Olimpiadi e ''scippo'' a Pinè, il sindaco: ''Dal Palaghiaccio polifunzionale ai laghi: lavoriamo a un progetto alternativo. Ma non ci accontentiamo delle promesse''
Il sindaco di Baselga di Pinè, Alessandro Santuari: "Prepariamo tutti gli scenari possibili per non disperdere un percorso importante che portiamo avanti da 2 anni. C'è un'opportunità di rilancio da sfruttare, il progetto alternativo deve essere un impegno formale e non una promessa"

BASELGA DI PINE'. "C'è comunque un'occasione da non perdere e ragioniamo a un piano B per rilanciare l'Altopiano". A dirlo Alessandro Santuari, sindaco di Baselga di Pinè. "Lavoriamo per progetti operativi da subito perché non possiamo accontentarci di promesse sul futuro".
Il territorio cerca di resistere e di mantenere le gare olimpiche, competizioni che sembrano essersi allontanate improvvisamente a causa della candidatura di Torino, l'ex capitale d'Italia ha messo a disposizione gli impianti per il pattinaggio velocità. E, complice anche il progetto da 60 milioni per riqualificare il palaghiaccio di Pinè, tanto è bastato per rimettere in discussione il dossier dei Giochi.
C'è ancora speranza di accogliere le Olimpiadi ma l'Altopiano di Pinè lavora anche allo scenario peggiore. La rinuncia ai Giochi con le gare che si trasferiscono a Torino. Che fare? "Costruiamo un progetto alternativo e abbiamo aperto una discussione con la Provincia per rilanciare la nostra area. Prepariamo tutti gli scenari possibili per non disperdere un percorso importante che portiamo avanti da 2 anni".
Una serie di desiderata che comprendono ancora la riqualificazione del Palaghiaccio, che necessiterebbe comunque di un intervento per svecchiare la struttura. "Un restyling è fondamentale - prosegue Santuari - pensiamo a un'opera polifunzionale. L'investimento sarebbe di portata inferiore, però può garantire un ampliamento dell'offerta sportiva. Oggi Pinè è Centro federale per la pista lunga e si possono aprire comunque altre possibilità. Un palazzetto moderno ci consente di sviluppare meglio eventi e prevedere molte iniziative tutto l'anno per potenziare le ricadute sul territorio".
Non solo Palaghiaccio. A quel punto si potrebbero aprire altre opportunità. "I laghi, soprattutto Serraia, richiedono quegli interventi attesi da decenni per riqualificare l'area e rafforzare l'attrattività di una zona di punta della nostra offerta turistica. Poi un altro investimento nell'ottica della sostenibilità è quello che riguarda la pista ciclabile".
Un altro nodo in ottica Olimpiadi è, forse, legato alle ospitalità. I dati Ispat (aggiornati al 2021) indicano che a Baselga di Pinè ci sono 14 hotel per 684 posti letto (2 strutture a 2 stelle; 11 a 3 stelle e 1 a 4 stelle) mentre a Bedollo sono 4 alberghi (3 classificate 3 stelle e 1 a 4 stelle) per 258 posti letto. Un'offerta che potrebbe essere migliorata per rendere il territorio più attrezzato.
"Forse un patto territoriale dell'Altopiano è complesso da costruire e richiede tempi lunghi d'attuazione, però è chiaro che per definire un piano B dobbiamo coinvolgere gli operatori - prosegue Santuari - ma questi interventi potrebbero stimolare l'imprenditoria a 360 gradi. I canali di collaborazione sono attivi e si può rafforzare la nostra proposta".
C'è una lista di desideri da far valere in caso di rinuncia del Trentino alle gare di pattinaggio. "C'è un'opportunità di rilancio da sfruttare, il progetto alternativo deve essere un impegno formale e non una promessa", conclude Santuari.












