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Una foto per raccontare due giovanissimi Kaiserschützen della Val Rendena. Rastelli: ''Il cambio nome fu celebrato in presenza di Sua Maestà l'Imperatore Karl a Calliano''

L'autore del libro ''Il soldato dimenticato. La storia di Giovanni Battista Faraldi'' racconta piccole grandi storie legate alla Grande Guerra spesso partendo da delle immagini

Di L.P. - 29 settembre 2022 - 11:17

CALLIANO. ''In questa straordinaria fotografia, due giovanissimi Kaiserschützen (Tirolo Meridionale, attuale Regione Autonoma del Trentino) della Val Rendena, appartenenti al III Reggimento, ritratti nel 1917. Portano entrambi l'uniforme da montagna M.15 con l'intero equipaggiamento da combattimento, fucile, tascapane, zaino, e Alpenstock''. Scrive così Claudio Rastelli sulla sua pagina ''Il soldato dimenticato'' dedicata al suo libro ''Il soldato dimenticato. La storia di Giovanni Battista Faraldi'' sulla quale racconta piccole grandi storie legate alla Grande Guerra spesso partendo da delle immagini. 

 

Qui ricostruisce prima qual era l'equipaggiamento di questi due giovani soldati (''il militare sulla destra porta i calzettoni (Wadenstutzen) di lana regolamentari, col sottopiede, da portare con le pezze da piedi, e le ghette (Gamaschen) di tela che impedivano l'entrata di terra e sassi negli scarponi chiodati da montagna; il suo commilitone, che mostra bene la fibbia in ottone a placca con l'aquila bicipite, ha invece dovuto accontentarsi delle fasce mollettiere in panno da fanteria'') poi spiega chi erano questi soldati parte dei ''k.k. Landesschützen reclutati nel Tirolo (che al tempo includeva anche il Trentino) e nel Vorarlberg''.

 

''Dal 1906 - spiega Rastelli - costituivano assieme ai reggimenti fanteria n. 4 e 27 della k.k. Landwehr, utilizzati come Landwehrgebirgsregimenter, la k.k. Gebirgstruppe, le truppe da montagna delle forze armate dell'impero austro-ungarico. Con la Reitende Tiroler Landesschützendivision esisteva anche un reparto a cavallo dei k.k. Landesschützen. Quest'ultimi furono reclutati dal 1910 anche nella zona di reclutamento di Praga. A partire dal 16 gennaio 1917 vennero ribattezzati Kaiserschützen ("bersaglieri imperiali")''.

 

Quel nome fu un alto riconoscimento dovuto al fatto che queste truppe si distinsero e combatterono valorosamente soprattutto sul fronte orientale. ''La cerimonia di cambio nome in Kaiserschützen - prosegue Rastelli - fu celebrata in presenza di Sua Maestà Imperatore Karl nel paese di Calliano, in Vallagarina, il 16 gennaio 1917. Ancora oggi ogni anno viene celebrata una messa in ricordo di quella giornata. Nel paese è anche conservata una reliquia di Karl, assunto a "beato" dalla Chiesa dopo la sua morte''.

 


 

E quindi si torna alla descrizione più minuziosa delle loro divise: 

 

L'uniforme dei Landesschützen era la stessa della Landwehr austriaca, cioè giubba a un petto e con colletto chiuso e dritto (Stehkragen) con mostrine verdi e bottoni di zinco, con controspalline, pantaloni dritti, berretto con fascia abbassabile (per proteggere le orecchie) fermata da due bottoni, pastrano, tutto di panno grigio-azzurro chiaro (Hechtgrau). Un cinturone di cuoio nero M. 88 con fibbia in metallo a placca, recante l'aquila bicipite, e la baionetta con relativo fodero completavano la tenuta da servizio. I bottoni recavano il numero del reggimento in cifre romane.

 

La giubba ordinaria (Waffenrock) da parata e da servizio degli ufficiali era a doppio petto, color grigio-azzurro chiaro (Hechtgrau) con bavero e paramani color verde erba, pantaloni neri con bande laterali (Lampassen) in velluto verde-erba, berretto (Kappi) a visiera in velluto nero. Sulla giubba, gli ufficiali dei Landesschützen/ Kaiserschützen portavano anche delle spalline semifisse (Schulterklappen) in velluto verde erba, bordate da un gallone di 9mm di filo d'argento fermate da un bottone di metallo argentato che recava impresso, in numeri romani, il numero del reggimento. Al centro delle controspalline c'era ricamato il monogramma imperiale "FJI", ossia Franz Josef Imperator, sormontato dalla corona imperiale (dal 1917 vi era la "K" di "Karl").

 

Nel 1908 venne adottata un'uniforme da combattimento specificamente studiata per le truppe da montagna, (Gebirgs-Feldanzug) in panno di lana grigio-azzurro (Hechtgrau, lett. "grigio-luccio"), denominata M.08 e composta da una giubba con tasche applicate, pantaloni alla zuava (Kniehose), calzettoni di lana (Wadenstutzen) al ginocchio, scarponi alpini di cuoio grasso (Bergschuhe) pesantemente chiodati, anche sui bordi. Sul colletto rivoltato della giubba erano portate delle mostrine rettangolari in panno verde erba (Kragenspiegel), con le insegne di grado. Non si portavano calze, ma pezze da piedi (Fusslappen) in cotone o lana, su cui si infilavano i calzettoni.

 

Gli ufficiali portavano come uniforme da campo la stessa divisa, con un cinturone differente (in cuoio naturale anziché nero e fibbia a placca in due pezzi, con monogramma imperiale) e con calzettoni al posto delle pezze da piedi.

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