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| 29 dic 2022 | 12:51

Volontariato per recuperare gli alloggi Itea sfitti, gli attivisti: “L’Alto Garda è la capitale dell’emergenza abitativa, basta speculazioni”

Da tempo gli attivisti dello “Sportello casa per tutti” denunciano quella che ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza abitativa: “Nell’Alto Garda è più redditizio affittare a turisti mentre a Trento agli studenti”, così facendo però i prezzi delle case sono saliti alle stelle

Foto d'archivio
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Al momento non è chiaro quanti siano gli alloggi Itea sfitti ma dall’ultimo bilancio sociale (con i dati del 2020) e da una risposta fornita dall’assessora alla salute e alle politiche sociali, Stefania Segnana, si apprende che sarebbero più di un migliaio.

 

Inoltre, come sottolineano i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti, dal 2020 (ultimo dato a disposizione e quindi in piena presidenza Ghirardini visto che l’attuale, Francesca Gerosa, è entrata in carica solo poco più di un anno fa) sarebbero stati assegnati appena 242 alloggi, il numero più basso dal 2007.

 

Da tempo gli attivisti dello “Sportello casa per tutti” denunciano quella che ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza abitativa. “Nell’Alto Garda è più redditizio affittare a turisti mentre a Trento agli studenti”, così facendo però i prezzi degli affitti sono saliti alle stelle. “Se non hai soldi da parte per una fideiussione annuale per una famiglia non si trova nulla neppure a Segonzano o Tione, se poi hai un cognome ‘straniero’, nonostante la cittadinanza italiana, l’impresa diventa praticamente impossibile. Non è accettabile che laddove c’è tanta ricchezza non ci sia modo di trovare una soluzione dignitosa per le famiglie in difficoltà”.

 

Fra gli obiettivi di Itea c’è il recupero di almeno 400 alloggi all’anno ma per ora i lavori procedono a rilento. “Il personale della provincia disponibile dev’essere mobilitato a sostegno di quello di Itea e si può coinvolgere il volontariato nella sistemazione degli alloggi più facilmente recuperabili”, affermano gli attivisti.

 

Dallo Sportello casa per tutti puntano il dito anche contro la speculazione sugli alloggi turistici e per studenti: “Accanto alle ovvie responsabilità di chi amministra c’è una responsabilità collettiva che chiama in causa chi, mosso dall’avidità, affitta in nero ai turisti su piattaforme online. È questo a rendere la capitale del turismo in Trentino anche la capitale dell’emergenza abitativa e della miseria come rilevano anche i dati Caritas”.

 

Sullo sfondo rimane anche il problema di chi finisce per strada. “Gli sfratti per finita locazione e morosità, sia da privati che da Itea, avvengono senza costruire un’alternativa dignitosa per le famiglie coinvolte. In particolare, non è ammissibile che anziani, disabili e famiglie con minori rimangano privi di alloggio e si assista alla separazione dei nuclei famigliari. Le istituzioni – concludono gli attivisti – hanno quantomeno il dovere di procurare e pagare la permanenza in ostelli o residence a tutti i nuclei con minori, disabili e anziani in attesa di una casa. Senza garantire questo, uno sfratto diventa una violazione dei diritti umani”.

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