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"Nati per correre? Assolutamente sì", Yeman Crippa e Massimo Stano tagliano il traguardo al Festival dello Sport

Il re d'Europa dei 10 mila e il campione di marcia si confrontano raccontando le proprie origini, il rapporto con l'atletica e gli obiettivi futuri. “Se le vittorie ci hanno cambiati? No, siamo rimasti umili come sempre, ma con più consapevolezza”

Foto Festival dello Sport
Di M.S. - 23 September 2022 - 21:20

TRENTO. Oggi non hanno salito i gradini del podio, ma quelli del palcoscenico. Yeman Crippa e Massimo Stano sono stati gli ospiti d’onore dell’evento “Nati per correre”, tenutosi in sala Depero: i due corridori si sono dimostrati veloci con le parole, come con gambe e piedi, conquistando il pubblico del Festival dello Sport col giusto mix di simpatia e sincerità.

 

Yeman Crippa, che solo un mese fa ha conquistato l’oro nei 10 mila metri agli europei, ha alle spalle un lungo viaggio che lo ha portato dall’Etiopia, il suo paese d’origine, fino al Trentino, dove si è stabilito con la famiglia. “Quando sono arrivato qui mi sono subito sentito a casa – racconta -. Per me è stato come arrivare in Paradiso. Poi il Trentino è il posto perfetto per praticare qualsiasi sport: piste, sentieri, ciclabili, infrastrutture. Non manca nulla”.

 

Massimo Stano, campione olimpico di marcia sui 20 chilometri e campione mondiale dei 35, arriva invece dalla Puglia. “Da bambino ho iniziato con il mezzofondo, ma solo tra i dieci e i dodici anni. Poi mi sono innamorato della marcia. Peccato che nella mia Puglia non ci siano strutture all’altezza per l’atletica. Ben attrezzato il Trentino. Non capisco perché la politica non investa nello sport. Forse sto studiando Scienze politiche proprio per questo. Devo subito dire al sindaco del mio paese, Palo del Colle, che serve una pista non certo per me, ma per i bambini e per i giovani”, spiega il marciatore pugliese".

 

Alle domande sul proprio rapporto con i campioni di atletica del passato, Yeman risponde: “Ci sentiamo, magari al telefono o in videoconferenza e c’è grande rispetto. Ma fra trent’anni spero di non fare come loro, che ricordano sempre come ai loro tempi le scarpe, le luci, le piste, fossero tecnologicamente meno avanzate di oggi”. Grande rispetto non solo per gli ex campioni, ma anche per gli attuali avversari. Riguardo alla gara dei 5 mila il corridore infatti riconosce con grande sincerità l’abilità del norvegese e dello spagnolo che lo hanno battuto, affermando come questi fossero di “un altro livello”.

 

Ma cosa ha in serbo il futuro per questi campioni azzurri? Mentre il marciatore pugliese si pone come obiettivi la laurea e un futuro da poliziotto cinofilo da portare avanti assieme allo sport, Yeman per ora dichiara di volersi concentrare solo sull’atletica: “La mia sfida per il 2023 sarà la maratona. Voglio unire la strada alla pista”.

 

“Se le vittorie ci hanno cambiati? No, siamo rimasti umili come sempre, ma con più consapevolezza”, hanno risposto insieme.

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