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| 26 ago 2022 | 17:06

Sanità, la Cisl medici difende Pat e Apss dal Pd: ''La Giunta ha fatto molto, il comparto non è a pezzi''. De Bertoldi a Maestri: ''Solo speculazione, criticità create da voi''

La Cisl medici e Fratelli d'Italia rispondono al Partito democratico. Il senatore Andrea De Bertoldi: "Farebbe bene a ricordare, che nelle scorse legislature a guida Pd - autonomisti, la Sanità era gestita proprio Luca Zeni, e lì risalgono le criticità, che ha poi affrontato, in emergenza Covid, l’attuale maggioranza provinciale"

Sanità, la Cisl medici difende Pat e Apss dal Pd: La Giunta ha fatto molto, il comparto non è a pezzi''

TRENTO. "Solo speculazione, un atteggiamento che danneggia la sanità e l'autonomia". Queste le parole di Andrea de Bertoldi, il senatore di Fratelli d'Italia risponde alla segretaria del Partito democratico, Lucia Maestri. "Farebbe bene a ricordare, che nelle scorse legislature a guida Pd - autonomisti, la Sanità era gestita proprio Luca Zeni, e lì risalgono le criticità, che ha poi affrontato, in emergenza Covid, l’attuale maggioranza provinciale".

 

Nelle scorse ore a prendere posizione anche il segretario della Cisl medici, anche Nicola Paoli ribatte punto su punto a Maestri.

 

"Dobbiamo precisare che, attualmente, i medici specialisti ambulatoriali convenzionati con Apss sono, in Trentino, 90 a tempo indeterminato e 4 a tempo determinato, cioè gli stessi più o meno della scorsa legislatura. Altri 93 hanno chiesto di subentrare o implementare questo numero, quest'anno, e attendono, nella nostra graduatoria provinciale, che Apss faccia partire i progetti delle Case di comunità e delle reti professionali locali. Forse non sa - commenta Paoli - che nelle legislature passate, quando era Consigliera provinciale, avevamo incessantemente chiesto che le Giunte aumentassero il numero degli specialisti in previsione degli aumenti pensionistici fisiologici di queste annate (al netto che c'è stato anche il Covid), mentre si è continuato a rimandare la programmazione in borse specialistiche per la Provincia di Trento senza darci alcun tipo di risposta?".

 

E' un momento complesso per il comparto della sanità. Un settore in sofferenza, anche per la carenza di personale.

 

"Si deve tenere presente i due anni di pandemia in cui questa Giunta e questa Apss hanno operato, contrariamente alle altre. C'è stata la capacità di convincere anche le strutture private a mettere a disposizione specialisti e letti per i ricoverati di Covid, cercando di limitare i danni delle liste d'attesa sempre presenti in tutte le Regioni; tenuto presente che Apss ha dovuto operare con un numero ridotto di professionisti ambulatoriali e ospedalieri a causa della necessità di distanziamento e di disinfettazione dei locali dopo ogni visita; tenuto presente il rapporto sulla gestione finanziaria pubblicato dalla Corte dei conti, sezione di controllo, riteniamo che, al momento, le liste d'attesa non possano diminuire. Non perché Apss è 'a pezzi' e gli specialisti 'vanno altrove piuttosto che rimanere qui', ma perché non è possibile imporre un ritmo di visita di dieci minuti ai soli specialisti convenzionati e ospedalieri, per pazienti che hanno le più disperate necessità di essere visitati in ambulatorio, per molto più tempo dell'attuale, da chi fa della propria professionalità un motivo di orgoglio e di onore piuttosto che una catena di montaggio".

 

Il segretario della Cisl medici evidenzia le grandi difficoltà causate da Covid, "gli specialisti aziendali si confrontano attraverso teleconsulto, telemedicina, teleassistenza, previste dal Pnrr. Non sa che grazie al supporto dell'attuale direttore sanitario gli stessi medici di medicina generale sono supportati dagli specialisti ambulatoriali e ospedalieri tramite numeri personalizzati con cui ci interfacciamo, come non era mai capitato prima? Grazie alla collaborazione tra Apss e gli stessi gruppi di Mgi, moltiplicatisi rispetto alle Aft rimaste al palo nella scorsa legislatura, andremo via via a implementare l'orario specialistico aziendale anche al pomeriggio inoltrato e nei fine settimane, aumentandolo nei territori periferici e disagiati. In attesa che inizino a operare le Scuole specialistiche, che nessuno, prima di questa legislatura, aveva attuato in Trentino".

 

"L'Apss con la Giunta - spiega Paoli - ha firmato con la medicina generale cinque accordi negli ultimi tre anni; l'ultima intesa è finalmente arrivata dopo quindici anni di inerzia: si è andati incontro alle richieste dei medici autorizzandoli a investire sul personale di studio, che ha portato, solo in questi ultimi sei mesi, a una forza lavoro di almeno 120 segretarie negli studi dei gruppi integrati e altrettanti nelle altre associazioni, oltre a 40 infermieri professionisti dei 62 totali, organizzati in front office e in smart working. Altro che azienda a pezzi".

 

A intervenire anche Andrea de Bertoldi. "E' stata smentita proprio dal sindacato Cisl medici, che ha smontato pezzo per pezzo le vane e pretestuose critiche alla maggioranza di centrodestra di Maestri. La necessità di maggiori medici specialisti era stata infatti evidenziata dai sindacati di categoria più volte alle passate giunte di centrosinistra, purtroppo invano, e solo l’impegno dell’attuale maggioranza di governo provinciale, capace anche di importanti accordi con il settore privato, ha potuto ovviare alle inefficienze delle precedenti legislature, nonostante il difficile periodo pandemico. Ribadisco quindi il mio invito alla segretaria del Partito democratico e al leader della sinistra trentina Franco Ianeselli, di non utilizzare più l’autonomia come paravento alle proprie inefficienze, o peggio ancora, come giustificazione del mercanteggiamento di poltrone che, solo in Trentino hanno portato i duellanti Calenda e Renzi ad abbracciare, solo al Senato, l’estrema sinistra di Fratoianni e la Sinistra globalista di Letta. Alchimie politiche che neppure la prima repubblica avrebbe immaginato".

 

Qui la presa di posizione della segreteria generale della Cisl

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