numeroso pubblico presente attraverso i suoi racconti e le immagini che hanno illustrato la sua vita e le sue imprese, incalzato con garbo dal suo collega Alessandro Gogna. Nella seconda parte, l’intervista ad Alessandro Gogna sul futuro del turismo nelle terre alte.

 

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