Panarotta dedicata a scialpinismo e ciaspole e meno impianti da sci? L'esperto: ''Così può diventare esclusiva e con un'identità forte: la strada giusta per rilanciare la montagna''
Negli scorsi giorni su Il Dolomiti l'ex sindaco di Palù del Fersina e Ferrari, l'imprenditore organizzatore dell'evento di scialpinismo e prossimamente di una ciaspolata hanno lanciato alcuni spunti per rilanciare la montagna. L'esperto di brand destination Roberto Locatelli: "La soluzione e la chiave del pensiero strategico sono la capacità di identificare i valori fortemente caratterizzanti per un salto in avanti forse decisivo"

TRENTO. La Panarotta Skialp-Natur? Una montagna che rinuncia a qualcosa e vira su un'infrastrutturazione più leggera per chiarire la propria vocazione e rafforzare alcuni segmenti di mercato? Queste le proposte lanciate su Il Dolomiti da Stefano Moltrer (Qui articolo), ex sindaco di Palù del Fersina e profondo conoscitore (e frequentatore) della località valsuganotta, e da Giuseppe Ferrari, titolare dell'omonimo negozio sportivo di Pergine Valsugana, organizzatore dell'evento di scialpinismo in notturna con centinaia di persone che si sono portate in quota (Qui articolo).
"Sono idee interessati, che meritano un'analisi analisi e un ragionamento approfondito", commenta Roberto Locatelli, Ceo di Plus, agenzia di Trento specializzata nella comunicazione, esperto del settore e un guru per quanto riguarda la creazione e la gestione di Brand Destination. "Permetterebbe alla Panarotta di chiamarsi fuori dagli schemi ma compiere probabilmente un passo in avanti, un passaggio concreto verso un rilancio pianificato e che segue trend precisi".
Forse c'è spazio ma soprattutto è arrivata l'ora di una scelta coraggiosa per una montagna alla costante ricerca di rilancio, forse anche di una identità. Complice la decisione di non aprire gli impianti (Qui articolo), i riscontri sono stati interessanti tra le attività extra-sci e la Lupa del Lagorai, l'opera realizzata dall'artista veneto Marco Martalar.
"Abbiamo alternative spendibili a breve termine? Non sembrano esserci cordate di imprenditori desiderosi di investire in un’attività in perdita e tutta da ripensare", le parole di Moltrer. Non significa rinunciare completamente agli impianti tout court e alla stagione più fredda quanto ricalibrare l'offerta tra scialpinismo e ciaspole e orientare gli sforzi in altre direzioni.
Spunti che partono anche dall'ultimo evento organizzato in quota da Ferrari Sport, il titolare dell'esercizio ha tratteggiato alcune direzioni possibili per rilanciare la zona: l'estate in primis ma senza rinunciare all'inverno. Inaugurata l'anno scorso c'è poi la pista da slittino che può rispondere a un'altra fetta di mercato. Investire ma in modo più strutturato.
"A prescindere da scialpinismo e ciaspole, sono proposte interessanti - dice Locatelli a Il Dolomiti - perché cercano di valorizzare quelle caratteristiche che possono rendere unico un territorio, una proposizione valoriale di un'area con il coraggio di avere un posizionamento chiaro e riconoscibile, frutto della sottrazione più che della sommatoria di offerte che poi diventano standard e omologate. Questo non significa dover rinunciare totalmente agli impianti già presenti ma permette di rafforzare altri asset che in questo momento acquistano sempre più peso nelle scelte di un turista".
Questa è una strada percorribile che consentirebbe alla Panarotta di distinguersi, di tracciare una via e di diventare un possibile esempio da seguire anche per altre località con la consapevolezza di essere stati tra i primi a ridisegnare il proprio futuro, anche a fronte della crisi climatica.
"Ci sono vari profili vantaggiosi in un'operazione di questo tipo", evidenzia Locatelli. "Da una situazione magari difficile, si fa di necessità virtù con un rilancio sostenibile. La montagna si potrebbe distinguere rispetto alle altre località. Un piano che perfettamente coerente rispetto al Trentino che ha nell'outdoor un punto di forza, poi si seguono i nuovi trend in ascesa. Un mix che unito alle potenzialità legate alla natura e all'ambiente dell'area renderebbero la Panarotta esclusiva: qui non si fa tutto ma si trova il meglio. Un po' quello che Paolo Manfrini aveva fatto con la Trento-Malè, una ferrovia identificata come il trenino dei castelli con un forte impulso sulla visita dei manieri trentini.
Insomma, un altro modo di fruire della montagna e dell'inverno è più che possibile. "Gli impianti da sci passano a recitare un ruolo diverso, da protagonista a gregario, ma paradossalmente viene potenziato anche l'attrattività di questo asset. La soluzione e la chiave del pensiero strategico sono la capacità di identificare i valori fortemente caratterizzanti per un salto in avanti forse decisivo", conclude Locatelli.
















