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| 20 apr 2023 | 06:01

''Mai più in Trentino'', la guerra agli orsi fa tremare il turismo e in Val di Sole arrivano le risposte da dare ai turisti negli alberghi. Failoni: ''Servono unità e nervi saldi''

L'attenzione da parte di Provincia e Trentino Marketing rimane molta alta e nei prossimi giorni è previsto un incontro per lanciare un progetto di comunicazione unitario. In Val di Sole, intanto, l'Apt ha fornito agli alberghi due testi di risposta alle mail dei turisti. Rizzi: "Così riusciremo a rispondere in maniera uniforme alle mail che ci arrivano". Proteste animaliste in Val di Sole? "Li invito a non venire, sarebbe una provocazione senza senso"

TRENTO. “Io non porto i miei soldi in Trentino”, “Voi in Trentino pensate solo al profitto” e ancora “Basta non mi vedrete più”, “Il Trentino è un terra insanguinata, sono sempre venuta in vacanza ma non ci metterò più piede”. E continui appelli: “Se uccidono mamma orsa non andate più in vacanza in Trentino ci sono altre regioni belle da visitare” oppure c'è anche chi ragiona in modo diverso: “Abbattete JJ4 o io non vengo più in Trentino”. 

 

Attraverso Facebook, Instagram e anche per mail. Alle aziende di promozione turistica, alle caselle mail degli hotel e in ogni altro posto possibile. Il Trentino, purtroppo, in questi giorni, è preso di mira da parte di chi non condivide la gestione portata avanti sugli orsi dalla Provincia di Trento e soprattutto sulla decisione presa dal governatore Maurizio Fugatti di abbattimento di JJ4 e di altri due plantigradi. 

 

A farne le spese rischia di essere l'importante sistema turistico trentino. La preoccupazione c'è e si fa sentire. Trentino Marketing nei giorni scorsi si è subito mosso con il territorio per cercare di fare un punto della situazione e progettare una campagna ad hoc. “Unità e nervi saldi” sono le parole pronunciate dall'assessore provinciale al Turismo, Roberto Failoni. “La prossima settimana – spiega a il Dolomiti – si terrà un incontro coordinato tra turismo e le componenti forestali ed altre, per fare in modo che i turisti possano, nel momento in cui arrivano in Trentino, avere una comunicazione ordinata e completa”. 

 

Già in passato il Trentino si è trovato preso di mira. “Stiamo seguendo la situazione e siamo molto attenti – ha detto l'assessore Roberto Failoni - al momento non abbiamo segnali così forti di rinunce. Dobbiamo rimanere sereni e cerchiamo di gestire tutto al meglio”. 

 

Ovviamente da parte degli operatori turistici le preoccupazioni non sono poche. Nonostante l'impegno da parte della Provincia i messaggi 'aggressivi' sui social arrivano senza sosta. Fra gli albergatori c'è già qualcuno che ha ricevuto disdette, qualcun altro che invece ha ricevuto anche l'ira animalista. E non mancano nemmeno le richieste di informazioni. 

 

Proprio per questo l'Azienda di Promozione Turistica della Val di Sole ha predisposto due messaggi che sono stati diramati alle strutture alberghiere affinché si possa rispondere in maniera uniforme alle domande che arrivano dal resto d'Italia e non solo. “Abbiamo sviluppato due testi per rispondere ad eventuali richieste che arrivano agli alberghi. Sono testi nei quali viene richiamata la vita di montagna” ci spiega Luciano Rizzi, presidente dell'Apt della Val di Sole

 

Il primo testo che è stato fornito alle strutture alberghiere è una risposta inerente alla tragedia avvenuta a Caldes. “Vogliamo rassicurarla – viene scritto – che stiamo facendo tutto il necessario per gestire in maniera decisa la situazione. Gli organi competenti stanno presidiando le zone dove la presenza degli orsi è più intensa” e vi è poi un collegamento con la pagina dei Grandi Carnivori della Pat. In un secondo messaggio, invece, più generico, viene fatto riferimento alle buone norme di prudenza che è necessario tenere in montagna

 

“Mi sono fatto girare – ci spiega Rizzi – alcune mail per capire il tenore dei messaggi che stanno arrivando. Dopo le condoglianze alla famiglia di Andrea, chi ci scrive inizia con il dire che il Trentino deve imparare dall'Abruzzo, che non verranno più qui in vacanza, che abbiamo  trasformato i sentieri in autostrade e che abbiamo trasformato la natura in un parco divertimenti per fare profitti. Io capisco l'essere animalista ma c'è un limite a tutto”. 
 
Fino ad oggi non ci sono state sul territorio della Val di Sole, dove è avvenuta la drammatica tragedia con la morte del giovane Andrea Papi, forme di protesta da parte degli animalisti. “Non è venuto nessuno e da parte mia l'invito è quello di non venire. Sarebbero provocazioni  che non servono a nessuno” ha concluso il presidente dell'Apt Luciano Rizzi. 

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