Caro skipass e energia? Sul Bondone si rilancia per lo scialpinismo. Il sindaco: ''I percorsi ci sono e la gestione potrebbe essere affidata a Trento Funivie''
Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli: "Siamo convinti che lo scialpinismo è un valore per la montagna, un investimento strategico. La prospettiva è riuscire a gestire questa pratica per migliorare la sicurezza e la fruibilità dei percorsi"

TRENTO. E' un altro inverno complicato per la montagna. C'è l'attesa per le aperture degli impianti di risalita e delle piste ma è tantissima la preoccupazione sul fronte dei costi di gestione. I bilanci delle società impianti sono destinati tutti o quasi a chiudere in rosso a causa dell'energia.
E già si annunciano aumenti delle tariffe lungo tutta la catena per fronteggiare inflazione e costi energetici (Qui articolo). E la Panarotta ha già alzato bandiera bianca. Skipass con una media di +10% e giornalieri che si aggirano sui 50 euro, senza dimenticare che i rincari sono attesi anche nei listini delle strutture ricettive, della ristorazione e dei servizi. La vacanza bianca rischia di costare parecchio (Qui articolo). E' in questo contesto che lo scialpinismo potrebbe avere un ulteriore incremento; una disciplina in forte ascesa.
Per gli skipass si va verso rincari tra il 10% e il 15%, dormire 7 notti in hotel costa fino a 15.500 euro. "Impianti sciistici, strutture ricettive, bar e ristoranti sono stati costretti a aumentare prezzi e tariffe, scaricando così sui consumatori finale il conto della crisi energetica. La settimana bianca è per ricchi", l'analisi di Assoutenti . E poi c'è l'inflazione con il costo della vita a segno più.
La discesa resta l'attività più praticata nel sistema neve, con un 59% dei praticanti. Poi il 13% è appannaggio di snowboard, freestyle, fondo e scialpinismo che intercettano insieme un altro 13%, quindi le ciaspole all'11% con un dato sottostimato (dati del report Skipass panorama turismo).
Le incertezze sono molte, l'industria delle neve prova a mantenere fiducia e ottimismo. Il fronte cerca di restare unito ma la Panarotta ha già deciso di alzare bandiera bianca: "La montagna però va avanti e vive: ci sono altre possibilità", ha spigato a Il Dolomiti il presidente Matteo Anderle con Comune di Levico e Azienda per il turismo Valsugana che supportano la scelta e ragionano sul ragionano sul futuro della località.
Sport dispendioso e affascinante, lo scialpinismo non è per tutti e molto dipende anche dal tracciato che viene scelto dallo sportivo. Un fuoripista, quindi privilegiando la neve fresca, riduce il bacino potenziale di fruitori. E' una pratica consentita con la forte raccomandazione di avere l'Artva per agevolare i soccorsi in caso di valanghe. A oggi è spesso praticata ma nei fatti vietata, la risalita delle piste con le pelli, attività leggermente più abbordabile per la battitura delle aree. E anche il Trentino in questo caso specifico non sembra trovare sbocchi.
Anche se si volesse far leva sull'autonomia e sulla capacità gestionale, effettivamente i margini di manovra per la Provincia appaiono particolarmente ridotti sul punto e ben si può comprendere la prudenza di piazza Dante nel compiere forzature o passi troppo lunghi. Una soluzione potrebbe arrivare dalle società impianti ma lo scialpinismo è mal digerito.
Un esempio della difficoltà di compiere un passo in avanti si può vedere sul Bondone: lì ci sarebbero già tre tracciati pronti, proposti da Dario Maestranzi, allora consigliere comunale in quota Patt e delegato all'Alpe di Trento nella Giunta Andreatta, che faticano a vedere la luce (Qui articolo). Percorsi rilanciati anche dalla squadra guidata da Franco Ianeselli.
"Siamo convinti che lo scialpinismo è un valore per la montagna - dice il sindaco di Trento - un investimento strategico. La prospettiva è quella di riuscire a gestire questa pratica per migliorare la sicurezza e la fruibilità dei percorsi". L'idea è quella di strutturare ulteriormente questa opportunità. "E' un modo di vivere la montagna - aggiunge Ianeselli - si lavora ai dettagli, la segnaletica è pronta e questa disciplina viene apprezzata da tanti. Siamo in attesa dell'autorizzazione e penso che la società Trento Funivie sia l'ente gestore ideale".
E sul tavolo c'è il nuovo piano di politica turistica del Comune di Trento mentre in dirittura di arrivo dovrebbero esserci quello più operativo dell'Azienda per il turismo d'ambito e il marchio di destinazione (Qui articolo).
"In questo lavoro è stato affrontato in particolare il posizionamento della città e della sua montagna", spiega Roberto Locatelli, Ceo di Plus Communcation, azienda di Trento specializzata nella comunicazione, esperto del settore e un guru per quanto riguarda il marketing e l'elaborazione di marchi e strategie, soprattutto in ambito turistico. "Sono stati privilegiati questi aspetti rispetto ai prodotti. Abbiamo cercato di chiarire la personalità e i valori distintivi del territorio, la declinazione è affidata poi all'Apt e agli stakeholder dell'area. Il ragionamento è quello di Trento come un gate, un nobile servizio. Un ambito con le proprie caratteristiche e con le tante potenzialità da valorizzare ma anche come porta per il resto del Trentino".
E lo skialp può finalmente prendere piede sul Bondone? "Lo scialpinismo non è sostitutivo di quello alpino perché serve una predisposizione diversa: cambia il paradigma, la discesa di deve guadagnare. Questo fenomeno richiede ancora un po' di tempo ma può essere un asset da valorizzare", conclude Locatelli.


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