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La piscina chiude per il caro energia e la comunità si mobilita: "L'Acquafun di San Candido deve riaprire". La petizione raccoglie oltre 2mila firme

L'Acquafun di San Candido ha chiuso i battenti lo scorso 31 ottobre, schiacciato dai costi dell'energia. Una cittadina ha così deciso di avviare una raccolta firme online per fare sì che "una struttura fondamentale possa riaprire quanto prima"

Di S.D.P. - 23 novembre 2022 - 13:52

SAN CANDIDO. Il 31 ottobre l'Acquafun di San Candido aveva chiuso i battenti, schiacciato dai costi di utenze ormai saliti alle stelle: "L'enorme aumento delle spese dell’energia ha portato il bilancio comunale al limite delle sue capacità", aveva comunicato la Giunta. Un provvedimento potenzialmente "temporaneo", che nelle ultime settimane ha condotto alcuni cittadini a mobilitarsi, dando il via a una raccolta firme online con la speranza di far riaprire la piscina.

 

"Nel corso di svariate riunioni - era stato dichiarato in una nota della Giunta comunale - erano state ascoltate tutte le parti coinvolte, facendo emergere molteplici fattori che hanno spinto a prendere questa decisione. L'amministrazione comunale si è prodigata nel cercare contributi e sostegni finanziari presso varie istituzioni, a livello sia comunale che provinciale, al fine di garantire la prosecuzione dell’attività della piscina: purtroppo, ad oggi, non è pervenuto alcun riscontro concreto".

 

É così che, dopo l'annuncio con tanto di spiegazioni, l'Acquafun chiudeva dal 31 ottobre e "fino a nuovo ordine". Pochi giorni più tardi, tuttavia, la comunità si mobilitava, avviando una raccolta firme che attualmente conta oltre 2mila sostenitori. 

 

"La nostra piscina è l’unica attrazione di San Candido quasi sempre aperta, anche nei giorni festivi, e offre un importante spazio per l’allenamento di nuoto della squadra di Triathlon Alta Pusteria e l’Acquafun Swimteam. Quale futuro garantiamo ai nostri figli, se iniziamo a chiudere tutto? È certamente un momento finanziariamente difficile ma anche questo può essere superato - scrive Maddalena Truant sulla pagina della raccolta firme, da lei personalmente avviata -. Come mai riusciamo a tenere aperti gli impianti sciistici e non una semplice struttura come la piscina?", si chiede, sottolineando che San Candido è un luogo votato al turismo e ai suoi turisti, per i quali molto viene fatto: "Adesso, però, vogliamo che qualcosa venga fatto anche per noi cittadini".

 

Sulla pagina web dedicata, oltre a considerazioni in merito alla necessità di mantenere aperto un punto di riferimento per i locali, viene inoltre evidenziata un'altra cruciale realtà: quella relativa "al licenziamento dei molti dipendenti, dall'oggi al domani, che avevano lavorato in piscina per anni e che ora sono invece disoccupati". Un lungo testo, denso di riflessioni, nel quale non mancano anche consigli e proposte: "Noi cittadini, se la piscina verrà riaperta, da parte nostra potremmo proporre idee su come risparmiare energia".

 

Una raccolta firme che ha già avuto successo e che è stata ricondivisa sui social anche da Klaus Rainer, sindaco di San Candido: "Ritengo positivo che i componenti della nostra comunità abbiano avviato una petizione per la riapertura della piscina Acquafun. È importante che la popolazione dimostri quanto la piscina sia necessaria come struttura sociale", commenta il primo cittadino. 

 

"Dopo la decisione di chiudere temporaneamente, che non è stata facile per nessuno di noi, come amministrazione comunale abbiamo iniziato a lavorare in favore d'una futura riapertura che, tuttavia, non potrà avvenire già a dicembre. I costi di gestione della piscina Acquafun non possono più essere sostenuti solo dal Comune, poiché i fondi disponibili sono semplicemente insufficienti", conclude. 

 

"Per il futuro della piscina sono necessarie nuove sinergie, sostegno e cooperazione con l'economia, il turismo, i comuni limitrofi dell'Alta Pusteria e la Provincia di Bolzano. Siamo molto soddisfatti delle sovvenzioni per le piscine coperte che la Giunta provinciale ha deciso di concedere. Questo ci permette di coprire almeno in parte il deficit che si è verificato quest'anno. Sovvenzioni che ci danno anche una certa sicurezza di pianificazione per quanto riguarda la riapertura della piscina nel nuovo anno: insieme, possiamo farcela". 

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