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| 01 set 2022 | 06:01

Funivia Trento-Bondone, si stimano 900 mila passeggeri l'anno (più del doppio della Malcesine-Baldo). Failoni: ''Non è un bluff e verrà costruita tutta l'opera''

La partenza dei cantieri è prevista per il 2027 e completamento dell'opera nell'arco di due anni. La Provincia: "La sostenibilità dell’opera decisiva per l’ok alla domanda di finanziamento al ministero"

TRENTO. "Il progetto è stato elaborato a tempo di record e non c'è nessun bluff: il progetto di collegamento Trento-Monte Bondone è unitario". Queste le parole dell'assessore Roberto Failoni. "E' un piano unico e verso fine settembre avremo una risposta dal ministero".

 

Un investimento complessivo da 70 milioni; costi di gestione da 3,2 milioni di euro all'anno, partenza con i cantieri nel 2027 e completamento dell'opera nell'arco di 2 anni (progettazione definitiva, espropri definiti minimi e appalti); capacità di intercettare 600 mila passeggeri annui fino a Sardagna, numero che sale a 910 mila se si va su fino a Vason; "autofinanziamento" al 40% attraverso la politica tariffaria e circa 13 minuti di viaggio su fune contro i 30-45 minuti su gomma. Questo l'identikit del grande impianto da Trento al Monte Bondone

Dopo la delibera del Comune di Trento, la palla è passata alla Provincia che ha approvato la richiesta e inviato tutto a Roma (Qui articolo). Un'opera sostenibile. Questo, almeno, quanto spiega negli studi l'amministrazione provinciale: le stime di passeggeri e incassi confermano il valore dell'investimento. Sostenibile quindi dal punto di vista tecnico, economico e delle prospettive future di gestione.

 

"La domanda di finanziamento riguarda il primo lotto dell’opera (ex Sit-ex Italcementi-Sardagna) per un costo di 37 milioni di euro circa (su quasi 75 milioni complessivi), per il tragitto dalla città al sobborgo di Sardagna. Ma nel caso di un via libera dal Mims, le risorse diventano la base di partenza per realizzare non solo una parte, ma tutta l’infrastruttura, quindi dal fondovalle a Vaneze e Vason, attraverso il partenariato pubblico privato. Il progetto è unico, anche la Provincia di Bolzano accede a questo stesso contributo e utilizza questo metodo per l'impianto Merano-Scena".

 

Con il provvedimento, l’esecutivo ha approvato gli esiti dello studio di fattibilità e il progetto preliminare, frutto del lavoro del gruppo congiunto Trentino Sviluppo, Provincia e Comune. Passo necessario per l’invio della documentazione al ministero entro la scadenza alla data prevista, mercoledì 31 agosto.

 

"Il lavoro svolto è cruciale per il percorso concreto verso un’infrastruttura, prevista nel protocollo siglato tra le due amministrazioni, provinciale e comunale, che può rappresentare un enorme salto di qualità per il capoluogo. In questo modo possiamo dare una risposta complessiva ai temi che riguardano la crescita turistica della montagna di Trento", prosegue Failoni, mentre l'assessore Mattia Gottardi aggiunge: "Obiettivo condiviso è far decollare un’opera attesa, che può dare un valore aggiunto decisivo a Trento nella direzione di una mobilità sostenibile per il futuro del collegamento con i sobborghi e la frequentazione della montagna. Aumentando anche l’attrattività delle nostre 'terre alte' vicine alla città".

 

 

Determinanti nella decisione di portare avanti l'iter sono stati gli aspetti economici e di sostenibilità. "Nel caso di un ok del ministero in base alla documentazione allegata alla richiesta - dice Failoni - il finanziamento potrà rappresentare la base di partenza per il project financing. Costituirà infatti il contributo del partner pubblico al privato che verrà individuato attraverso una manifestazione di interesse e che dovrà realizzare l’intero tracciato".

 

Ritenuto decisivo il criterio adottato di realizzare un impianto che non sia esclusivamente a specifico uso turistico ma che si configuri anche come “trasporto pubblico locale”. "Queste risorse - spiega Roberto Andreatta, direttore generale dei trasporti della Provincia - consentono la ripresa del concetto di collegamento città e montagna. Il progetto permette di rimuovere un equivoco, cioè che fosse trasporto pubblico fino a Sardagna e poi qualcosa di vago: Vaneze e Vason non sono patrimonio esclusivamente degli sciatori, ma rientrano in un servizio universale di trasporto pubblico. Assorbendo quindi la funzione a oggi svolta dalla funivia Trento-Sardagna, migliorandone funzionalità e localizzazione anche attraverso un collegamento urbano tra sinistra e destra Adige presso il polo intermodale ex Sit. Andando poi a prolungare il percorso a fune fino alle località di Vaneze e Vason, portando così un servizio anche ai residenti e ai fruitori turistici della montagna".

 

E' stato precisato che il presupposto per avere il contributo del ministero è che almeno il 35% del costo sia pagato dalle tariffe all'utenza.  Dalle intuizioni si è passati alle prove di sostenibilità. In base allo studio trasportistico - aggiunge Andreatta  - si evidenzia in modo prudenziale che i flussi di traffico prospettici consentono una copertura del 40% dei costi, quindi in linea con le percentuali fissate dal ministero. Il lavoro di analisi rigoroso, serio e prudente ha consentito dunque di passare dall’intuizione della bontà dell’investimento a numeri che supportano la sostenibilità dell’opera stessa, come richiesto dal Mims per tutte le opere di trasporto pubblico locale".

