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| 03 mar 2023 | 10:52

Crisi idrica, dimezzata la portata dell'Adige e il Garda continua a calare. L'acqua del lago di Levico è a +6 gradi ''Mai così elevata negli ultimi 15 anni''

Caldonazzo è a più 21 centimetri sullo zero idrometrico, rispetto ai più 50 di media del periodo. Il Garda registra un volume (al primo marzo) di 120 milioni di metri cubi, rispetto ai 458 milioni del volume massimo regolabile fino al livello delle chiuse. Il livello del lago è 46 centimetri sopra lo zero idrometrico misurato a Peschiera, contro i più 99 centimetri della media di questo periodo dell’anno

TRENTO. La crisi idrica in Trentino si fa sentire ed è considerata critica per i bacini. Basta pensare che non arrivano a 12 i milioni di metri cubi di acqua attualmente presenti nei bacini di malga Bissina e malga Boazzo.

 

I due invasi dell’Alto Chiese, nel grande massiccio dell’Adamello, risultano pieni solo per il 16% della capienza complessiva, ad un livello che consente appena di coprire il volume di riserva strategica assegnato ai due impianti per i servizi eccezionali di potenza a favore della rete elettrica nazionale.

 

Questa la situazione che è stata fotografata in queste ore dalla Provincia di Trento nel corso di un sopralluogo del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, assieme ai tecnici dell’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia, i rappresentanti di Hydro Dolomiti Energia srl e le autorità locali.

 

“Purtroppo – così Tonina – vediamo da vicino la scarsità di acqua, di questa risorsa che è sempre più preziosa. Ecco perché dobbiamo dedicare una sempre maggiore attenzione per continuare i nostri sforzi su sostenibilità, investimenti, responsabilità e risparmio. In linea con i passi concreti finora compiuti dal Trentino e con gli obiettivi strategici adottati attraverso gli importanti documenti approvati durante la Legislatura provinciale”.

Tonina, facendo riferimento ai passi avviati dal Governo e alla possibile istituzione di un commissario per l'emergenza siccità ha spiegato che “Il Trentino è pronto a fare la propria parte, anche in questo momento di grande difficoltà del nostro Paese”. Una valutazione che però dovrà tenere conto dell’effettiva disponibilità d’acqua in Trentino e della necessità di salvaguardare i fabbisogni dell’agricoltura di montagna, un settore che comunque nel nostro territorio ha saputo investire in innovazione e in un’irrigazione efficiente e a basso consumo idrico.

 

Auspichiamo allo stesso tempo che nel confronto nazionale – precisa il vicepresidente – venga data priorità agli investimenti e alla tecnologia. Lo dico soprattutto riguardo alle regioni vicine, che in determinati momenti dell’anno hanno un particolare fabbisogno di acqua: in futuro, contando la ridotta disponibilità idrica, è necessario programmare gli interventi, ad esempio per i bacini di accumulo e per l’efficientamento tecnologico delle reti di distribuzione irrigua”.

 

I dati per i bacini idroelettrici

Il volume idrico complessivo del Trentino (i bacini idroelettrici più i laghi naturali regolati) è sceso a 128 milioni di metri cubi su una capienza complessiva di 407 milioni. Erano 141 una decina di giorni fa, in occasione del sopralluogo effettuato da Tonina a Santa Giustina. L’attuale grado di riempimento è quindi pari al 32%.

Nello specifico, negli invasi presso le dighe di Malga Bissina (1.790 metri sul livello del mare) e di Malga Boazzo (1.227 metri s.l.m.) alla data del primo marzo risultano presenti 11,7 milioni di metri cubi di acqua, rispettivamente circa 9 a Bissina e 2,2 milioni a Boazzo). La percentuale di riempimento varia dal 15,8% di Bissina al 18,8% di Boazzo. Ciò corrisponde al 16% di riempimento sulla capienza complessiva di 71,8 milioni di metri cubi.

 

Laghi e fiumi
A soffrire sono anche i laghi naturali e i fiumi. Il Garda registra un volume (al primo marzo) di 120 milioni di metri cubi, rispetto ai 458 milioni del volume massimo regolabile fino al livello delle chiuse. Il livello del lago è 46 centimetri sopra lo zero idrometrico misurato a Peschiera, contro i +99 centimetri della media di questo periodo dell’anno.

 

Caldonazzo è a +21 centimetri sullo zero idrometrico, rispetto ai +50 di media del periodo.

 

I quattro fiumi in uscita dal Trentino hanno valori di portata ridotti. Per l’Adige alla stazione idrometrica di Ponte San Lorenzo a Trento è stato misurato il 28 febbraio scorso un dato medio giornaliero inferiore del 50% rispetto alla media storica del periodo. Il Brenta a Grigno nello stesso giorno ha registrato un deficit del 30%, sempre considerando il raffronto con il valore medio storico del periodo.

 

Nel mese di gennaio l’apporto idrico medio del Sarca al lago di Garda è stato pari a10 metri cubi al secondo, contro i 18 di media di periodo registrata nell’ultimo decennio. Apporto idrico che, a febbraio, per il Chiese - immissario del lago d’Idro - è stato stimato in 2,5 metri cubi al secondo medi, rispetto ai 4,5 valutati sull’ultimo decennio.

 

 

L'ACQUA DEL LAGO DI LEVICO A +6 GRADI

La temperatura di superficie (profondità massima 30 centimetri) dell’acqua del lago di Levico è a +6 gradi la più elevata a fine febbraio da quando effettuo rilevazioni (dal 2008). Analoga situazione si presentava ad inizio febbraio con una temperatura di +6,2 gradi, quando era risalita in 5 giorni di 2,3 gradi (il 31 gennaio era a +3,9 gradi). La situazione è stata registrata da Giampaolo Rizzonelli, dell'associazione MeteoTriveneto .


Quando la temperatura di superficie raggiunge i 4 gradi ( temperatura di massima densità dell’acqua e quindi tutta la massa d’acqua del lago è a quella temperatura), il lago potenzialmente può iniziare a ghiacciare, bastano notti e mattine con temperature di -4° gradi per vedere dei piccoli strati di ghiaccio in superficie, in genere ai bordi dove è più bassa l’acqua, come accaduto il 31 gennaio mattina (pochi metri quadrati).


La temperatura media (periodo 2008/2022) dell’acqua di superficie ad inizio febbraio è di +2,6 gradi, quindi ad inizio febbraio 2023 eravamo quasi 4 gradi sopra la media.

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