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28/02/2025 - 15:02

IL VIDEO. Santamaria: il mio Calipari uomo di dialogo per cui la vita era sacra

Roma, 28 feb. (askanews) -Il 4 marzo 2005, vent'anni fa, Nicola Calipari veniva ucciso a Baghdad, in Iraq, sulla strada verso l'aeroporto, mentre stava riportando a casa la giornalista Giuliana Sgrena appena liberata dopo quasi un mese di prigionia. Il film "Il Nibbio" di Alessandro Tonda", nelle sale dal 6 marzo, vuole raccontare quei drammatici 28 giorni prima che l'alto dirigente del Sismi sacrificasse la sua vita per salvare la giornalista de il Manifesto, proteggendola con il suo corpo dal fuoco amico, dopo essersi speso in ogni modo per la sua liberazione attraverso lunghe trattative con la cellula terroristica che l'aveva rapita, ma ne racconta anche il lato umano, con la moglie e i figli.A interpretarlo Claudio Santamaria, che ha dichiarato :"Un film che al di là del singolo episodio, racconta una figura istituzionale che aveva una profonda umanità e questo è l'aspetto su cui ci siamo concentrati di più, aveva come unica arma la mediazione"."Mi sono concentrato, al di là del dimagrimento fisico che serviva più... non per l'iconografia di Nicola, perché non lo conosceva nessuno, essendo agente di servizi segreti, ma più per individuarlo sullo schermo come una figura appunto di dialogo e non di forza, di prestanza fisica, volevo che rappresentasse quell'aspetto lì, e mi sono concentrato appunto sul suo grande rispetto e amore per la sacralità della vita, questo suo bisogno di proteggere la vita a tutti i costi, una figura che io metto tra le figure che appartengono all'Italia bella".Sonia Bergamasco ha parlato a lungo con Giuliana Sgrena per farla rivivere sul grande schermo. "Ho anche un pudore a riuscire a parlare di questo, è stata per me l'occasione di dare voce a lei attraverso i fatti, attraverso quello che è successo, poi quello che lei ha sentito, le sue emozione le ha raccontate e continua a raccontarle perché continua a raccontare questa storia e non si arrende al fatto che non ci sia ancora una risposta" ha detto l'attrice.Un film la cui lavorazione e realizzazione è stata condivisa con la famiglia Calipari, in particolare la moglie Rosa, i servizi segreti; una collaborazione istituzionale a vari livelli per un film definito dal regista quasi un atto dovuto per ricordare Nicola Calipari, un uomo con una ampia visione geopolitica già all'epoca e non solo e la cui morte è ancora un caso irrisolto."Lui ha creato una corrente che si chiama 'Calipariana' involontariamente - ha affermato Claudio Santamaria - lui non utilizzava la forza, non utilizzava solo il denaro, ma cercava sempre il confronto.Quindi in questo clima non solo geopolitico ma anche più specificamente italiano in cui la politica sembra più diventata un tifo da stadio, sembrano raccoglitori di odio e di scontri continui, non c'è mai una vera comunione di intenti, una figura così che era capace di abbracciare tutte le varie istanze di una società, tutte le differenze di una società, senza escluderle o volerle eliminare, è una figura di grandissimo esempio, cioè è l'uomo delle istituzioni per come io vorrei che fossero".

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