Turismo, Pinè con Trento. Il Comune: ''Prodotti complementari: il capoluogo è la porta del Trentino". Ok da Failoni: ''Manca però Civezzano, apriamo un confronto''
L'assessore provinciale più cauto sulla val di Gresta: "Cerchiamo di capire se è un'opportunità per tutti". E sulla fusione tra le Aziende per il turismo val di Sole e val di Non: "Si decide nelle prossime settimane che iter seguire. Poi in futuro non escludiamo ulteriori accorpamenti"

TRENTO. "L'ambito territoriale si allarga, una decisione per noi positiva che si inserisce perfettamente nelle direttrici del piano di politica turistica del Comune di Trento". Queste le parole di Elisabetta Bozzarelli nel commentare la scelta di Baselga di Pinè e Bedollo, Fornace e Albiano di voler entrare nell'Azienda per il turismo Trento e Monte Bondone. "La città vuole diventare un hub e una porta di ingresso del Trentino".
Dopo aver preso la direzione della val di Fiemme, c'è stato un ripensamento sull'Altopiano di Pinè che ora punta sul capoluogo. "Non solo i laghi o le Olimpiadi - aggiunge Bozzarelli - ci sono comunità e proposte interessanti sul territorio, oltre a prodotti complementari da valorizzare. Il turista non conosce confini e siamo molto ottimisti. C'è da lavorare sul fronte dell'armonizzazione ma questo è il momento giusto perché siamo in fase di predisposizione del piano di marketing strategico e del nuovo brand".
Semaforo verde anche dalla Provincia. "E' chiaro che una riforma richiede tempo - dice l'assessore Roberto Failoni - molti territori hanno compreso e hanno maturato le possibilità date da questo cambiamento. E' una scelta importante e condivisibile quella operata dai 4 Comuni. Si può ragionare sull'area dell'Argentario e per questo, a mio avviso, manca Civezzano".
Il Comune di Civezzano, però, nei mesi scorsi ha preferito spostarsi sull'Apt della Valsugana. "Vediamo se è possibile aprire un confronto - prosegue Failoni - la decisione del territorio va rispettata, anche se poi a decidere in ultima istanza è la Provincia. A ogni modo ringrazio l'Apt Fiemme e Trento per la grande disponibilità e per il percorso portato avanti in sinergia".
Un'altra partita aperta è quella della fusione tra val di Sole e val di Non. La deroga scade a fine anno. Poi? "C'è una riflessione in corso - evidenzia Failoni - questi due anni sono stati complicati a causa di Covid ma l'Apt val di Non è riuscita a far dialogare i maggiori attori sul territorio, penso agli operatori, a Melinda e alla Cassa rurale. Nelle prossime settimane ci sarà un approfondimento e prenderemo una scelta finale".
Intanto c'è un po' di tensione tra Garda Dolomiti e Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo per la richiesta della val di Gresta di transitare sul gardesano. Il Comune di Ronzo-Chienis ha chiamato a raccolta la comunità per valutare la proposta di accorpamento.
"Sono stato invitato a portare l'esperienza della nostra Apt in materia di accorpamenti turistici". Il presidente dell'Azienda per il turismo Garda Dolomiti, Silvio Rigatti, prova gettare acqua sul fuoco, dopo che la val di Gresta ha deciso di organizzare un incontro per valutare di cambiare ambito di riferimento. "Se un sindaco chiama, rispondo e mi rendo disponibile perché è nelle prerogative del mio ruolo ma questo non significa che intendiamo allargare il nostro raggio d'azione. Già oggi collaboriamo anche con altri territori, in particolare per quanto riguarda l'outdoor, perché un turista non conosce confini: abbiamo gestito le trincee di Creino a Mori con la sistemazione della segnaletica e la manutenzione dell'area. E abbiamo investito risorse per uno studio di fattibilità per un trails park a Brentonico. Noi siamo felici di collaborare con tutti e non è nostra intenzione spaccare un'altra Azienda per il turismo".
La convocazione è per giovedì 3 novembre, alla presenza dell'assessore Failoni e del presidente dell'Apt Garda Dolomiti, per illustrare la fattibilità dell'accorpamento del Comune dall'ambito lagarino a quello gardesano.
"Non mi esprimo sulla volontà della val di Gresta - continua Failoni - ma sarò presente all'incontro perché rientra nel ruolo istituzionale e per capire se effettivamente ci può essere un'opportunità per il territorio, così come per Garda e per Rovereto. A ogni modo da molte parti si è compreso che il turista non valuta confini e piano piano prende forma la cartina geografica del turismo che avevo immaginato. Nel futuro non escludo ulteriori accorpamenti. Intanto l'armonizzazione dell'Altopiano di Pinè con il capoluogo può partire dal prossimo 1 gennaio, per tutti gli altri si parla del 2024".
Per rimanere sulla riva del lago, più strutturato il discorso che ha portato il Garda verso l'allargamento a Ledro e Comano, accorpamento voluto con la riforma. Poi, per effetto sempre di questa possibilità di rimescolamento, ha accolto la valle dei Laghi, un'area che ha preferito salutare Trento e il Monte Bondone.
"Ci sono i risultati - dice l'assessore - la val di Ledro e la valle dei Laghi hanno rispettivamente un +31% e un +17% delle presenze. Anche l'indice Benchmark evidenzia che le strutture ricettive hanno aumentato i prezzi, questo può compensare almeno in parte i costi dell'energia".
Quello lagarino è stato il territorio più battagliero durante la partita della riforma per disinnescare la fusione con Trento e nel voler mantenere la piena autonomia della propria Azienda per il turismo. Una zona che ha lottato per l'unitarietà e si è dimostrata spesso compatta. Una possibile strada? Ritornare a ragionare sulle Agenzie di territorio. Un livello che potrebbe rappresentare un buon compromesso per convinzione, per storia e per tradizione ma soprattutto per economicità. Una sorta di cambiare tutto, per non cambiare nulla.
"Le Ata seguono il territorio e noi siamo fortunati perché questo ente coincide esattamente con la nostra Apt e posso comprendere che per altre realtà sia più complesso trovare progetti che possano adattarsi perfettamente a tutti gli ambiti interessati. Non escludiamo nulla ma in questo caso bisogna serve la regia della Pat", dice Rigatti mentre Failoni conclude: "C'è il dialogo tra tutti i territori per trovare una sintesi sui prodotti turistici e per collaborare con l'obiettivo di valorizzare il Trentino. Non credo che ragionare a livello di Agenzia di territorio sia un'opportunità ma tutto può essere valutato".












