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| 15 set 2022 | 20:10

Una città ''bella, smart e no age". Ecco il piano turistico di Trento e del Bondone dei prossimi 10 anni. In arrivo un nuovo brand: ''Tutti devono sentirsi protagonisti''

Dal nuovo ruolo dell'Azienda per il turismo d'ambito agli operatori che devono sentirsi protagonisti. L'assessora Bozzarelli: "Serve un pensiero collettivo, la volontà di far parte della strategia. Un capoluogo accogliente, aperto e plurale che partecipa a questa visione che vuole sviluppare un'esperienza positiva per l'ospite"

TRENTO. Poco più di un anno di lavoro e di ascolto degli operatori e degli stakeholder, un periodo di confronti e di tavoli tecnici per delineare il futuro del turismo tra la città e il Monte Bondone. Il capoluogo e la sua montagna si proiettano nei prossimi 10 anni e cercano di ridisegnare il proprio volto sui diversi assi portanti dell'offerta per una "città bella, smart e no age" che punti sulla sostenibilità, sulla natura e sul bleisure.

Ecco il piano di politica turistica 2022-2032 del Comune di Trento. Un'analisi dei progressi e delle prospettive di sviluppo del settore che entro la fine di ottobre e l'inizio di novembre viene completato dal rilascio del piano marketing dell'Azienda per il turismo d'ambito e dal lancio di un nuovo brand identificativo.

 

 

"Turismo non significa solo esercizi ricettivi, ristoranti o piste da sci - commenta l'assessora Elisabetta Bozzarelli - ma è un mondo trasversale che coinvolgere commercianti e artigianato: un'intera filiera. Tutti devono sentirsi protagonisti: non è sufficiente, per esempio, chiedere ai negozi di tenere aperto, serve un pensiero collettivo, la volontà di far parte con spirito attivo della strategia. Un capoluogo accogliente, aperto e plurale che partecipa a questa visione che vuole sviluppare un'esperienza positiva per l'ospite".

 

Un nuovo piano dopo 13 anni da quello firmato dall'allora assessora Lucia Maestri. Ora arriva quello targato Elisabetta Bozzarelli per tracciare una rotta del comparto. Un lavoro necessario, perché ormai la precedente strategia aveva giocoforza esaurito le proprie energie e perché sono intercorsi tanti cambiamenti, l'emergenza Covid in primis.

 

Inoltre è il futuro della città (e del Monte Bondone) che potrebbe cambiare, rivoluzionato banalmente dalle mutate sensibilità del potenziale ospite ma anche dalle opere che potrebbero sorgere nei prossimi anni a insistere anche sulla mobilità: circonvallazione ferroviaria, hub intermodale e grande impianto Trento-Monte Bondone (Qui articolo).

 

La data spartiacque è quella del 1989 con la caduto del muro di Berlino, periodo che cambia tutto. La città acquista consapevolezza e stimolo dai rinnovati flussi turistici. Un trentennio di forte crescita fino al 2008 quando le presenze sono quasi 700 mila. Nel 2009 aprono le Gallerie di Piedicastello, gestiti dalla Fondazione Museo Storico. Nel 2013 nasce il Muse capace di richiamare 500 mila visitatori all’anno e classificandosi tra i 10 musei italiani più visitati.



Nel 2013 Trento è sede delle Universiadi, nel 2016 presenta la candidatura a Capitale italiana della Cultura per il 2018, classificandosi al secondo posto dopo Palermo. Il 2017 è l’anno della prima Smart city week, il 2018 del primo Festival dello sport. Sono solo alcune tappe del processo di crescita del capoluogo.  

 

"I dati turistici pre-Covid dicono che la strada imboccata è quella giusta. In termini di flussi, gli arrivi e le presenze in città e sul Monte Bondone crescono in maniera esponenziale - evidenzia Bozzarelli - gli arrivi passano tra il 2000 e il 2019 da oltre 173 mila a oltre 404 mila, le presenze da quasi 425 mila a un milione e 135 mila. A causa della pandemia il 2020 ha registrato un deciso calo con 184.244 arrivi e 610.465 presenze, ma il 2021 mostra inequivocabili segni di ripresa".

 

Un piano che tratta tanto Monte Bondone, compreso il recentissimo Masteplan "perché rientra nell'immaginario della città e perché è parte integrante di una città verticale. Ma il piano intende sviluppare anche la collina est: le mappature preliminari portate avanti dall'Apt indicano un grande apprezzamento da parte del turista, soprattutto per la parte naturalistica. C'è un grande compito per sviluppare le tante potenzialità del territorio".

 

Un piano che ridisegna anche il ruolo dell'Azienda per il turismo, necessario per rispondere alle nuove esigenze e alla recente riforma provinciale del settore. Le prime avvisaglie sono arrivate con la rinuncia a organizzare la gara ciclistica internazionale per cicloamatori La Leggendaria Charly Gaul.

 

"Non interverrà più in modo così forte e deciso nell'organizzare eventi e manifestazioni in forma diretta. Ma - dice Bozzarelli - avrà il compito di valorizzare e promuovere le iniziative dei numerosi attori presenti sul territorio, elaborare esperienze e creare i prodotti ad hoc. Un ruolo più di regia capace di supportare le varie organizzazioni per migliorare la promozione e avere una visibilità maggiore. Un compito è quello poi di formare gli operatori, l'ospitalità in generale è di qualità ma serve un cambio di passo ulteriore per restare competitivi". 

 

Il lavoro poggia le basi su tavolo scientifico istituito nell'aprile del 2021 con il protocollo d'intesa Comune di Trento, Tsm – Trentino school of management e Università di Trento e composto da Bozzarelli, Laura Begher (dirigente del servizio Cultura, turismo e politiche giovanili), Roberto Locatelli (esperto del settore comunicazione e costruzione di brand turistico territoriali), Delio Picciani (amministratore delegato di Trentino School of Management), Mariangela Franch (professoressa al Dipartimento di economia e Management dell’Università di Trento) e Matteo Agnolin (direttore Apt Trento e Monte Bondone). Analisi e elaborazione del documento di Progetto Turismo - G&A Group.

 

Ora il corposo piano passa alle Circoscrizioni e al Consiglio comunale per recepire ulteriori indicazioni e idee. "L'intenzione non è solo quella di vendere Trento o il Monte Bondone ma aiutare e sostenere un comparto strategico e che influenza una moltitudine di settori. E' necessario lavorare anche sull’idea di quello che siamo, di quello che vogliamo essere, sul modo in cui vogliamo essere percepiti", conclude Bozzarelli.

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