Maggioranza in rotta in Trentino? Tre giorni di scambi al vetriolo tra Lega e Fratelli d'Italia: dal caso Dalpalù a Fugatti presidente, ecco cosa sta succedendo
Mentre sullo sfondo a livello nazionale il predominio del partito di Giorgia Meloni nella coalizione di Destra si consolida giorno dopo giorno, in Trentino si alzano i toni all'interno della maggioranza

TRENTO. Dalla scelta sul nome per il candidato presidente alle prossime provinciali fino al botta e risposta a seguito del (nuovo) passaggio dal Carroccio al partito di Giorgia Meloni: Lega e Fratelli d'Italia ai ferri corti in Trentino. Procedendo per ordine infatti, nel giro di soli tre giorni (da domenica in sostanza) le tensioni all'interno della maggioranza sono esplose, tra note e comunicati stampa culminati nelle parole al vetriolo che ieri (14 novembre) sono volate da una parte tra Ambrosi ed il duo Cattoi/Testor e dall'altra tra Urzì e Binelli. Il tutto mentre, a livello nazionale, come testimoniato dagli ultimi dati del Radar Swg, continua l'ascesa di FdI, che avrebbe al momento superato la soglia del 30% dei consensi nel nostro Paese.
É in questo contesto che, come detto, qualche giorno fa il coordinatore regionale del Partito di Giorgia Meloni Alessandro Urzì ha incontrato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Un incontro in cui Urzì ha ribadito la propria “personale fiducia legata ad un mandato che è espressione dell'intera coalizione di governo, di centrodestra, nella consapevolezza che il tema del secondo mandato necessariamente, come sempre accade nelle fasi di passaggio da una legislatura all'altra, sarà inevitabilmente argomento di confronto sia a livello nazionale (per il ruolo che esercitano i partiti nazionali, ossatura della coalizione) così come a livello locale dove la stessa maggioranza può contare sul forte e importante appoggio di realtà civiche e territoriali e può immaginarsi, su questo fronte, anche un auspicabile allargamento”.
Avanti con Fugatti dunque (per il momento), ma innanzitutto ricalibrando alcune politiche strategiche (dalla Valdastico all'ospedale di Cavalese, sulle quali a quanto pare al momento la maggioranza non riesce a trovare una convergenza) e poi per il secondo mandato 'si vedrà'. Il giorno successivo una posizione analoga è stata riportata da Alessia Ambrosi, neo-deputata di FdI, che ha addirittura parlato di un incontro che avrebbe “finalmente chiuso la stagione dell'ingiustificato ostracismo verso il nostro partito”. E per il prossimo candidato presidente? “Sia in sede locale sia in sede nazionale, da militante e parlamentare di Fratelli d'Italia considero fondamentale che si coinvolga il più possibile la base dei nostri iscritti e simpatizzanti trentini, il cui punto di vista dovrà naturalmente essere tenuto nella debita osservazione”.
Dalle fila del Carroccio la risposta non si è fatta attendere ed è stata affidata, ieri, ad una nota delle parlamentari leghiste Vanessa Cattoi ed Elena Testor, che hanno ribadito quanto già in passato confermato dal partito: “La candidatura di Maurizio Fugatti alle elezioni del prossimo anno alla guida della Provincia autonoma di Trento non si può mettere in alcun modo in discussione”. In questi anni, hanno detto le due parlamentari: “Il presidente ha dimostrato di saper amministrare il Trentino con senso delle istituzioni e amore per il proprio territorio. Ricordiamo infatti che Fugatti appena si è insediato nel 2018 ha dovuto risolvere l'emergenza Vaia, poi nell'ordine ha dovuto affrontare la pandemia, la conseguente crisi economica e il caro energia per la Guerra in Ucraina. Ha dimostrato con i fatti che il rapporto con Bolzano è saldo e prolifico per la tutela della nostra autonomia”.
Due gli esempi citati da Cattoi e Testor: “Prima il superamento del patto di Milano che ha riportato in Trentino 120 milioni di euro in più grazie all'accordo che, insieme al presidente Kompatscher, ha ottenuto con il precedente governo. Secondo, l'accordo con Roma per la concessione di A22 e la stesura del project financing, che porterà l'autostrada del Brennero a essere il primo corridoio green d'Europa. Fugatti ha dimostrato calma, lungimiranza e profondo senso del dialogo, attenzione alle categorie produttive e ai piccoli centri urbani”. In conclusione poi, l'affondo: “Quindi, non sarà certo qualche parlamentare a decidere se sarà o non sarà lui il candidato presidente, ma i cittadini che lo voteranno in massa alle elezioni del prossimo anno”.
Affondo al quale ha risposto poco dopo (rincarando la dose), la stessa Ambrosi con una nuova (e piccata) risposta nella quale ha parlato di “toni irricevibili di una Lega trentina rimasta al pre-25 settembre” auspicandosi un recupero di “realismo ed equilibrio”. Le prese di posizione di "alcuni esponenti della Lega Nord", scrive infatti Ambrosi: “Che definiscono dal loro punto di vista addirittura 'indiscutibile' la candidatura del presidente Fugatti alla guida della Provincia di Trento risultano, oltre che irricevibili nei toni, del tutto avulse dalle dinamiche di quelli che dovrebbero essere corretti rapporti tra alleati. Come insegna ad esempio la scelta da parte di alcuni partiti di non appoggiare la ricandidatura del Governatore siciliano Musumeci, in politica non esistono certezze assolute: ogni scelta non solo può ma soprattutto deve essere oggetto di confronti e di approfondimenti nel rispetto reciproco”.
