L’acquario del Museo di scienze naturali a Bolzano imbrattato di nero dagli eco-attivisti (VIDEO): “Bisogna proclamare lo stato di emergenza climatica ed ecologica”
Gli attivisti di Extinction Rebellion hanno simbolicamente oscurato l’acquario del Museo di scienze naturali dell’Alto Adige che riproduce una barriera corallina: “Le istituzioni stanno facendo ancora troppo poco, serve una rapida, equa e giusta conversione ecologica della società e dell’economia”

BOLZANO. Un acquario coperto con la vernice nera da tre attivisti di Extinction Rebellion, un’azione che richiama quelle più eclatanti contro alcune preziose opere d’arte. Da Monet a Van Gogh passando per Vermeer, Goya e Boccioni solo per citare alcune “vittime” illustri degli eco-attivisti. La differenza è che questa volta l’azione era concordata, con il beneplacito da parte del direttore del Museo di scienze naturali dell’Alto Adige David Gruber.
Così lo scorso 8 febbraio gli attivisti di Extinction Rebellion South Tyrol hanno simbolicamente oscurato l’acquario che riproduce una barriera corallina. “Questa azione congiunta – ha spiegato il direttore Gruber – ha l’obiettivo di dimostrare che i musei in generale sono alleati nella lotta contro le crisi multiple del presente, come il cambiamento climatico e la perdita della biodiversità, alla soluzione delle quali i musei devono contribuire”.
La scelta dell’acquario, allestito nel 1997 con l’intento rappresentare la relazione tra il mare e le Dolomiti, non è stata casuale. In natura infatti le barriere coralline sono tra i primi ecosistemi che rischiano di collassare completamente per via dell’aumento della temperatura degli oceani legato alla crisi climatica. “Le barriere coralline – hanno precisato gli attivisti – si sono già ridotte del 10% ma si stima che entro il 2030 il 50% di questa scomparirà”.
Per la cronaca, il colore nero della vernice utilizzata è lavabile (gli stessi autori “dell’imbrattamento” daranno una mano) e simboleggia petrolio e carbone, la cui combustione è responsabile della maggioranza delle emissioni climalteranti. Il direttore del museo ha comunque difeso anche le altre azioni portate avanti dagli attivisti di “Ultima Generazione” e “Just stop oil”: “Purtroppo sono stati attaccati da parte della politica e della società a causa di un malinteso del messaggio che volevano trasmettere”.
Secondo Extinction Rebellion la Giunta provinciale di Bolzano sta facendo ancora troppo poco: “Chiediamo che sia proclamato lo stato di emergenza climatica ed ecologica, per questo le istituzioni devono attivarsi immediatamente per proteggere gli ecosistemi a rischio”. Infine gli attivisti pretendono la creazione di assemblee deliberative composte da cittadini “per ovviare al fallimento del piano climatico regionale” e per guidare “una rapida, equa e giusta conversione ecologica della società e dell’economia” dell’Alto Adige.




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