Crisi politica Brentonico, ''Profonda spaccatura, non c'è più la maggioranza'', salta (di nuovo) l'approvazione del bilancio
Tre consiglieri di maggioranza assenti, le opposizioni hanno lasciato l'Aula. E' mancato il numero legale e la seduta per discutere e approvare il bilancio è saltata nuovamente. C'è ancora un mese circa per la Giunta per trovare compattezza ma la strada sembra in salita

BRENTONICO. Fumata nera in Consiglio comunale di Brentonico. C'è crisi politica in via Filzi, c'è la conferma della spaccatura della maggioranza consiliare. La seduta per discutere e approvare il bilancio è saltata nuovamente. E' la seconda volta in pochi giorni che non ci sono i numeri per affrontare la manovra.
Una situazione complessa sull'Altopiano con la Giunta che appare ormai alle corde. La tensione all'interno della maggioranza è piuttosto alta. Assenti i componenti del gruppo "La casa dei brentegani": il presidente del Consiglio comunale Gabriele Leita, il quale de facto ha aperto la crisi nel corso dell'ultima seduta con una presa di posizione molto dura, l'assessore Franco Brunori e Roberto Simonetti.
Un'assenza anticipata da una lunga lettera: "Serve scatto di responsabilità. Non possiamo possiamo in alcun modo essere più complici del decidere di non decidere della attuale amministrazione". Ricomporre la spaccatura appare difficile, i margini di manovra sembrano ridottissimi, complicato percorrere anche la strada del rimpasto di Giunta. "Il documento è chiaro, complesso trovare una soluzione, abbiamo provato in tutti i modi - dice Leita a Il Dolomiti - ma non c'è stata alcuna possibilità di dialogo: la maggioranza è terminata".
Così già in partenza di seduta, quindi, il governo consiliare era ai minimi. "L'altra volta è stata abbandonata l'Aula per la mancanza del numero legale. Non posso che dichiarare la difficoltà nel proseguire su quello che abbiamo all'ordine del giorno: mancano i numeri della maggioranza per affrontare il bilancio", ha spiegato in apertura il sindaco Dante Dossi. "Comunque discutiamo i punti all'ordine del giorno per vedere se ci sono i presupposti e le possibilità per proseguire nell'iter amministrativo".
Dopo la seduta di lunedì 17 aprile l'avvicinamento al Consiglio comunale è stato teso con le opposizioni che hanno ribadito il disagio per la non convocazione del Consiglio comunale per oltre 4 mesi e per un'attività amministrativa considerata lacunosa. Il primo cittadino è intervenuto per respingere le accuse "vuotezza" amministrativa, per elencare i risultati in questi 2 anni circa e per richiamare parte della maggioranza e dei consiglieri alla collaborazione. A stretto giro Leita aveva replicato riportando di "un profondo imbarazzo nel convocare il consiglio comunale dopo oltre quattro mesi dall’ultima seduta".
Oggi sostanzialmente il copione non è cambiato. Assenze pesanti nella maggioranza e opposizioni presenti per annunciare l'intenzione di abbandonare. "Ci siamo presentati - le parole di Moreno Togni (Officina civica) a nome anche di Ivano Tonolli e Mattia Simonetti (Insieme per Brentonico), Alessandra Astolfi (Officina Civica) e Javier Spinella (Naturalmente Brentonico) - ma notiamo che la spaccatura nella maggioranza è profonda, davvero difficoltoso andare avanti così. Abbiamo letto le dichiarazioni del sindaco sul giornale perché non ha mai cercato il dialogo con noi ha detto che dobbiamo essere tutti responsabili, cercando di scaricare il barile e le colpe agli altri. Siamo sempre stati aperti a ogni confronto e propositivi, però abbiamo trovato una barriera. Non è una novità che qualcuno abbandoni l'Aula e anche oggi lasciamo la seduta perché non ci sentiamo di andare avanti".
Anche Il Faggio si è chiamato fuori. "Abbiamo letto la comunicazione istituzionale nella quale un assessore, il presidente del Consiglio comunale e un consigliere non si sarebbero presentati per mancanza di condivisione con la maggioranza, che quindi non ha i numeri per approvarsi il bilancio", dice Imerio Lorenzini. "Per un anno e mezzo sono stato responsabile, anzi ho votato diverse volte a favore dell'esecutivo. Oggi non è possibile: la responsabilità del governo è della maggioranza e l'opposizione fa l'opposizione. Il problema non è personale ma di carattere politico. Restituiamo alla maggioranza il compito di fare la maggioranza, che deve guardarsi al suo interno, se non hanno i numeri per approvare il documento. Avrei votato contro il bilancio perché credo che alcune questioni andrebbero risolte in maniera diversa e apprezzo le motivazioni de La casa dei brentegani che hanno espresso un dissenso difficile da esprimere".
La replica del primo cittadino in chiusura: "Le minoranze - conclude Dossi - non devono approvare il bilancio per forza, questo è chiaro. Il richiamo degli scorsi giorni era rivolto a tutti in modo generico. Non ho mai cercato un dialogo con le minoranze, ma ritengo doveroso non farlo se c'è una maggioranza, poi non ho mai affossato idee e principi". Successivamente le opposizioni hanno lasciato l'Aula. E' saltato il numero legale e conseguentemente anche la seduta. C'è ancora un mese per ritrovare compattezza, ma tutto sembra in salita. Diversamente sarà commissariamento e elezioni nella primavera del 2024.

















