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Belluno
02 aprile | 09:23

“Il settore primario è la base per la vita della montagna”. Padrin all'assemblea di Lattebusche: “Investimenti per 1,5 milioni di euro per sostenere la filiera”

Negli scorsi giorni il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin è intervenuto all'assemblea di Lattebusche, dove i vertici della cooperativa hanno presentato un bilancio che vede un +20% del fatturato rispetto al 2021 (anche se non mancano le preoccupazioni all'orizzonte)

BELLUNO. “Agricoltori e allevatori sono basilari per la vita della montagna. Per la manutenzione del territorio, per la promozione del turismo, per la cura del verde, per i prodotti di qualità”. Sono queste le parole del presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, intervenuto negli scorsi giorni all'assemblea di Lattebusche, nel corso della quale i vertici della cooperativa hanno presentato un bilancio che vede un +20% del fatturato rispetto al 2021, non nascondendo però le preoccupazioni che il settore vive guardando al futuro

 

Il settore primario in quota, ha detto Padrin, è il primo presidio delle terre alte e incarna “la realtà di quanto diceva Mario Rigoni Stern, 'quando anche l'ultimo montanaro se ne sarà andato, le ortiche invaderanno anche piazza San Marco'”. Come anticipato, sul fronte del fatturato (139 milioni nel 2022), il bilancio di Lattebusche è solido ma, dopo l'impennata dei costi energetici degli ultimi mesi, a spaventare ora è la crisi climatica e le conseguenze della siccità.

 

“Un anno fa – ha detto Padrin – di questi tempi i temi erano due: da una parte la preoccupazione per come sarebbe andato il 2022, dovuta alla guerra, ai costi energetici, alle bollette triplicate, ai rincari su imballaggi e sui costi di produzione sull'ordine, dall'altra la tenacia che è tipica delle genti bellunesi. A un anno di distanza ci troviamo a tirare le somme. La guerra c'è ancora. I rincari hanno frenato notevolmente nell'ultimo periodo, ma non siamo tornati alla situazione pregressa. E le difficoltà non mancano. Come non mancheranno i motivi di preoccupazione e i dubbi per il 2023”.

 

Ma allo stesso modo, ha sottolineato il presidente della Provincia di Belluno: “Non mancheranno neppure la caparbietà e la tenacia della gente di montagna, dei soci di Lattebische che continuano a garantire non solo un latte di elevata qualità, ma anche quella manutenzione e quel presidio del territorio senza i quali i nostri scenari dolomitici non esisterebbero. È proprio grazie agli allevatori e agli agricoltori che possiamo presidiare le terre alte”.

 

Sono due, ha detto Padrin, le azioni messe in campo dalla provincia per sostenere e rafforzare la filiera lattiero-casearia: da una parte infatti, come riportato (Qui Articolo), nelle ultime settimane sono partiti due corsi per casari con la collaborazione dell'istituto agrario di Vellai (“un corso per i ragazzi della scuola, un altro di approfondimento per chi conosce già il mestiere”). Dall'altra invece, conclude Padrin: “Abbiamo finanziato gli investimenti di 12 piccole latterie con 1,5 milioni di euro, derivanti dal Fondo comuni confinanti per 1,3 milioni e da 250mila euro di fondi propri della Provincia. Sono piccoli mattoni per dare una mano a una filiera che vede in Lattebusche un colosso, fatto di tante mani e tante teste, di piccole realtà che conferiscono il loro latte e identificano un intero territorio”.

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