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Trento
25 dicembre | 21:39

La storia dei Mercatini di Trento, l'allora assessore Grasselli: ''Pensavamo a un successo di 5 anni. Mai visti nel capoluogo così tanti camper e pullman''

Francesco Antoniolli, allora presidente del Cti e oggi nel Cda di Apt: "Non solo la riconsegna di piazza Fiera alla città, si è investito sulla bellezza di Trento. Dopo 30 anni la proposta è ancora attrattiva e una motivazione di vacanza fortissima, alcune imprese costruiscono il bilancio di un anno in questo mese"

TRENTO. "I Mercatini di Natale erano una tradizione tedesca, c'era stato un primo tentativo anche a Trento senza le casette che oggi contraddistinguono l'offerta". Queste le parole di Franco Grasselli, allora assessore del Comune, chiamato come tecnico nel '95 a comporre la Giunta Dellai. "Si erano intuite le potenzialità e dopo quell'edizione si è puntato in modo forte e deciso su questo evento".

 

I ragionamenti erano stati avviati nel 1991: "Il capoluogo organizzava nel periodo natalizio diverse iniziative di stampo culturale e musicale ma si avvertiva l'esigenza di allestire qualcosa con un orientamento più economico e più commerciale", il commento a Il Dolomiti di Corrado Tononi, allora direttore del Centro Trentino Esposizioni e "papà" del Mercatino di Natale (Qui articolo).

 

E' l'avvio di un percorso per dotare il capoluogo di un proprio appuntamento. Anni di studio e di analisi, ma anche di esplorazioni sul campo in Germania e in Austria. L'idea scaturisce dalla governance di Cte con il sindaco Lorenzo Dellai, l'assessore Sergio Oliver con il testimone preso poi da Franco Grasselli e le categorie economiche di quel periodo, senza dimenticare poi il contributo e la collaborazione dell'Apt di Trento con Giovanna Collauto e il direttore del Castello del Buonconsiglio con Franco Marzatico

 

L'inaugurazione della prima edizione, il "Mercato di Natale", è datata 15 dicembre 1993. "L'amministrazione comunale - ricorda Grasselli - ha subito creduto in questa proposta con un finanziamento. Non solo, c'è stato anche un contributo concreto nell'acquistare direttamente le casette e investire in questo prodotto".

 

In quegli anni si stringono sinergie con Innsbruck e con Bolzano per promuovere la possibilità di visitare tre città e i rispettivi Mercatini; Trento solo in quel momento si è aperta veramente al turismo.

 

"Era una scommessa al buio, vero che nel primo anno Bolzano aveva registrato numeri importanti ma non era scontato che anche Trento avrebbe avuto la stessa fortuna. Invece dopo 30 anni la proposta è ancora attrattiva e una motivazione di vacanza fortissima, alcune imprese costruiscono il bilancio di un anno in questo mese di festività. Un risultato frutto di un grande lavoro di squadra: tutti interessati a raggiungere un obiettivo comune senza personalismi. Oggi c'è nuova linfa: ci sono state le difficoltà causate da Covid ma c'è stata anche l'opportunità per ritrovare coesione e unità d'intenti", spiega Francesco Antoniolli, allora presidente del Consorzio Trento Iniziative e oggi componente del Consiglio d'amministrazione degli attuali organizzatori, l'Azienda per il turismo Trento e Monte Bondone, mentre Grasselli prosegue: "Le sinergie sono state fondamentali, la città veniva presa d'assalto da camper e pullman: un dinamica fino a quel momento praticamente sconosciuta per il capoluogo". 

 

La macchina promozionale si mette in moto mentre Cte prevede dei tour in Trentino alla ricerca degli artigiani e per sondare la disponibilità degli esercenti. "La selezione è stata fin da subito minuziosa e maniacale per puntare sulla qualità e sull'eccellenza del territorio". Un altro fattore di successo è piazza Fiera, da poco riconsegnata alla popolazione dopo i lavori per interrare il parcheggio. "Non solo - prosegue Antoniolli - si è investito sulla bellezza della città: c'è stato un generale rifacimento e riqualificazione del centro storico: una città alpina che si è presentata nel massimo splendore per accogliere i visitatori". 

 

Fin dalle prime edizioni sono oltre 200 mila le persone che raggiungono Trento, la gestione Cte dura una una decina di anni e il risultato è di 400 mila visitatori. Siamo nel 2002 e il testimone passa alla nuova società incaricata di proseguire l'esperienza, compare sulla scena Trento Fiere

 

"Risultati incredibili. Inizialmente si era pianificato un successo con un orizzonte di 5 anni, invece questa proposta è ancora sulla cresta dell'onda. Con Trento Fiere e la presidenza di Claudio Facchinelli c'è stato poi un'altra sterzata importante. Si è puntato sull'enogastronomia forte e differenziata, un modus per interpretare le festività", conclude Grasselli.

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