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La rassegna DolomitIncontri cala il tris per il primo week end di agosto: Antonella Boralevi, Gianluigi Nuzzi e Matteo Righetto

Prosegue l'edizione numero 36 della rassegna DolomitIncontri. Una tripletta di appuntamenti con protagoniste alla sala congressi del Palazzo Sass Maor tre eccellenti personalità della scena culturale italiana: Antonella Boralevi, Gianluigi Nuzzi e Matteo Righetto

Pubblicato il - 04 August 2022 - 12:59

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZA. L'edizione numero 36 della Rassegna DolomitIncontri inaugura il mese di agosto con una tripletta di appuntamenti con protagoniste alla sala congressi del Palazzo Sass Maor tre eccellenti personalità della scena culturale italiana: Antonella Boralevi, Gianluigi Nuzzi e Matteo Righetto (Qui info e programma).

 

Si parte alle 18 di giovedì 4 agosto con Antonella Boralevi che presenterà il suo nuovo romanzo “Magnifica creatura” edito da La nave di Teseo; venerdì 5 agosto invece Gianluigi Nuzzi racconterà il suo più recente libro d’inchiesta “I predatori (tra noi)” (Rizzoli), mentre sabato 6 agosto vedrà il gradito ritorno tra le Dolomiti di Primiero di Matteo Righetto, con “La stanza delle mele” (Feltrinelli).

 

La nota scrittrice fiorentina Antonella Boralevi è autrice di romanzi, racconti, sceneggiature, saggi, ha portato in televisione il talk show di approfondimento emotivo e tiene rubriche su quotidiani e settimanali: il suo Lato Boralevi esce ogni giorno sul sito della “Stampa” e commenta su "Huffington Post".

 

E giovedì 4 agosto a DolomitIncontri Boralevi racconterà del suo più recente romanzo titolato “Magnifica creatura” (La nave di Teseo), tornando così a narrare le alterne vicende delle sorelle Valiani, delle quali i lettori avevano avuto modo di appassionarsi nel precedente volume “Tutto il sole che c’è” (La nave di Teseo).

 

In questo nuovo avvincente racconto - che può vivere benissimo di vita propria senza essere letto necessariamente come un sequel - la scrittrice ci riporta nell’amata Toscana dei nascenti anni Sessanta, che tra balli scatenati e idee impegnate, travolge tutti come la grande alluvione del 1966 a Firenze. Antonella Boralevi come sempre ha la capacità di parlare al cuore dei lettori, attraverso le intriganti storie di due vite intrecciate, tra amori che non finiscono e desideri irresistibili, in un paese che ricomincia a sognare.

 

La Rassegna Culturale DolomitIncontri cambierà totalmente registro venerdì 5 agosto con Gianluigi Nuzzi, autore di bestseller internazionali sugli scandali in Vaticano, nonché ideatore e conduttore di programmi televisivi di successo come Quarto Grado, in onda su Rete 4.

 

In occasione della sua seconda partecipazione alla rassegna letteraria di San Martino di Castrozza, Nuzzi racconterà del suo nuovo libro d’inchiesta che prende il via dagli sconvolgenti fatti di cronaca che hanno visto protagonista l’imprenditore Alberto Genovese. “I predatori (tra noi)” dal durissimo sottotitolo “Soldi, droga, stupri: la deriva barbarica degli italiani” (Rizzoli) è un libro che racconta una malattia profonda, un cannibalismo sociale, un mondo in cui, nei casi più estremi, ragazze volano suicide dai balconi e nessuno pare accorgersene, sorprendersi o interrogarsi; un mondo in cui nuovi stupefacenti anestetizzano vite e relazioni e le donne diventano bambole di pezza, che Barbablù in carne e ossa stordiscono con psicofarmaci e droghe psicoattive per condurle al luna park degli orrori. Storie di ordinaria (purtroppo) follia, che ci conducono in un’Italia fatta di tunnel molto bui, nei quali c’è necessità di fare luce al più presto.

 

A chiudere questo primo fine settimana di agosto all’insegna della cultura, sarà un autore molto amato: sabato 6 agosto Matteo Righetto, docente di Lettere che si divide tra Padova e l’amato borgo di Colle Santa Lucia tra le Dolomiti bellunesi, presenterà a San Martino di Castrozza “La stanza delle mele” (Feltrinelli), un romanzo che sta raccogliendo enorme successo di pubblico e critica.

 

Con la sua consueta ma non comune capacità evocativa, Righetto ci riporta nel suo mondo arcaico, fatto di racconti intimi e suggestivi ambientati tra le adorate montagne, che tuttavia non sono quelle dei paesaggi idilliaci delle belle passeggiate domenicali, ma montagne di un tempo orami lontano, che nascondono lati oscuri e segreti indicibili, dove le vite dei protagonisti scorrevano lente, granitiche e al contempo vive di profumi, sapori, dialetto e leggende. Quale fine conoscitore del mondo antico delle Dolomiti, Righetto riesce a trasportarvi il lettore con cruda sincerità, scrivendo il suo romanzo più maturo e incalzante, alternando pagine che come gocce di resina sono balsamo per l’anima, ad altre amare come il fiele. 

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