Contenuto sponsorizzato
| 23 dic 2022 | 19:18

Emendamento 'caccia selvaggia', gli esperti: “Norma sbagliata, anche sull'attività venatoria si azzera il contributo della scienza”

Dopo il mondo ambientalista anche diverse associazioni scientifiche contestano l'emendamento “che libera la caccia in città e aree protette”. Assurdo, scrivono gli esperti: “Prevedere generalizzate attività di abbattimenti faunistici nelle aree protette che hanno un ruolo, oltre che di conservazione e ricerca, anche di promozione territoriale e valorizzazione turistica”

Emendamento 'caccia selvaggia', gli esperti: “Norma sbagliata

TRENTO. Dopo i numerosi appelli arrivati dalle associazioni ambientaliste, che hanno portato anche ad una raccolta firme che in soli 5 giorni ha raccolto oltre 24mila adesioni, contro l'emendamento 'caccia selvaggia' inserito nella manovra economica si schierano anche le società scientifiche: “Anche sull'attività venatoria si azzera il contributo della scienza”. Il provvedimento come già riportato introdurrebbe in sostanza, secondo quanto ribadito da molte associazioni, la possibilità di abbattimenti per il controllo della fauna selvatica anche in aree protette ed in città: una prospettiva che ha spinto il mondo ambientalista a chiedere di ritirare l'emendamento, definito “iniquo e barbaro”. A ribadire la contrarietà alla norma è ora come detto arrivato anche l'intervento degli esperti di 15 diverse associazioni scientifiche italiane.

 

“L'emendamento alla Legge di Bilancio 2023 – scrivono – che consentirà un'attività di controllo affidata ai cacciatori selezionati attraverso corsi di non chiari 'organi competenti di livello regionale' anche in aree protette e aree urbane, senza limiti temporali e senza distinzione di specie, rappresenta un errore gestionale che non produrrà alcun reale vantaggio rispetto all'obiettivo prefissato”. Purtroppo, continuano gli esperti: “Per l'ennesima volta la politica legifera sulla gestione faunistica senza essersi confrontata con esperti, ricercatori e tecnici. La genericità del testo dell'emendamento nel suo insieme, il fatto che enti amministrativi (regioni e province autonome) possano provvedere al 'controllo delle specie di fauna selvatica' senza una valutazione di zoologi specialisti, il non considerare che vi possono essere necessità di tutelare la diversità animale anche in ambienti urbani, insieme all'assenza totale di argomentazione sul controllo delle specie aliene alla nostra fauna, sono elementi che rendono il provvedimento in questione inaccettabile”.

 

Gli eventuali abbattimenti all'interno di aree urbane infatti, sottolineano i firmatari del documento, non porterebbe ad una limitazione del numero complessivo di una specie come il cinghiale: “Mentre al contempo esporrà i cittadini a rischi gravissimi”. In generale è “disarmante” si legge nel testo: “Che si proponga un intervento di questo tipo riducendo nello stesso provvedimento il ruolo dell'Ispra e ignorando del tutto Cnr, sistema universitario, società scientifiche e accademie che invece dovrebbero vedere aumentare le proprie competenze considerato che si tratta di una materia che richiede conoscenze molto approfondite”.

 

La fauna selvatica, scrivono ancora gli esperti: “E' patrimonio indisponibile dello Stato e allo Stato va affidato il suo controllo che può anche prevedere l'esercizio di un'attività ludica come la caccia, ma che certamente non può limitarsi a questa, considerato che spesso l'interesse dei cacciatori contrasta con l'interesse alla corretta gestione di specie e habitat. In questo senso è poi assurdo prevedere generalizzate attività di abbattimenti faunistici nelle aree protette che hanno un ruolo, oltre che di conservazione e ricerca, anche di promozione territoriale e valorizzazione turistica. Le scriventi associazioni scientifiche rivolgono quindi un appello alla ragionevolezza di Parlamento e Governo affinché stralcino dalla Legge di Bilancio questa norma sbagliata e di difficile, se non impossibile, applicazione e avviino un confronto serio con il mondo della ricerca per individuare le modalità scientificamente valide per affrontare una problematica complessa che non può essere risolta con l'approssimazione fin qui manifestata”.

 

Ecco i firmatari del documento:

 

-Carlo Blasi, presidente Fondazione per la Flora Italiana e Direttore scientifico CIRBISES

-Giuseppe Bogliani, presidente Centro Italiano Studi Ornitologici

-Marco Bologna, presidente Comitato Scientifico per la Fauna d’Italia e della Società Entomologica Italiana

-Elisa Anna Fano, presidente della Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente e della Società Italiana di Ecologia

-Francesco Ficetola, presidente Societas Herpetologica Italica

-Cristina Giacoma, presidente Unione Zoologica Italiana

-Massimo Lorenzoni, presidente Associazione Italiana Ittiologi Acque Dolci

-Barbara Manachini, presidente Società Italiana Nematologia

-Michela Pacifici, presidente Society for Conservation Biology Italy Chapter

-Antonella Penna, presidente Società Italiana di Biologia Marina

-Lorenzo Peruzzi, presidente Società Italiana di Biogeografia

-Marco Valle, presidente Società Italiana di Scienze Naturali

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 05 agosto | 17:00
Il distacco è avvenuto a 3900 metri di altitudine, la situazione è monitorata dal Corpo Forestale
Cronaca
| 05 agosto | 17:06
E' successo questo pomeriggio a Tezze di Grigno, sul posto i vigili del fuoco e i soccorsi sanitari. Il 50enne ha riportato diversi traumi 
Cronaca
| 05 agosto | 16:20
La Uil Scuola torna a criticare l'undicesimo mese nella scuola dell'infanzia: le presenze discontinue dei bambini tra maggio, giugno e luglio, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato