Dai nuovi abitanti delle terre alte al futuro dello sci, al via "Un'ora per acclimatarsi", rassegna de il Dolomiti, Alto Rilievo, Ci sarà un Bel Cilma e Pow nel TrentoFilmFestival
Saranno 10 in particolare gli appuntamenti che vedranno la partecipazione dei giornalisti e del direttore de il Dolomiti, che saliranno sul palco accanto a Pietro Lacasella, autore del blog "Alto rilievo - voci di montagna", Michele Argenta del collettivo "Ci sarà un bel clima" e Sofia Farina, presidente di "Protect our Winters"

TRENTO. Prenderà presto il via la 71esima edizione del Trento Film Festival, che si svolgerà dal 28 aprile al 7 maggio 2023. Riconosciuto come il principale film festival dedicato alla montagna, l'iniziativa permetterà di scambiare esperienze e conoscere più da vicino la vita in quota, creando occasioni di incontro e contaminazione di storie. Quest'anno, anche grazie alla rassegna "Un'ora per acclimatarsi" (qui la pagina Facebook dedicata), incontri dove sul palco sarà presente anche il Dolomiti.
Saranno 10 in particolare gli appuntamenti che vedranno la partecipazione dei giornalisti e del direttore de il Dolomiti, che saliranno sul palco accanto a Pietro Lacasella, autore del blog "Alto rilievo - voci di montagna", Michele Argenta del collettivo "Ci sarà un bel clima" e Sofia Farina, presidente di "Protect our Winters". Incontri che si terranno sempre alle 19 in Piazza Cesare Battisti a Trento.
APERITIVO PER UN BEL CLIMA. IL GHIACCIO LO PORTIAMO NOI
Si partirà venerdì 28 aprile con "Aperitivo per un bel clima", un format per fare rete all’interno dei movimenti climatici, della cittadinanza, del giornalismo e della politica. Un momento durante il quale confrontarsi sui temi territoriali sulle diverse visioni di sviluppo, di montagna e di adattamento climatico dei territori.
I GHIACCIAI, SENTINELLE DEL CLIMA. TRA SCIENZA E FILOSOFIA
Sabato 29 sarà invece la volta di "I ghiacciai, sentinelle del clima. Tra scienza e filosofia", appuntamento in cui prenderanno parola esperti come il glaciologo Giovanni Baccolo, la guida alpina Gianni Canale e il filosofo Matteo Oreggioni, che racconteranno il 2022 dei ghiacciai alpini, un 'annus horribilis'.
MEDIA E MONTAGNE: COME CAMBIA LA NARRAZIONE DELLE TERRE ALTE
Seguirà domenica 30 aprile invece l'incontro "Media e montagne: come cambia la narrazione delle terre alte" col fotografo Michele Lapini, gli autori Sara Furlanetto e Yuri Basilicò ed il regista Michele Trentini. Un'occasione per parlare di come viene raccontata la montagna nel 2023, guardando anche al mondo dei social, che stanno cambiando l'approccio a come viene vissuta la montagna, fatta spesso di luoghi instagrammabili che vengono presi d'assalto, sostituendo a quell'esperienza un tempo da vivere ''in solitaria'' con attimi da condividere con migliaia di follower e fan. Insomma, pro e contro della montagna al tempo del click.
ALLONTANARE LE MONTAGNE
"Allontanare le montagne. Per sport più sensibili alle esigenze ambientali del presente", vedrà lunedì 1 maggio la partecipazione del trail runner Francesco Puppi, di Giovanni Ludovico Montagnani, di Dario Eynard, alpinista, e dell'eco-atleta Roberto Cavallo. "Allontanare le montagne" si oppone all’idea di una montagna accessibile a tutti i costi, che "avvicina le montagne" appunto. Partendo da un approccio lento per vivere e fare sport sulle terre alte.
NON C'È PIÙ ACQUA PER PIANGERE: MONTAGNA E PIANURA, DUE FACCE DELLA STESSA SICCITÀ
Il 2 maggio alle 19 sarà poi la volta di "Non c'è più acqua per piangere: montagna e pianura, due facce della stessa siccità", con Roberta Silva, presidente dell'associazione Gestori Rifugi del Trentino, Luca Ferraris, presidente Fondazione CIMA e il meteorologo Giacomo Poletti. L'anno scorso è stato un anno record per caldo e siccità e i primi mesi del 2023 non hanno fatto ben sperare. Febbraio in Trentino è stato totalmente asciutto con una temperatura media di 7 gradi, 2,8 in più rispetto al dato storico e gli zero millimetri di pioggia in un mese non si vedevano dal 1959. L'acqua diventa una risorsa sempre più rara e preziosa e con l'aumentare delle temperature la richiesta cresce esponenzialmente sia in ambito agricolo che privato. E mentre la Pianura chiede di aprire i rubinetti alle terre alte anche in montagna i problemi di approvvigionamento sono ormai una realtà per la mancanza di riserve idriche legate alla neve. Deve per forza esserci una ''guerra dell'acqua'' tra regioni alpine e pianura? Cosa dobbiamo fare per preservare questa risorsa negli anni a venire? Quali le rinunce? Delle possibili risposte se ne parlerà durante la serata.
