Tragedia di Caldes, il sindaco: ''Un'ordinanza per interdire l'area? Poteva farlo la Provincia: il Peller interessa più territori. Io avrei dovuto chiudere il paese''
Intanto i Comuni della valle di Sole, valle di Non, della Val Rendena e della Paganella hanno deciso di costituirsi in giudizio dopo la sospensiva di abbattimento di Jj4: ""Il tribunale fa la sua analisi sulla parte formale e ha richiesto altre documentazioni ma sosteniamo attivamente la Provincia"

CALDES. "Arrivano fino al castello e avrei dovuto chiudere il paese: una decisione non praticabile". A dirlo Antonio Maini, sindaco di Caldes. "Il monte Peller invece interessa più territori e quindi la dimensione delle norme è provinciale". Intanto i Comuni della val di Sole, della val di Non, della Val Rendena e della Paganella hanno deciso nelle scorse ore di costituirsi in giudizio per chiedere la sospensiva della decisione del tribunale.
I monitoraggi nella area della tragedia della settimana scorsa sono intensi con la zona è presidiata per catturare Jj4, l'orsa responsabile della morte di Andrea Papi, ma non è interdetta. Il corpo forestale è attivo sul territorio, anche con cani da orso, per allontanare quei plantigradi che si avvicinano troppo ai centri abitati (Qui articolo).
Pur ritenendo Jj4 pericolosa e con il precedente dei fatti che risalgono al 2020, non si è intervenuti per disporre limitazioni di frequentazione della montagna. "Un'ordinanza di chiusura da parte del Comune non era praticabile - commenta Maini - perché gli orsi sono arrivati fino al castello, avrei dovuto bloccare sostanzialmente il paese e chiedere alla popolazione di restare in casa". Il radiocollare di Jj4 era guasto da agosto dell'anno scorso ma l'areale di movimento dell'orsa era abbastanza conosciuto. "Una zona molto vasta - prosegue il primo cittadino - che interessa più territori, credo che in questo caso le norme sono provinciali".
L'orsa Jj4 si era resa responsabile dell'aggressione di padre e figlio nel 2020 e questo aumenta la rabbia nella comunità. "E' la dimostrazione oggettiva che è pericolosa e abbiamo purtroppo pagato un prezzo caro. Ci vogliono azioni concrete e immediate per ridurre il rischio e aumentare la sicurezza della popolazione".
Intanto però il Tar è tornato a bloccare l'abbattimento dell'esemplare, fino all'11 maggio per alcuni approfondimenti. Non è sospesa, però, la cattura. "Il tribunale fa la sua analisi sulla parte formale e ha richiesto altre documentazioni - spiega Maini - abbiamo deciso di costituirci in giudizio. I tempi tecnici dell'iter burocratico e poi presenteremo le documentazioni nei prossimi giorni: siamo più di 50 sindaci".
Gli amministratori della val di Sole, della val di Non, della Val Rendena e della Paganella si sono riuniti nella serata di venerdì 14 aprile per una riflessione sulle azioni da intraprendere in questo momento così critico a seguito della tragedia. "Ci costituiamo in giudizio come parte attiva e interessata: siamo con la Provincia e sosteniamo quanto deciso nelle ordinanze", conclude Maini.


















