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Lupo ucciso a fucilate in Lessinia: "Tolleranza zero verso i criminali che compiono deliberati atti di bracconaggio", durissime le parole dell’Associazione 'Io non ho paura del lupo'

“Più trasparenza dalle istituzioni e tolleranza zero verso i criminali che compiono deliberati atti di bracconaggio. È ora che le autorità diano un segnale forte e mettano in campo tutte le energie necessarie per individuare e punire i responsabili di questo atto vigliacco”. Così inizia un duro comunicato dell'Associazione Io non ho paura del lupo. Parole che seguono la notizia che in Lessinia un lupo è stato ucciso a fucilate

di
Redazione
28 maggio | 11:45
Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

“Più trasparenza dalle istituzioni e tolleranza zero verso i criminali che compiono deliberati atti di bracconaggio. È ora che le autorità diano un segnale forte e mettano in campo tutte le energie necessarie per individuare e punire i responsabili di questo atto vigliacco”. Così inizia un duro comunicato dell'Associazione Io non ho paura del lupo. Parole che seguono la notizia che in Lessinia un lupo è stato ucciso a fucilate. 

 

“Da alcuni anni ormai in Lessinia percepiamo un clima da far west - continua l'associazione -, scritte contro il lupo sui pannelli informativi, striscioni sui balconi delle case, voci di paese da verificare con cura su verosimili racconti di bracconaggio e, come in questo caso, lupi uccisi deliberatamente a causa dell’idiozia di chi pensa di farsi giustizia da solo. Ci appelliamo quindi non solo alle autorità, ma anche ai sindaci della Lessinia, affinché esprimano la loro condanna rispetto ad un reato perpetrato sui loro territori e che non può passare nel silenzio delle istituzioni, non questa volta”.

 

L’Associazione inoltre, da anni impegnata per la coesistenza tra uomo e attività umane, sottolinea:

 

“Sappiamo bene che oggi la Lessinia è uno dei luoghi in Europa dove il conflitto tra uomo e lupo è sempre caldo, ma farsi giustizia da soli è soltanto un modo per peggiorare l’impatto sulle attività d’allevamento, come dimostrano alcuni studi. Resta inoltre importante sottolineare che anche nell’ottica di un possibile declassamento della specie, la prevenzione resterà sempre la priorità per la gestione della specie”.

 

Stiamo valutando - conclude - di costituirci parte civile e di intraprendere qualsiasi azione utile per contribuire nell’individuazione dei responsabili. Questi episodi inoltre sono l’occasione per spingerci a rafforzare le attività informative sul territorio, così come una buona occasione per invitare le Autorità a rafforzare il presidio, incluso il sanzionamento per chi pratica l’abbandono delle carcasse di vitelli, un fenomeno purtroppo noto, che può portare a situazioni di conflitto e all’avvicinamento dei lupi alle aree abitate, dando vita a potenziali fenomeni di abituazione e di conflitto con l’uomo”.

 

 

 

 

 

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