ALLEVATORI E APICOLTORI, COME CAMBIA LA MONTAGNA PER CHI LA VIVE CON I CAMBIAMENTI CLIMATICI
"Allevatori e apicoltori, come cambia la montagna per chi la vive coi i cambiamenti climatici" aprirà il 3 maggio le porte a una riflessione dedicata alle attività antropiche in quota, che si trovano ad affrontare sempre più sfide. Saranno gli allevatori Zeudi e Vitor, accanto al ricercatore Michele Faralli, l'allevatore Davide Serona, Paolo Calovi, agricoltore e presidente di CIA e Cristiano Zambotti, apicoltore CIA a discuterne insieme. Per gli allevatori e gli apicoltori vi sono per l'appunto nuove sfide e complicazioni, dal turismo di massa alla ricomparsa dei grandi carnivori, e la siccità costringe a cambi epocali, fra transumanze anticipate, problemi legati al nutrimento degli animali e quindi anche alla loro produttività.
NUOVI ABITANTI DELLE TERRE ALTE: STACCARSI DAL CAOS PER RITROVARE UNA DIMENSIONE PIÙ UMANA
"Nuovi abitanti per le terre alte: staccarsi dal caos per ritrovare una dimensione più umana", con Marco Tosi e lo scrittore Matteo Melchiorre, aprirà il 4 maggio un dibattito sui 'nuovi abitanti delle terre alte', presenza e fenomeno che fa da contraltare a quello dello spopolamento della montagna. Un tentativo, quello di alcuni giovani, di riappropriarsi della propria esistenza sentendosi parte di qualcosa di più grande recuperando una dimensione naturale, paradossalmente, più a misura d'uomo.
IL FUTURO DEL CAI
Il 5 maggio, Antonio Montani, Presidente generale del Cai, racconterà il "Futuro del Cai". Fondato nel 1963 da Quintino Sella come club per soli alpinisti, nel corso del secolo scorso e del nuovo millennio il Club si è trasformato coinvolgendo un’ampia platea di appassionati della montagna. Spopolamento, turismo di massa e crisi climatica stanno provocando un’enorme pressione antropica sulle montagne di oggi. Questi fattori spingono il Cai ad essere il nuovo portavoce per ripensare il nostro rapporto con la montagna: ma come farsi promotore di una cultura diversa e che si adatti ad un mondo più caldo?
REINVENTARE L'INVERNO. SCIARE NEL FUTURO
Un mondo 'più caldo' sta costringendo anche a ripensare il turismo invernale Di questo, se ne parlerà il 6 maggio durante l'incontro "Reinventare l'inverno. Sciare nel futuro" con il ricercatore Renato Colucci, lo scrittore Michele Nardelli, il documentarista Luca Albrisi e Mustafa Ceylan, imprenditore dello sci e snowboarder. Lo sci rappresenta per l'appunto il core business del turismo invernale, per alcuni territori il principale motore dell'economia, ma il surriscaldamento climatico e i sempre crescenti problemi legati alla mancanza di precipitazioni costringono tutti a un cambio di rotta. Secondo le stime già nel 2036 diventerà difficilissimo sciare in luoghi simbolo delle nostre Dolomiti, come Cortina, e tra innevamento artificiale (nell'ultima stagione oltre il 90% dei nostri impianti hanno contato sulla neve dei cannoni) e infrastrutture come gli impianti, lo sci è sempre più destinato ad essere uno sport per ricchi e impattante sull'ambiente.
COME L'UOMO STA CAMBIANDO GLI ANIMALI
La rassegna "Un'ora per acclimatarsi" si concluderà il 7 maggio con "Come l'uomo sta cambiando gli animali", incontro al quale prenderanno parte l'erpetologo del Muse Luca Roner, l'ornitologa del Muse e scrittrice Chiara Bettega e Francesca Roseo, zoologa del Muse. L'essere umano è il protagonista indiscusso dei cambiamenti climatici in atto e questi stanno provocando, a cascata, innumerevoli effetti anche sul mondo animale. Le zecche, senza il freddo dell'inverno, non vanno in diapausa e restano attive diventando più voraci e fameliche quando ricominciano i caldi in cerca di ''ospiti'' con i quali nutrirsi. Le zanzare colpiscono a quote sempre più alte e alcuni esemplari un tempo ''esotici'' oggi sopravvivono benissimo anche alle nostre latitudini.
E poi ci sono i comportamenti attivi, quelli che gli animali modificano per azioni dirette dell'uomo: nel Parco dell'Abruzzo le volpi sono a rischio investimento perché troppi turisti lasciano loro cibo a bordo strada. Come l'uomo sta modificando la vita e i comportamenti della fauna senza nemmeno rendersene conto.