L'impressione alle prima letture di queste note “è quasi di ritrovarsi di fronte a riflessioni che non hanno ancora metabolizzato la realtà emersa dai recenti risultati elettorali che hanno incoronato Fratelli d'Italia primo partito della coalizione a livello sia nazionale sia trentino” continua Ambrosi, sottolineando che: “Pur forti di questi numeri, come Fratelli d'Italia non abbiamo mai posto veti ma solo richiesto un confronto leale anzitutto a livello programmatico. Invece il tempo per alcuni esponenti leghisti, per fortuna solo locali, pare essersi fermato al pre-25 settembre, un po' come in una scena di Goodbye Lenin: con la paradossale situazione in cui noi, che siamo la maggioranza della coalizione, chiediamo che si prenda atto della realtà e che si sviluppi un confronto rispettoso di tutti; mentre loro, che della coalizione sono minoranza, si ritengono curiosamente depositari di un presunto potere decisionale assoluto. Nel manifestare alla neo-consigliera provinciale Dalpalù il mio apprezzamento per la decisione di aderire a Fratelli d'Italia, oltre che la mia stima personale, auspico vivamente che gli esponenti locali della Lega recuperino quelle doti di realismo e di equilibrio politico necessarie per un corretto confronto ad ampio raggio tra alleati”.
E non è certo un caso che la neo-deputata di FdI abbia parlato del passaggio di Bruna Dalpalù dalle fila del Carroccio (il terzo in questa legislatura) al partito di Giorgia Meloni. E' questo infatti il secondo punto di attrito tra i due partiti: subito era arrivata una dura reazione da parte di Gianluca Cavada, consigliere provinciale e segretario della sezione Fiemme e Fassa della Lega, che si è scusato con il partito "per aver dato fiducia alla persona sbagliata", parlando di "ingratitudine e irriconoscenza" da parte della consigliera (ex) leghista. A rincarare la dose ci ha poi pensato ieri il commissario provinciale della Lega Diego Binelli che in una nota ha scritto: "La decisione del Consigliere Bruna Dalpalù di aderire al Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia stupisce in quanto la stessa, pochi mesi fa, aveva rinnovato la tessera della Lega, ciò significando la condivisione della linea politica del partito, che peraltro le ha permesso di entrare in Consiglio come prima dei non eletti”.
Evidentemente, continua Binelli: “Il repentino cambio di casacca è avvenuto per mere ragioni di opportunismo da poltrona, tradendo peraltro quegli elettori che nel 2018 l’avevano sostenuta nella lista della Lega. Purtroppo la politica è fatta anche di queste persone, coerenti a parole ma opportuniste nei fatti. La Lega su concetti di coerenza e valori non transigerà, soprattutto in vista delle prossime elezioni provinciali. Per questo continueremo a sostenere con coerenza, insieme agli alleati di governo ed a chi vorrà aggregarsi sulla base di un progetto condiviso, la ricandidatura della presidenza nella figura di Maurizio Fugatti. Non farlo significherebbe peraltro assumersi la responsabilità di riaprire al rischio di un ritorno del centrosinistra al governo della provincia di Trento. E altresì saremo intransigenti sui valori che riteniamo indispensabili per una politica corretta; per questo, senza rancore ma con fermezza, il nostro cammino sarà con tutta evidenza separato rispetto a quelle persone che in questa legislatura si sono dimostrate incoerenti, opportuniste ed inaffidabili”.
Non poteva mancare a questo punto l'ennesima replica di Fratelli d'Italia, affidata ad un comunicato di Urzì: "Ringraziamo - ha scritto - per tanta attenzione rivolta da molto del mondo politico provinciale a cominciare dalla Lega alla decisione assunta dalla neo consigliera provinciale Dalpalù di aderire al gruppo consiliare provinciale di Fratelli d’Italia sostituendo Alessia Ambrosi eletta a sua volta in FdI Camera. Ho apprezzato molto e sinceramente le parole di Bruna Dalpalù nel motivare la sua scelta: 'Perché in FdI ho ritrovato tutta la coerenza dei valori e dei progetti che avevano animato la mia candidatura nel 2018'. La coerenza effettivamente è un valore imprescindibile per Fratelli d’Italia che la ha posta al centro di ogni sua scelta, compresa quella difficile di non andare al governo con Pd e Cinque Stelle al contrario di come fece la Lega, nella piena libertà che (anche non condividendo la scelta) sempre le abbiamo riconosciuto. La coerenza sui valori e progetti è il patrimonio più grande che mette in campo Fratelli d’Italia e chi vi aderisce. Bruna Dalpalù lo ha detto chiaramente, e noi tutti le siamo grati: 'Anche il tema dell’ospedale di Cavalese (e lei è della Val di Fiemme) portato al cento del dibattito politico (dalla Lega, ndr) mi ha convinto ad aderire a FdI perché lo stesso non era nel programma di maggioranza e la coerenza di FdI ha intercettato le mie convinzioni'.
Il coordinatore provinciale parla infine di dichiarazioni "incomprensibili e inopportune" da parte di Binelli, che "inevitabilmente dovranno essere oggetto di chiarimento che FdI pretende". Dichiarazioni nelle quali, conclude Urzì, il commissario "dichiara che la Lega si assumerebbe il diritto di porre il veto su nominativi di fiducia di FdI alle prossime elezioni provinciali. Pura fantascienza o improvvisazione politica. Peraltro incomprensibile che per Binelli vadano bene colleghi che da altri partiti approdano alla Lega e non quelli che dalla Lega sulla base di motivate riflessioni approdano a FdI, peraltro sempre nella stessa coalizione di governo. A proposito di coerenza". E a proposito di alleanza.













