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Funivia del Bondone, se il progresso del turismo è quel tutto, subito e facile che sembra già passato

DAL BLOG
Di Fabio Andreatta - 12 settembre 2022

Costruttore di ripari per chi ha perso tutto. Tessitore di relazioni per comprendere

È da quando è apparsa la notizia della nuova funivia tra Trento ed il Bondone che mi interrogo circa il perché della mia prima reazione sconcertante. Dai Fabio mi dicevo, il Bondone non è il Brenta o il Catinaccio è sempre stato costruito ed usato dai trentini ed anche tu roveretano, l'hai usato per sciare, camminare, stare con gli amici. 

 

Che vuoi mai che sia se ora sarà più facile raggiungerlo e senza inquinare con un sacco di automobili? Ma la mitica Trento Bondone si farà sempre vero? Non si vorrà cancellare o trasferire sulla funivia? Poi mi è venuta alla mente la funivia che da Lavis saliva direttamente in Paganella quando in Paganella non c'erano nemmeno le piste di sci? Chissà perché quelli di Andalo non hanno telefonato a Lavis? Ma si Fabio non hai motivi di tormentati se ora si "rifanno" cose antiche. 

Però quelli di Malcesine hanno telefonato, dove non si sa bene, e dalla cima del Baldo vorrebbero un impianto che colleghi Polsa e San Valentino alla loro splendida funivia (ma quella del Bondone girerà su stessa come quella di Malcesine? Mica i trentini saranno da meno dei Veronesi?). 

 

Ma si Fabio l'economia, i giovani, il turismo devono "progredire" basta tormenti: astieniti dalle tue solite elucubrazioni. La società deve essere libera di… di… di??? Andare avanti e che diamine. Mica ci saranno dubbi? Investire nella facilità, nella comodità, nel possedere tutto velocemente, nel presentare diversità agli occhi ma non alla mente che grazie ad un po' di denaro, sembrerà possedere novità, bellezza ed unicità. Ma si Fabio dai in fondo sei vecchio consenti, se mai hai avuto l'osare di non consentire, senza ma e senza se di avere quello che un tempo si otteneva e nemmeno sempre, con tanto studio e rischio. Non è tempo.

 

Oggi è tempo che altri rischino, che altri si impegnino nelle piccole cose della vita come coltivare, tagliare la legna per riscaldarsi, camminare per scoprire luoghi nascosti e genti nuove, che altri imparino la bellezza del costruire lentamente il proprio ambiente magari lasciandoci qualche "inutile" opera della mente. Oggi c'è il "progresso" ed allora il turismo, ma che brutta parola ci avete mai pensato un tempo si diceva esplorazione, scoperta, ricerca, oggi turismo e tutto fuorché esplorazione (l'insieme di attività e di servizi relativi a viaggi e soggiorni compiuti a scopo ricreativo o di istruzione) ed in poco tempo senza tanta fatica e per carità anche senza nessun inquinamento come quello delle funivia, dovrebbe consentirti ricreazione, istruzione ed aggiungo emozione.

 

Si oggi le "inutili" opere della mente sono utili per realizzare splendidi musei, magnifiche esibizioni proprio nel mezzo dell'ambiente "naturale" ed avanti turistando, proponendo, regolando proprio così come vuole l'arte. Si e poi Fabio non vorrai mica che si ritorni a coltivare nel proprio territorio almeno una parte di quello che consumiamo? No oggi vino e mele con la speranza che non accada a loro quello che è accaduto a noi con il Covid. E poi quei campi che ricoprono i fianchi delle nostre valli ormai vorrai mica che siano recuperati, rimessi a posto i muretti a secco, i vecchi sentieri, tagliato quel bosco che ormai se ne è impossessato e che potrebbe darci un po' calore ma ahimè inquinando l'aria con polveri sottili che nessuna industria mai si permetterebbe di emettere? 

 

No no non si può pensare così il progresso è progresso. Ed allora avanti con le funivie: in Bondone, in Paganella, sul Baldo che volete mai siano i muretti a secco delle nostre valli, opere inutili costruite senza nessun Pnrr e con il lavoro di tutti quando ancora non esisteva il turismo per la fortuna di chi ben chiaro ancora non ho.

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