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FVG
12 marzo | 16:57

Dieci comuni del Veneto pronti a passare al Friuli (che tende la mano) ma Venezia non molla: ''E' un'area strategica per noi''

Si parla del Veneto Orientale con Portogruaro e San Michele al Tagliamento che ha al suo interno anche la frazione balneare di Bibione

PORDENONE. “Tutto è iniziato dalla recente fase di evoluzione istituzionale del Friuli Venezia Giulia, a seguito cioè dell'ultima delibera del Senato dello scorso gennaio che ha visto la reintroduzione delle province elettive, occasione nella quale ho approfittato per portare avanti un tema a me molto caro e sollevato anche da parte di molti sindaci del Veneto orientale a proposito di una valutazione del passaggio dei comuni dell'area del portogruarese dal Veneto al Friuli Venezia Giulia”. Lo ha dichiarato per Il Dolomiti il consigliere regionale di Fratelli d'Italia del Friuli Venezia Giulia Markus Maurmair, nell'ambito di un dialogo che vede costantemente in contatto il consigliere con dieci comuni del Veneto orientale, che hanno manifestato ormai da alcuni mesi evidenti insofferenze riguardo l'amministrazione provinciale veneziana e il desiderio di ambire a “transitare” in Friuli Venezia Giulia, data la comunità marcatamente friulanofona che caratterizza questi territori.

 

Un tema che torna d'attualità proprio in questi giorni, a seguito della conferenza dei sindaci del Veneto orientale tenutasi a Portogruaro lo scorso 9 marzo. Un incontro tra amministratori locali e regione Veneto che ha visto l'amministrazione regionale impegnata nel fissare i punti che rimarcano l'importanza dei comuni orientali per il Veneto stesso, come ha tenuto a precisare l'assessore regionale agli Enti locali e Governo del territorio Marco Zecchinato, che, in controtendenza con gli auspici evidenziati da Maurmair, ha dichiarato: “Il Veneto Orientale rappresenta un’area strategica della nostra Regione e merita attenzione, strumenti adeguati e politiche capaci di valorizzarne le potenzialità. È stata, dunque, un’occasione di dialogo costruttiva che ha permesso di ascoltare direttamente le esigenze di chi amministra il territorio, con l’obiettivo di creare una sinergia sempre più forte tra i Comuni e la Regione”.

 

Tuttavia i sindaci, durante la riunione, hanno espresso alcune rimostranze sui fronti dell'equilibrio e della pari dignità del Veneto orientale rispetto agli altri territori della regione, fattore che ha portato a quello che potrebbe essere un primo passo verso il trasferimento dei comuni friulanofoni del Veneto orientale alla regione vicina, vale a dire la richiesta di ascolto pervenuta al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia formalizzata da una lettera, protocollata il 10 marzo 2026, sottoscritta dai sindaci di Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza e Teglio Veneto.

 

“Sono attualmente in contatto con questi dieci comuni del Veneto orientale – spiega il consigliere Maurmair -. Già a dicembre c'è stata una certa manifestazione di insofferenza da parte del portogruarese rispetto alla provincia di Venezia e circa un mese fa ho presentato una richiesta ufficiale di audizione alla V Commissione, che è quella che si occupa anche delle autonomie locali, per aprire una riflessione sul futuro di quei territori. A quel punto, dopo varie interlocuzioni, dieci sindaci su undici hanno chiesto di essere ascoltati tutti assieme come Portogruarese dalla regione Friuli Venezia Giulia”. Nell'attesa di assistere all'evoluzione degli eventi è chiaro che la regione Veneto non viva questa situazione con serenità. 

 

Giova ricordare che in quel territorio ci sono realtà importanti come Portogruaro o San Michele al Tagliamento, che include al suo interno la frazione balneare di Bibione che equivale a oltre cinque milioni e mezzo di presenze annue. Inoltre la vicenda, ormai a tutti gli effetti divenuta un braccio di ferro quasi storico-identitario tra Veneto e Friuli, potrebbe generare ulteriori cambiamenti in Friuli Venezia Giulia sempre in ragione del movimento istituzionale dovuto al ritorno delle province, che può rispolverare una questione che da qualche mese sembra sopita, ma che aveva fatto discutere, il passaggio di Aquileia dalla provincia di Udine a quella di Gorizia.

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