Il Patt di Panizza e Marchiori va a destra, Stanchina: ''Non in mio nome''. Casa Autonomia.eu: ''Saranno alleati con i discendenti politici di Almirante''
Il vicesindaco di Trento, Roberto Stanchina, continua a sottolineare la propria lontananza dalla destra che il Patt sta abbracciando. Casa Autonomiea.eu: "Purtroppo la strada è tracciata e la romanizzazione del Patt è pressoché completa. Lega, Fratelli D’Italia, tutto il peggio che l'Autonomismo più genuino ha sempre combattuto ora fa parte indegna di quel che resta dell’orgoglio di uno splendido fiore alpino”

TRENTO. Tra iscritti che bruciano la propria tessera (Qui l'articolo) e eletti pronti ad abbandonare il partito, il Patt a guida Franco Panizza e Simone Marchiori è destinato nei prossimi giorni a registrare l'ennesimo tracollo. Non è certamente un momento semplice per le Stelle Alpine. Il tatticismo temporale messo in campo per tentare di sdoganare l'inaccettabile col metodo dei piccoli passi e dei comunicati fumosi affiora sempre più.
Ed ecco allora che la decisione arrivata nelle scorse ore, con il voto non unanime della Giunta del Partito, di dare mandato a Simone Marchiori di portare avanti i rapporti con il candidato presidente della destra, Maurizio Fugatti, per arrivare ad un accordo nelle prossime ore, ha ulteriormente creato malumore fra gli iscritti e non solo.
“Io ho votato contro e ne sono orgoglioso” ha affermato Roberto Stanchina, esponente di peso del Patt e vicesindaco di Trento. Già nelle scorse settimane Stanchina ha fatto capire di non condividere per nulla l'avvicinamento del partito alla destra lontana dai valori autonomisti.
In una nota diffusa in queste ore è Stanchina stesso a spiegarlo: “Su quello che il Patt è in questo momento, non mi soffermo, visto lo stato attuale di evidente sbandamento e scollamento con la sua realtà valoriale e patrimonio storico: quello che non può essere forse è il caso di ribadirlo, indipendentemente dai destini futuri del Partito, che non possono intaccare il suo dna. Un autonomista non può essere nazionalista, un autonomista non può essere centralista, un autonomista non può sostenere l’egoismo sociale, un autonomista non può essere anti europeista, non può essere scettico verso l’ Euregio, un autonomista non può essere antiregionalista, un autonomista non può dimenticare che le minoranze non si distinguono per il colore della pelle; un autonomista non può essere insomma tutto quel mondo politico col quale ci viene chiesto di scommettere oggi per il futuro della nostra terra e rispetto al quale ci separa l’essenza stessa, l’anima politica nostra di essere autonomista”.
Ed è sempre attraverso la stessa nota che il vicesindaco di Trento spiega, in merito al passaggio con la destra, che “Se qualcuno del Partito pensava con questa operazione coalizionale di eludere responsabilità di coerenza politica, con amministratori autonomisti che misero la faccia all’interno di precisi accordi in una precisa direzione, sappiano che io ho una faccia ed un impegno verso gli elettori, faccia ed impegno innegoziabili che guardano al futuro nel solco valoriale di sempre”.
A dire che il “sogno di Fugatti sta diventando realtà” è invece Casa Autonomia.eu il movimento civico autonomista che fra i fondatori ha i consiglieri provinciali Paola Demagri e Michele Dallapicolla.
Che Fugatti sperasse di avere gli autonomisti dalla sua, l’ha sempre dichiarato. “Così quando l’ala destra del Patt – spiega Casa Autonomia.eu - si è presentata al suo cospetto a chiedere poltrone in cambio di sostegno, il suo sì è stato molto facile da dire. Meno facile invece è stato per la corrente oscura del Patt, convincere l’intera base autonomista a cambiare collocazione d’arco costituzionale dopo 25 anni di militanza e protagonismo nel centrosinistra autonomista. Per questo le 'pillole indorate' della dirigenza di partito sono servite a poco. A smascherare fiumi di comunicati stampa pieni di fumo e ipocrisia, non ci sono soltanto l’evidenza e gli annunci dei 'fratellisti'. Rumors romani, danno in queste ore, sempre più per certo l’accordo di Lega e Fdi anche a livello Trentino. Inglobando quel che resta del povero Patt. Perché a credere ancora alle rassicurazioni della dirigenza di partito, sono rimasti davvero in pochi. E il tatticismo temporale per tentare di sdoganare l'inaccettabile col metodo dei piccoli passi affiora sempre più”.
Entro breve, gli autonomisti storici si troveranno quindi alleati dei discendenti politici di Almirante. “Con la benedizione del vecchio caro Durnwalder. Il quale- spiega ancora la nota - chiamato dalla stampa locale in evidente aiuto al Patt, è arrivato a sdoganare persino Fratelli d’Italia. Alla faccia del compianto collega Silvius Magnago”.
Un trasformismo che non fa per tutti. “In CasaAutonomia.eu – viene spiegato - ci sentiamo affezionati a quell’alveo ideologico che occupiamo da 25 anni. E abbiamo tutta l'intenzione di rimanerci evitando di farci trascinare dal pifferaio magico che è la destra nazionale. Ecco perché i fatti di queste ore, cioè quello che stanno combinando gli autonomisti storico identitari, spiegano molto bene il perché del nostro Movimento. Rendono palese il senso della creazione di una nuova lista civica autonomista. Avrà il pregio di essere l’unico schieramento popolare e progressista a rappresentare gli autonomisti in seno all’Alleanza democratica per l’Autonomia”.
Il direttivo di Casa Autonomia.eu conclude: “I 've l'avevamo detto' ormai contano poco. Purtroppo la strada è tracciata e la romanizzazione del Patt è pressoché completa. Lega, Fratelli D’Italia, tutto il peggio che l'Autonomismo più genuino ha sempre combattuto ora fa parte indegna di quel che resta dell’orgoglio di uno splendido fiore alpino”.