 

L'opera viene inquadrata nella più ampia cornice del sistema trasportistico e di finanza pubblica, rete che pesa per il 5% sulla parte corrente del bilancio provinciale. Al netto degli introiti dei biglietti, la ferrovia Trento-Malè costa 15 milioni all'anno e la Valsugana circa 8 milioni; il servizio urbano 19 milioni; l'extraurbano 49 milioni; l'aeroporto Caproni circa 1 milione. Il carico è quindi di circa 100 milioni, coperto poi per il 20% dai ticket. 

 

Oggi la sola funivia Trento-Sardagna intercetta 180 mila passeggeri all'anno con costi di gestione di 500 mila euro. Un impianto comunque datato, che richiede continue manutenzioni e che è sempre più vicino alla dismissione. Fronte presenze turistiche: il flusso è di 1 milione e 200 mila presenze in base ai vecchi confini dell'Azienda per il turismo che comprendeva, oltre a Trento e il Bondone, anche la valle dei Laghi. L'Alpe pesa per il 20% quindi ci si attesta sui 300 mila pernottamenti, di cui 100 mila dall'estero. 

 

Si è partiti dalle tre ipotesi e quindi si è lavorato in particolare sulla telecabina, con due lotti funzionali e quattro segmenti: ex Sit-ex Italcementi per collegare sinistra-destra Adige (quando ci sarà l'hub intermodale, circa 20 milioni dal Pnrr) e dall'ex Italcementi a Sardagna (queste due le parti interessate dal finanziamento ministeriale: "Se assegnati, ci permette di spostare - commenta Failoni - i 35 milioni provinciale su altre opere che interessano il capoluogo"); poi Sardagna-Vaneze e Vaneze-Vason.

 

"Il progetto era quasi definitivo, preliminare ma molto affinato. L'investimento complessivo si aggira sui 70 milioni con costi di gestione da 3,2 milioni all'anno. La grandezza è importante ma alla portata. Oggi - continua Andreatta - c'è d'inverno lo skibus, poi 60 mila passeggeri utilizzato la corriera. Il transito di automobili all'altezza di Candriai è di 1 milione di passeggeri e qui si può lavorare sulla possibile erosione tipica del 30% dei flussi per spostarli sulla funivia". 

 

L'abitato di Candriai però sembra essere bypassato perché da Sardagna si passa a Vaneze. Senza stazione intermedia, appare a questo punto indispensabile comunque un piano strutturato di mobilità interna per collegare le località (e con quale frequenza?) per non vanificare parte del potenziale utilizzo. Stesso discorso per raggiungere le Viote da Vason, ricordando che l'area insiste su un biotopo con Torbiera e Tre Cime che rientrano nella Reti di riserva. 

 

A ogni modo da quei numeri e l'amministrazione provinciale spiega che il primo tratto (Trento-Sardagna) potrà "intercettare 600.000 passeggeri annui e il secondo (fino a Vaneze e Vason) 900.000 passeggeri/anno, che si traducono rispettivamente in 900 mila euro e 1.300.000 euro di incassi: un prezzo mediano di 1,5 euro/passeggero. Poi bisogna definire la politica tariffaria tra abbonamenti e turisti. Il dato comunque garantisce le soglie di sostenibilità gestionale". 

 

Si è guardato anche agli esempi dei territori vicini. "Il Renon - dice Andreatta - registra 1 milione e 200 mila passeggeri all'anno, il 50% viene realizzato nel periodo estivo: i costi di gestione sono a 1,8 milioni con una copertura 1,3 milioni con un prezzo mediano di circa 1,5 euro a persona. L'impianto di Malcesine, forse non esattamente paragonabile, invece ha un utile di 2 milioni di euro e il 78% dei passaggi si ottiene tra giugno e ottobre". 

 

Il paragone con il collegamento gardesano appare fuori scala per Trento. E si parla di 5 milioni di passeggeri tra il 2002 e il 2016: "Un trend continuo di crescita - si legge in una nota dei gestori - che ogni anno è andato aumentando, superando da subito i circa 310 mila passaggi annui. Il picco maggiore nel 2015 con quasi mezzo milione visitatori" (Qui info).

 

Da soppesare forse anche quello con il Renon, un Comune da circa 8 mila abitanti contro i mille di Sardagna, e quella che sembra un'altra conformazione di montagna. Comunque per la Pat i vantaggi anche sul fronte costi-benefici sono innegabili sui 20 anni di gestione tra "riduzione delle emissioni inquinanti", "riduzione tempi di percorrenza", "ricadute sociali e rilancio delle attività economiche" e "aumento dell’attrattività e destagionalizzazione del turismo in città e sul monte Bondone".

 

Risolto sulla carta anche il problema legato agli elettrodotti di Terna. "Una questione annosa e impegnativa - continua Andreatta - le 7 strutture verrebbero innalzate e sono previsti nel budget circa 3,5 milioni. Un volano è rappresentato dalla valorizzazione del polo ex Italcementi tra il progetto studentato e altre funzioni, Cibio, area espositiva e parcheggio di attestamento: 2 mila i posti e circa mille generano viaggi sulla funivia". 

 

In chiusura per il secondo lotto, si ribadisce la necessità di un intervento dei privati. "Ribadiamo che l'intenzione è quella di creare l'opera tutta insieme e non a step. La quota di finanziamento è importante, poi è arrivato il momento che gli imprenditori facciano parte di un pool per portare a termine questo progetto. Deve uscire l'orgoglio e serve decisione", dice Failoni mentre Gottardi conclude: "Questo finanziamento costituirà infatti il contributo del partner pubblico al privato che verrà individuato attraverso una manifestazione di interesse, non con negoziazione diretta, e che dovrà realizzare l’intero tracciato. E' un'unica opera, non esiste solo la funivia Trento-Sardagna e poi si vedrà: non è così".

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