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| 06 set 2022 | 11:24

Morte orsa F43, Rizzi al Trentino: ''Fate schifo, siete la vergogna d'Italia e meritate di fallire''. Gli animalisti pronti a sbarcare a Trento per una manifestazione

L'orsa è morta durante le operazioni per sostituire il radicollare. Enrico Rizzi: "Dovete continuamente rompere il ca**o con i vostri folli protocolli. Un patrimonio dello Stato, un altro animale meraviglioso che apparteneva a tutti noi ucciso da gente incompetente e senza scrupoli"

TRENTO. "Siete la vergogna dell’Italia". Questo il commento di Enrico Rizzi, già capo della segreteria nazionale del partito animalista europeo e che oggi si definisce un influencer dei diritti degli animali, sulla morte di F43, l'orsa deceduta nelle scorse ore durante un intervento di routine per sostituire il radiocollare. "Fate schifo. Dovete rompere il ca**o continuamente agli animali con i vostri folli protocolli". Gli animalisti valutano di arrivare nel capoluogo per un corteo, come nelle precedenti occasioni di massima tensione sulla gestione dei plantigradi in Trentino: "Valutiamo di organizzarci per venire lì a Trento". 

 

Le operazioni si sono svolte in valle di Concei in val di Ledro. L'animale, ha spiegato la Provincia attraverso una nota, è deceduta a seguito della posizione assunta nella trappola tubo nel momento in cui ha fatto effetto l'anestetico. Le manovre di rianimazione si sono rivelate, purtroppo, inutile. 

 

L'orsa era stata attenzionata in quanto particolarmente confidente. Nelle scorse settimane aveva passeggiato nel centro abitato di Lenzumo e poi era stata ripresa mentre di notte era entrata nel giardino di una casa in val Concei per cibarsi delle albicocche raccolte durante la giornata. Nel video si poteva notare il radiocollare, l'esemplare infatti era seguito da vicino dai forestali proprio per via delle sue abitudini.

 

Secondo i dati della Provincia l’orsa F43 e il fratello M62 sono responsabili, infatti, di circa un terzo dei danni da orso registrati nell’ultimo periodo e per questo sono stati muniti di radiocollare per seguirne gli spostamenti. Recentemente il personale forestale aveva previsto anche un presidio nelle ore notturne per dissuaderla dal compiere azioni e incursioni nei centri abitati: le avevano sparato proiettili di gomma e hanno utilizzato i cani anti-orso per spaventarla e allontanarla dai luoghi abitati.

 

Soprattutto F43 aveva continuato a dimostrarsi particolarmente confidente. Il report mensile della Provincia di Trento riportava che l'orsa ''ha portato a termine azioni per lo più su conigli e galline, in prossimità o all’interno di centri abitati, anche in modo reiterato e confermando la forte confidenza nei confronti dell’uomo. Ciò ha riguardato soprattutto la zona della val di Ledro, provocando una certa preoccupazione tra i residenti e gli amministratori. Soprattutto nell’ultima decade del mese le ripetute azioni di F43 hanno reso necessario un presidio nelle ore notturne pressoché continuo da parte del personale forestale, che ha effettuato numerose e ripetute (anche nel corso della stessa notte) azioni di condizionamento negativo nei confronti dell’orsa tramite l’uso di pallettoni in gomma e/o cani da orso, allo scopo di fare tutto il possibile per mitigare l’eccessiva confidenza dell’animale''.

 

E proprio nel corso delle attività per sostituire il dispositivo, che portava dal luglio 2021, qualcosa è andato storto e l'esemplare è morto. "Un patrimonio dello Stato, un altro animale meraviglioso che apparteneva a tutti noi ucciso da gente incompetente e senza scrupoli. Dovevate proteggere questi animali con il progetto Life Ursus pagato da tutti noi con milioni di euro e invece fate tutto il contrario da anni. Meritate di fallire tutti. Tutti", conclude Rizzi.

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