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Il tunnel da 5 chilometri dovrà collegare due Comuni che insieme non fanno 1.000 residenti. Il Patt: “Opera attuale e simbolo della lotta allo spopolamento”

Ossanna (del Patt) cita le ragioni storiche per cui il tunnel Bondone-Valvestino dovrebbe essere realizzato: “I Comuni di Magasa e Valvestino, in virtù di un provvedimento dell’epoca fascista, passarono dal ‘Tirolo storico’ alla Lombardia, ancora oggi gli abitanti combattono attraverso petizioni e referendum per tornare a essere trentini”

Di Tiziano Grottolo - 22 gennaio 2023 - 13:40

BONDONE. Recentemente la Provincia di Trento ha dovuto fare marcia indietro sul progetto del tunnel Bondone-Valvestino. Le indagini geologiche e i sondaggi infatti hanno confermato la presenza di varie sorgenti d’acqua lungo il tracciato ipotizzato. Il tunnel, sostengono i periti, andrebbe impermeabilizzato per salvaguardare la struttura e le sorgenti ma un intervento simile farebbe lievitare i costi.

 

Per la galleria di circa 5 chilometri (che doveva essere già pronta per il 2022) si parlava di almeno 32,4 milioni di euro a cui andrebbero aggiunti i costi relativi all’impermeabilizzazione e agli aumenti di energia e materie prime. In altre parole il progetto va rivisto e lo stesso presidente della Provincia Maurizio Fugatti (rispondendo a un’interrogazione del pentastellato Alex Marini) aveva ammesso che è in corso di approfondimento la possibilità di considerare un tracciato diverso.

 

Nel frattempo a favore della realizzazione dell’opera si è schierato il consigliere provinciale del Patt, Lorenzo Ossanna. “Il tunnel – sostiene l’autonomista – rappresenta un’opera simbolo, sia per l’attualità dell’esigenza materiale della lotta alla sperequazione e allo spopolamento, che da sempre penalizza le aree montane, sia dal punto di vista storico”. La galleria per l’appunto dovrebbe collegare il Comune trentino di Bondone e quello di Valvestino in Lombardia: i due paesi insieme non raggiungono i 1.000 residenti.

 

“I Comuni di Magasa e Valvestino, in virtù di un provvedimento dell’epoca fascista, passarono dal ‘Tirolo storico’ alla Lombardia – ricorda Ossanna – un atto questo che ancora oggi gli abitanti combattono in tutte le sedi, compresa Roma, attraverso petizioni e referendum popolari per tornare a essere trentini”. A molti però i 32 milioni di euro (più aumenti) sembrano fin troppi per promuovere il senso di appartenenza a un territorio.

 

Secondo il consigliere del Patt quest’opera “tende allo sviluppo di quello che è lo spirito europeo” e una volta realizzata permetterà agli abitanti di Magasa e Valvestino di raggiungere il Trentino in pochi minuti “per servizi, lavoro e altre esigenza di vita quotidiana”.

 

Proprio per questo Ossanna chiede di lavorare a un progetto alternativo definendo “inaccettabile” la posizione contraria del M5s: “È necessario che al di là della semplice demagogia si tenga realmente conto di tutte le motivazioni che hanno portato la Provincia di Trento e la Regione Lombardia ad accordarsi per realizzarla”.

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