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Valanga Lagorai, la vittima sulla Marmolada quando crollò il ghiacciaio. Le sue parole: “Alla montagna non si comanda. A volte si è nel posto sbagliato al momento sbagliato''

La tragedia si è consumata nel pomeriggio di ieri, attorno alle 16: la 30enne Arianna Sittoni ha perso la vita nel distacco, mentre l'ex gestore del rifugio Pian dei Fiacconi Guido Trevisan è rimasto ferito. Il 3 luglio la giovane vittima si trovava sulla Marmolada, nello stesso giorno in cui il crollo di parte del ghiacciaio uccise 11 persone sulla Regina delle Dolomiti: pochi giorni dopo lasciò un messaggio sui social

Di Filippo Schwachtje - 25 gennaio 2023 - 10:39

TRENTO. “Alla montagna non si comanda, a volte ci si trova semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Sono queste le parole che Arianna Sittoni, la giovane scialpinista di 30 anni morta ieri nella tragica valanga nel gruppo del Lagorai (Qui Articolo), aveva affidato ai social pochi giorni dopo la tragedia della Marmolada del 3 luglio scorso, nella quale 11 scialpinisti persero la vita a causa del crollo di parte del ghiacciaio. Quello stesso giorno infatti, Sittoni si trovava sulla Regina della Marmolada e pochi giorni dopo aveva condiviso su Instagram un pensiero sulla tragedia.

 

“In una giornata così tragica – si legge nel post – noi ci trovavamo proprio lì, sulla Sud della Marmolada, ignari di tutto scalavamo quell'enorme parete, mentre dall'altra parte un enorme pezzo di calotta si stava staccando portandosi dietro tutto e tutti. Così vicini ma così lontani. Alla montagna non si comanda a volte, ci si trova semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Insieme a Sittoni ieri c'era anche il 46enne Guido Trevisan, rimasto gravemente ferito e a sua volta legato alla Regina delle Dolomiti: l'uomo, in attività attualmente al rifugio Caldenave, era stato gestore del rifugio Pian dei Fiacconi sulla Marmolada, distrutto a sua volta da una valanga nel 2020 (Qui Articolo).

 

Due anni fa, come già riportato, la famiglia della giovane Arianna era stata colpita da un tremendo lutto sempre dovuto ad una valanga: lo zio, Claudio Gadler di 64 anni, era stato infatti travolto e ucciso da una slavina sulla catena del Lagorai (Qui Articolo). Il distacco, di grandi dimensioni, era avvenuto a quota 2.200 metri sul monte Fregasoga in Valfloriana. Secondo quanto ricostruito, nel pomeriggio di ieri Trevisan era salito in quota per controllare che tutto fosse in ordine al rifugio e con lui c'era anche Arianna Sittoni. Avevano poi deciso di continuare a salire in quota per un'escursione quando sono stati travolti dalla valanga a monte del Caldenave e a valle della Forcella Ravetta

 

Il loro mancato rientro aveva fatto scattare l'allarme e sul posto si è quindi attivata la macchina dei soccorsi. Da Mattarello si è alzato in volo anche un elicottero e l'equipaggio è riuscito ad individuare in poco tempo dall'alto la valanga e alcune tracce degli scialpinisti. Le ricerche sono poi iniziate con Artva e sonda e gli operatori hanno individuato sotto la neve Trevisan, che era riuscito a crearsi una bolla d'aria che gli ha consentito di respirare. Niente da fare invece per Arianna Sittoni.

 

La salma della scialpinista, fanno sapere gli operatori del Soccorso alpino, è stata recuperata questa mattina (25 gennaio). Il recupero è avvenuto tramite elicottero con il verricello, con il supporto degli operatori della stazione Bassa Valsugana. La salma è stata poi elitrasportata in Val Campelle e affidata al carro funebre

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