A Brentonico chiudono 4 (su 7) ambulatori: ''A pagare le conseguenze sono gli anziani''. E le minoranze denunciano: ''Il Consiglio comunale non viene convocato da 4 mesi''
La chiusura di 4 su 7 ambulatori a Brentonico non è l'unica questione sul tavolo, gli esponenti di opposizione tornano a denunciare "il vuoto amministrativo con il Consiglio comunale che non viene convocato da 4 mesi"

BRENTONICO. "Le frazioni più piccole dell'Altopiano non potranno usufruire del servizio medico settimanale nel proprio paese". Questo l'allarme lanciato da Alessandra Astolfi e Moreno Togni (Officina Civica), Ivano Tonolli e Mattia Simonetti (Il bene in Comune) e Javier Spinella (Naturalmente Brentonico). "La scelta non è certamente di competenza del Comune ma l'amministrazione deve farsi sentire agli uffici preposti e deve avviare una battaglia per far cambiare questa decisione". La chiusura di 4 su 7 ambulatori a Brentonico non è l'unica questione sul tavolo, gli esponenti di opposizione tornano a denunciare "il vuoto amministrativo con il Consiglio comunale che non viene convocato da 4 mesi".

La decisione sarebbe stata quella di disporre la chiusura degli ambulatori a Saccone, Cornè, Prada e Cazzano. "Negli ultimi anni - proseguono Astolfi, Togni, Tonolli, Simonetti e Spinella - sono state impegnate notevoli risorse per allestire gli ambulatori nei centri civici presenti nelle singole frazioni. Sono stati ristrutturati e adattati, anche con la rete internet, per accogliere i medici condotti. Per questo vanno anche ringraziati i circoli frazionali, anima di ogni borgo, per la loro preziosa collaborazione. Ora invece i cittadini di 'serie B' dovranno spostarsi nella frazione più vicina oppure direttamente a Brentonico anche per una semplice ricetta".
La chiusura degli ambulatori periferici rappresenta una preoccupazione, soprattutto sul fronte dell'anzianità della popolazione. "Purtroppo questi cittadini di 'serie B' sono per la maggior parte anziani, quindi rappresentano la categoria di cittadini che più necessita dei servizi medici. E molti di loro devono dipendere da familiari o conoscenti per spostarsi sull'Altopiano. A questo si aggiunge che non tutti hanno dimestichezza con l’informatica e risulta quindi difficoltoso farsi fare anche una semplice ricetta online".
Una situazione non nuova, la Giunta precedente era riuscita a disinnescare la chiusura di questi centri e le minoranze invitano l'attuale maggioranza a intervenire per far valere le proprie ragioni e l'importanza di questo servizio, seppur previsto in forma ridotta con l'apertura di un giorno alla settimana.
"E’ fondamentale battersi per garantire la continuità di questi sevizi ai centri civici - aggiungono Astolfi, Togni, Tonolli, Simonetti e Spinella - anche per evitare lo spopolamento dei borghi periferici. Già in passato si era paventata l’ipotesi della chiusura degli ambulatori, così come anche del servizio di guardia medica, ma tanto si erano battuti i pugni che il pericolo era stato scongiurato. Ora, malgrado le promesse fatte dall’attuale sindaco Dante Dossi, il quale affermava nelle proprie linee programmatiche che 'è nei momenti che ci vedono più fragili e vulnerabili che abbiamo bisogno di sostegno e un maggiore supporto' e dichiarava di voler 'lavorare per la riapertura degli ambulatori frazionali', arriva l’avviso allegato al nuovo orario dei medici da cui si evince la chiusura di ben quattro ambulatori su sette".
Le opposizioni di Brentonico intendono chiedere conto alla Giunta Dossi delle azioni nel prossimo Consiglio comunale, "che purtroppo non si riunisce da ben 4 mesi. Una pausa decisamente notevole per un Comune di 4 mila abitanti come il nostro che denota un vuoto di azione amministrativa e che nemmeno nel periodo di piena emergenza Covid è mai stata così lunga", concludono Astolfi, Togni, Tonolli, Simonetti e Spinella. "Riteniamo inaccettabile che da fine novembre (data ultima per gli assestamenti di bilancio) si deve attendere fine marzo (data ultima per l’approvazione del bilancio di previsione) per riunire l'Aula, come se non ci fossero questioni sul tavolo da affrontare: emergenze idriche, lavori pubblici già programmati, studio di valutazione ambientale per il collegamento tra Malcesine e la montagna brentegana e l’efficientamento energetico degli edifici pubblici. Le promesse di convocazione di un Consiglio entro metà dicembre sono sfumate nel nulla e non si hanno notizie di programmi o interventi che vadano oltre la semplice attività di manutenzione".













