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Da oltre 100 anni le donne del cimitero di guerra di Brunico si prendono cura delle tombe dei soldati: "Non celebriamo gli eroi, vogliamo che tutto questo non si ripeta più"

Nel cimitero militare austro-ungarico sono presenti circa 870 tombe di sodati caduti durante la prima e la seconda Guerra mondiale: in questo luogo sono seppelliti cristiani, ebrei e musulmani. L'intervista alla presidente Ganthaler del Frauenkomitee Waldfriedhof Bruneck: "Siamo le custodi: sradichiamo erbacce, portiamo gerani e fiori, accendiamo lumini e candele e puliamo la cappella"

Di Francesca Cristoforetti - 18 agosto 2022 - 19:42

BRUNICO. "Questo luogo ha un grande valore simbolico non solo di ricordo ma anche di monito. Qui nello stesso luogo giacciono cristiani, ebrei e musulmani. Non vogliamo valorizzare gli eroi, vogliamo che questo non si ripeta mai più". Ancora oggi, da oltre cent'anni sono le donne del Frauenkomitee Waldfriedhof Bruneck a occuparsi del cimitero militare austro-ungarico dove sono stati seppelliti soldati della prima e della seconda Guerra mondiale. E' la presidente dell'associazione Johanna Ganthaler a spiegare a Il Dolomiti la storia di questo luogo e del compito di queste donne.

 

"Noi teniamo moltissimo a questo posto, ricco di significato per tutta la comunità - spiega la presidente - sradichiamo erbacce, portiamo gerani e fiori, accendiamo lumini e candele e puliamo la cappella, più volte a settimana. Siamo le custodi, facciamo in modo che sia tenuto sempre bene".

Croci, mezzelune e stelle ebraiche sono presenti sulle circa 870 tombe, tutte raccolte in diverse aree in base alla fede del defunto. Ma tutte all'interno dello stesso cimitero di guerra. "Il cimitero è nato con lo scoppio della prima Guerra mondiale, intorno al 1914 - prosegue Ganthaler - a Brunico al tempo erano presenti 5 lazareti per i feriti di guerra, ma il cimitero civile non poteva più accogliere tutti i morti".

 

Fu il generale austro-ungarico Ludwig Goiginger a incaricare l’artista Bechtholt nella realizzazione di questo luogo nei boschi del Kühbergl per "seppellire questi eroi in un posto suggestivo", che non raccogliesse soltanto soldati dell'impero austro-ungarico, ma anche "nemici e prigionieri". Doveva diventare un luogo di sepoltura che rispettasse l'individualità di ognuno, "anche se non ci sono distinzioni davanti alla morte - dice la presidente - di 'pietà intima' parlava l’artista e questo è il grande valore del cimitero".

E' soltanto però nel 1921 l'anno in cui viene fondata l'associazione Frauenkomitee Waldfriedhof, nata da un gruppo di donne che si offrirono volontarie per mantenere la cura del luogo. "A tre anni dalla fine della guerra il cimitero era in pessime condizioni. Per questo un gruppo di donne di Brunico ha deciso di prendersene cura, proprio per prendersi cura di chi era morto lontano da casa per dedicare a tutte queste tombe la stessa attenzione".

L'associazione è attiva ancora oggi, a 101 anni di distanza dalla sua fondazione. "Portiamo avanti un nobile compito. Attualmente siamo rimaste ancora circa una ventina, ma da qualche tempo si sono aggiunti anche degli uomini che collaborano per i lavori di manutenzione e per annaffiare le piante. Siamo tutti volontari".

 

Il cimitero riceve anche finanziamenti pubblici, tra cui dal Ministero della Difesa e dal Comune.

Se nel cimitero inizialmente erano sepolti anche gli italiani, questi ultimi sono stati riesumati nel 1932, dichiara Ganthaler, per essere portati nel Sacrario Militare di Pocol a Cortina d'Ampezzo, così come i tedeschi, traferiti nel Sacrario Militare Germanico al Pordoi

"La maggior parte delle tombe liberate sono state trasformate in 'tombe della memoria' per ricordare i concittadini di Brunico, deceduti durante la seconda guerra mondiale lontani da casa e di cui non è mai stato recuperato il corpo".

 

La festa più sentita? "Il primo novembre, la festa di Ognissanti - conclude - in questa occasione accendiamo più di 1.500 lumini alla presenza anche delle autorità".

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