Ddl ''anti-gender'' e richiesta di dimissioni a Bisesti, Claudio Cia: ''Solidarietà all'assessore, la sinistra è ormai diretta dalla galassia Lgbtq+ e tutte le lettere dell'alfabeto''
Il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia, Claudio Cia, interviene sul ddl da lui proposto, difende Bisesti e solidarizza con l'assessore, in queste ore al centro della polemica politica con la richiesta di un passo indietro: "Sinistra trentina eterodiretta dalla galassia Lgbtq+. La loro ideologia squalificata dal dibattito politico”

TRENTO. "Siamo al paradosso: il guru che detta la linea politica ai Consiglieri provinciali di sinistra è nientemeno che la galassia Lgbtq+ (al quale si possono aggiungere una pletora di altre lettere dell’alfabeto a seconda dei desiderata)". "La sinistra operaia, oggi salottiera, chiede le dimissioni dell’assessore Bisesti perché, a loro dire, 'un Assessore all’istruzione non può permettersi di appoggiare idee e Disegni di legge come quello di Claudio Cia'. Ddl che, è bene ricordarlo, intende rivendicare il diritto dei genitori di decidere sui percorsi formativi facoltativi destinati ai propri figli, tanto più in una scuola dove non di rado assistiamo a forzature che prevaricano al suo ruolo, che è quello di educare e di formare i ragazzi in modo che siano pronti per affrontare la vita, insegnando la libertà di pensiero e l'indipendenza, e non certo quello di instillare in loro incertezze e confusione con teorie azzardate come quella del gender fluid".
Una richiesta di dimissioni all'assessore Mirko Bisesti pronta a essere depositata in piazza Dante. Un documento con primo firmatario Paolo Zanella (Futura) e con il sostegno di Lucia Coppola (Verdi), Lucia Maestri, Luca Zeni e Alessio Manica (Partito democratico), Paola Demagri e Michele Dallapiccola (Casa Autonomia.eu) e Alex Marini (Movimento 5 stelle).
L'assessore, la motivazione del documento delle opposizioni, avvalla un disegno di legge contro la libertà di istruzione sancito dalla Costituzione e contro l'autonomia scolastica. "Una specie di nuova inquisizione nelle scuole - il commento di Zanella - con il supporto di tesi antiscientifiche, fortemente discriminanti e lontane da ogni realtà". Al netto del testo, decisamente rivedibile, il ddl presenta notevoli punti critici in materia applicazione.
A intervenire è il promotore del Ddl. "Per chiunque disconosca l’esclusività del valore della famiglia - spiega Cia - dove ci sono una mamma e un papà, per chi non vive il dono della genitorialità (o abbia rinunciato a viverlo con senso di responsabilità), tutto ciò è incomprensibile e inaccettabile. E l’assenza di empatia rappresenta l’origine e la forza dell’intolleranza che rende incapaci di porsi in ascolto, di confrontarsi sulle idee. Si è costretti a inventare nemici da umiliare e far tacere con ogni mezzo, arrivando anche a essere ridicoli. Nemici trasformati in mostri in nome della libertà e dei diritti civili, anche di quelli più incivili. Si ritiene estremamente curioso il fatto che oggi, a difendere le teorie gender e i percorsi formativi a esse collegati, siano i medesimi attori politici che - per anni (si ricordi anche il dibattito avvenuto in Consiglio provinciale durante la scorsa legislatura) - si sono arrovellati le menti per tentare di dimostrare che le folli teorie gender altro non erano che un prodotto creato ad arte e atto a impedire l’integrazione di queste persone all’interno della società. Ogni pensiero politico dovrebbe partire da una solida base valoriale, senza prestarsi a divenire la manifestazione concreta di una serie di idiozie atte più a soddisfare interessi lobbistici che a concorrere al benessere della generalità della cittadinanza. Purtroppo, da anni, tali idiozie affastellano il pensiero della sinistra".
Il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia difende Bisesti e solidarizza con l'assessore, in queste ore al centro della polemica politica con la richiesta di un passo indietro.
"La mia solidarietà giunga di conseguenza all’assessore provinciale all’Istruzione Mirko Bisesti. Chi è forte dei propri valori, e non si presta a essere eterodiretto da lobby con interessi oscuri, nulla ha da temere. Ci confronteremo serenamente con la sinistra nell’aula del Consiglio provinciale, convinti che la loro ideologia sarà squalificata dal dibattito politico", conclude Cia.







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