Olimpiadi 2026, Salvini 'sponsor' di Torino per il pattinaggio (con buona pace di Piné): ''Sarebbe bella un'Olimpiade dell'intero arco alpino. Decidiamo con Lombardia e Veneto''
Oggi la cabina di regia sulle olimpiadi Milano-Cortina 2026 con i governatori Zaia e Sala e il ministro delle infrastrutture. Tra i temi sul tavolo l'opera da realizzare all'Ice Rink di Piné e la possibilità di spostare il pattinaggio a Torino risparmiando svariate decine di milioni di euro. Salvini: ''Ne ho parlato con il presidente della Regione Piemonte Cirio, loro sono a disposizione e oggi ho portato la proposta al tavolo. Entro il 27 febbraio le decisioni''

MILANO. I costi per la realizzazione delle opere sono aumentati del 30% ''un aumento importante'', ha chiarito il ministro Matteo Salvini legato ai rincari sulle materie prime, all'inflazione e agli aumenti sull'energia. E allora è bene cominciare a risparmiare, in qualche modo e da qualche parte. La vittima sacrificale, per tutti, sembra essere il Trentino con quella che era l'opera più attesa, la copertura dell'Ice Rink di Piné. Un'opera da circa 60 milioni di euro che la Lega trentina, con Fugatti e Failoni in testa, aveva promesso al territorio (anche nello scetticismo di chi riteneva non sostenibile l'opera dopo il 2026) tra applausi e strette di mano.
Ebbene la parola ''fine'' sulla vicenda ancora non c'è ma qualcosa di molto simile potrebbe averla messa quest'oggi proprio il leader della Lega, Matteo Salvini. "Se posso dare un mio parere personale - ha spiegato oggi il ministro alle infrastrutture al termine della cabina di regia sulle Olimpiadi Milano-Cortina - sapere che c'è la disponibilità di un altro territorio ad essere della partita mi tranquillizza e l'eventualità di un'Olimpiade dell'intero arco alpino penso possa essere un'opportunità". D'altronde Torino c'è essenzialmente se saltano per Piné le gare del pattinaggio. Qualche settimana fa si era parlato anche del bob e del salto ma in questi casi la pista di Cortina e i trampolini di Predazzo non sembrano essere in discussione.
Se saranno ''Olimpiadi dell'arco alpino'', come auspicato da Salvini, allora sarà perché il pattinaggio si sposterà in Piemonte all'Oval Lingotto che necessita, come spiegato qualche settimana fa a il Dolomiti dal presidente della Federghiaccio Torino, di una decina di milioni per la riqualificazione. E prima dell'incontro odierno Salvini era stato piuttosto chiaro: ''Oggi porterò la proposta (di Torino ndr) in cabina di regia. Ne ho parlato con il presidente della Regione Piemonte Cirio, loro sono a disposizione oggi porterò la proposta al tavolo''. E alla domanda se il Piemonte potrebbe entrare nella fondazione per le Olimpiadi, Salvini ha risposto che ''ne parlerò con Lombardia e Veneto''. Insomma gli ''amici'' trentini sembrano dimenticati in questa partita che ormai si gioca tutta sul piano politico.
"Stiamo ragionando con tutti su tutto. Penso che la prossima riunione del 27 febbraio - ha concluso Salvini - avrà l'aggiornamento del piano delle opere compiute. La società ci sta lavorando e lo faremo in accordo con le Regioni, con il Mef, le province e i Comuni". Entro un mese "vogliamo un quadro definito e definitivo dei costi". Per quanto riguarda eventuali altri ''falle'' e ritardi il presiedente Sala ha detto che "andrei ad escludere" che in Lombardia ci saranno cancellazioni o ritardi per quanto riguarda le opere legate alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. L'aumento dei costi "è già coperto" quindi il prossimo step è quello di "andare avanti a lavorare a testa bassa in modo che si rispettino i tempi prestabiliti". Quanto al possibile ingresso di Torino nella fondazione Milano-Cortina "l'ha detto il ministro Salvini - ha concluso Sala - stiamo valutando".
A margine della cabina di regia sui Giochi organizzata oggi a Palazzo Lombardia è intervenuto anche il governatore del Veneto Luca Zaia che ha aggiunto: "Noi non siamo qui a fare i bilanci dei ritardi; per fare un esempio, per il bob di Cortina è stata già avviata una gara che sarà aggiudicata nelle prossime ore. Da qui la volontà di essere pronto per il 2026, visto e considerato che abbiamo i test-event da fare. Dunque, prima del 2026 dovremmo cominciare a collaudare le opere". "Si va avanti - ha aggiunto Zaia - anche perché ricordo che il Cio ci chiede le opere olimpiche e sportive. E tutte quelle che sono le infrastrutture di viabilità fanno parte della legacy, cioè dell'eredità che lasceremo. Io - sottolinea - oggi al tavolo ho chiesto che le opere siano tutte finanziate, per quello che riguarda ovviamente la mia area Dolomitica, che siano progettate e appaltate prima delle Olimpiadi".












