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| 18 apr 2023 | 13:19

"Dopo l'attacco dell'orso non osiamo fare orienteering in Trentino", la nazionale svizzera annulla gli allenamenti (e la prenotazione in albergo) in val di Non

A rimetterci è stato in particolare l'albergatore Camillo Schwarz, che ha recentemente ricevuto una lettera dai tecnici della nazionale svizzera di orienteering: "La disdetta, dopo la morte di Andrea Papi, era più che prevedibile. Capisco non vogliano correre o camminare nei boschi col rischio di imbattersi in un orso"

SFRUZ. "La disdetta, dopo quanto accaduto, era più che prevedibile". Sono le parole di Camillo Schwarz, gestore di una struttura che presto avrebbe dovuto ospitare la squadra giovanile della nazionale svizzera di orienteering, che ha deciso di dare 'forfait'. E' stata in particolare la notizia di cronaca relativa alla morte del 26enne Andrea Papi, aggredito lo scorso 6 aprile dall'orsa Jj4, "a spingere i genitori dei giovani atleti, intimoriti, a scegliere di annullare gli allenamenti previsti nei boschi del Trentino".

 

Così, a pochi giorni dalla morte del giovane di Caldes, i referenti della nazionale svizzera di orienteering hanno fatto avere una missiva all'albergatore di Sfruz, che nella sua "Casa Camillo" avrebbe presto ospitato ben 45 persone: "Dopo lunghissime riflessioni e chiarimenti - si legge nella nota della nazionale svizzera - abbiamo deciso che non osiamo fare orienteering in Trentino al momento dopo questo micidiale attacco con l’orso".

 

"La decisione è stata incredibilmente difficile per noi - viene reso noto - ma la situazione ci sembra davvero troppo incerta e la pressione dei genitori per annullare è aumentata in modo significativo. Proprio perché stiamo correndo nel bosco e non sappiamo come si svilupperà la caccia, abbiamo deciso a malincuore di annullare". 

 

"La disdetta era più che prevedibile direi, me l'aspettavo", commenta oggi Schwarz intervistato da Il Dolomiti, comprensivo nonostante il 'danno' causato alla struttura ricettiva, che ha perso 45 clienti che a Sfruz avrebbero soggiornato per un'intera settimana.

 

"Per fare orienteering, si sa, la gente va nel bosco. Là si corre e si cammina e ci si potrebbe anche imbattere nell'orso. Posso capire che, dopo la morte di Papi, tecnici e genitori siano spaventati e che abbiano quindi deciso di fare dietrofront. Sebbene dispiaciuto per la disdetta (e conseguente perdita a livello economico) non posso lamentarmi, in fondo anche questo fa parte del nostro lavoro". 

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