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| 15 mag 2023 | 11:52

La Lav diffida Provincia di Trento e Comuni: ''Le mangiatoie devono essere rimosse subito: attirano anche gli orsi che diventano confidenti. Pratica pericolosa e vietata''

La Lav diffida la Provincia di Trento e i Comuni trentini alla rimozione immediata delle mangiatoie che attirano anche gli orsi: "La tollerata pratica dei cacciatori è pericolosissima per la vera sicurezza dei cittadini"

TRENTO. Si apre un altro fronte tra il mondo animalista e la Provincia di Trento. Ci sono le vicende che riguardano i ricorsi al Tar sul destino di Jj4 e le querele a Fugatti per dichiarazioni sugli orsi e "il benessere animale". Adesso si aggiunge la diffida a piazza Dante e ai Comuni trentini "in primis Cles e gli altri che hanno intentato una singolare causa di risarcimento contro l’associazione - commenta la Lav - per mettere un freno immediato alla pericolosissima abitudine dei cacciatori trentini di posizionare mangiatoie per il foraggiamento degli ungulati in modo da aumentare il numero e concentrare gli animali a cui sparare durante la stagione venatoria. Attività estremamente pericolosa perché, come testimoniato dai video pubblicati, le mangiatoie attirano tutti gli animali, compresi gli orsi".

 

Le mangiatoie, infatti, possono rendere gli animali confidenti, una "fonte" di attrazione per orsi e lupi nei paesi del Trentino, come i bidoni della immondizie "normali" e non sostituiti da quelli anti-orso (Qui articolo). 

 

 

La richiesta avanzata da Lav, con in copia la Procura e i carabinieri, è l’immediata rimozione di tutti i siti di foraggiamento artificiale, "pratica - aggiunge l'associazione - vietata ai sensi dell’articolo 7 comma 2 della Legge 28 dicembre 2015 n. 22, per evitare che ulteriori danni alle attività umane dovuti al sadico divertimento della caccia siano ripagati con l'uccisione di animali innocenti e soprattutto che la drammatica scomparsa di un ragazzo non ci abbia fatto imparare nulla e possa ripetersi senza che i veri responsabili, non mamma orsa, siano giustamente puniti".

 

 

La Lega Antivivisezione risponde così ai tanti Comuni trentini, con Cles capofila, che avevano richiesto un risarcimento danni ("quantificato a oggi - continua la Lav - in circa 3 milioni perché la richiesta è di 100 mila euro al giorno dalla decisione del Tribunale amministrativo regionale") per un presunto stato di rischio per la popolazione a seguito della sospensione dell'uccisione, ma non della cattura, dell'orsa Jj4 a seguito dei ricorsi al Tar. I giudici hanno, infatti, per il momento sospeso le ordinanze e i decreti firmati da Fugatti per l'abbattimento dell'animale. 

 

 

"La pericolosissima pratica del posizionamento delle mangiatoie per il foraggiamento degli ungulati, oltre a comportare l’esplosione della popolazione dei cinghiali, squilibri ecosistemici e la diffusione di malattie tra gli animali che potrebbero avere ripercussioni sulla sanità pubblica, ha causato l’avvicinamento e l’abituazione degli orsi alle aree antropizzate, come mostrano i video girati anni prima della tragica vicenda di Papi. In questo modo individui timorosi, elusivi e schivi si assuefanno al cibo, all’odore o addirittura alla presenza dell’uomo diventando confidenti e potenzialmente pericolosi, insomma vengono trasformati in 'orsi problematici'. 

 

Sono altre le azioni che l'associazioni animaliste suggerisce per la convivenza con i grandi carnivori. "Le istituzioni preposte al controllo del territorio e della sicurezza dei cittadini e responsabili della fauna selvatica, come la Provincia di Trento e i Comuni, facciano concretamente prevenzione e questa è l’opportunità per prevenire nuovi incidenti con azioni non cruente, votate alla prevenzione di incidenti e alla convivenza pacifica e rispettosa di cittadini e animali", conclude la Lav.

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