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Urzì (Fratelli d'Italia): ''Qualche spiraglio di dialogo dal Patt, anche se timido. Noi non siamo permalosi: si parli di temi nel rispetto delle reciproche differenze''

Il coordinatore di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, su un Fugatti-bis: "Sosteniamo il diritto dei governatori uscenti di poter correre per un secondo mandato e completare quanto avviato ma prendiamo atto che da altre parti questi criteri sono saltati: tutto viene rimandato ai leader a livello nazionale"

Di Luca Andreazza - 06 October 2022 - 09:05

TRENTO. "Dopo aver scelto la direzione di scontrarsi, ora avvertiamo alcune timide aperture e qualcosa si muove". A dirlo a Il Dolomiti è Alessandro Urzì, coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia. "Non ci adattiamo a nessuno e non dobbiamo andare incontro a nessuno perché non dobbiamo modificare il nostro atteggiamento, la nostra posizione non è mai cambiata: una caratteristica della nostra forza politica è la coerenza. Siamo stati noi a essere presi a schiaffi in faccia senza motivo nei mesi passati ma non siamo permalosi e c'è sempre la disponibilità a confrontarsi con tutti per portare avanti l'interesse dei cittadini e dei territori".

 

Se l'accordo in chiave Politiche 2022 tra le Stelle alpine e Progetto trentino non è stato un avvicinamento degli autonomisti verso il centrodestra, può essere letto comunque come un allontanamento dall'area di centrosinistra. A Pinzolo il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, aveva salutato positivamente questa alleanza e più recentemente a Il Dolomiti l'assessore e leader de La Civica, Mattia Gottardi, ha aperto le porte al Patt e non ha escluso una convergenza tra autonomisti e Fratelli d'Italia in ottica Provinciali del prossimo anno.

 

"Noi siamo disponibili a parlare a 360 gradi con tutti", prosegue il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia. "L'autonomia è garantita con un governo forte, se si trovasse ancora più sintonia con gli autonomisti ci sarebbe un'opportunità straordinaria di mettere la specialità in un forziere blindato. Bisogna prendere atto che gli elettori trentini si sono espressi in maniera chiarissima alle Politiche e questo risultato va pesato per il bene del territorio".

 

Il Patt dovrebbe uscire dalla posizione del blockfrei per rafforzare una coalizione. Ancora da definire quale freccia inserire in via definitiva, se svoltare a destra oppure a sinistra. "Comincia a esserci qualche spiraglio di dialogo, seppur ancora molto timido. Qualche dirigente in particolare si è espresso contro di noi ma non siamo permalosi e non serve che qualcuno si cosparga il capo di cenere. Avverto inoltre - dice Urzì - una certa nostalgia in alcune componenti del partito per il centrodestra. Noi siamo sempre a favore della dialettica costruttiva, equilibrata e propositiva che possa tenere conto delle reciproche diversità e responsabilità. Si inizi a parlare di temi e di contenuti, lavorare nella stessa direzione, sarebbe la scelta più lungimirante".

 

Insomma, non si può escludere una convergenza. "Serve una sintonia con il governo centrale - aggiunge Urzì - c'è bisogno di supporto per affrontare le sfide. Uno Stato autorevole a livello nazionale e la reciprocità con le amministrazioni locali consentono di trovare le soluzioni alle crisi. Se i conti dello Stato sono in regola e nei parametri per affrontare determinate spese si possono trattare temi quali i costi energetici o il cuneo fiscale".

 

All'indomani delle elezioni c'è stata qualche fibrillazione in casa centrodestra ma tutto appare appianato e la posizione di Mario Tonina in qualità di vice presidente sembra ancora salda, nonostante la candidatura poi ritirata nell'alleanza Patt-Progetto trentino. "Ci sono state delle difficoltà che non nascondiamo e una verifica interna non è mai tempo perso - evidenzia Urzì - però non rivendichiamo nulla e non chiediamo assessorati, l'unico punto è quello di essere ascoltati di più in maggioranza ma è corretto che l'attuale esecutivo prosegua in questo assetto, manca un ultimo anno importante di legislatura e non avrebbe senso un rimpasto di governo in piazza Dante".

 

Il partito di Giorgia Meloni è già proiettato sul 2023. "Lavoriamo a un progetto chiaramente riconoscibile nel quale Fratelli d'Italia è perno per il peso acquisito sul territorio, senza però perdere di vista la logica delle alleanze e della coalizione. Nei prossimi 5 anni si possono realizzare e sviluppare tante azioni politiche quali la medicina territoriale e il rafforzamento dei servizi di vicinato. Vogliamo dare un'impronta al futuro governo provinciale, un programma in grado di dettare una direzione e una linea per dieci anni".

 

E le diplomazie sono all'opera per allargare e rafforzare la coalizione di centrodestra. "Ci sono tante realtà territoriali - prosegue Urzì - anche autonomiste che si interessano a Fratelli d'Italia, movimenti pronti a nascere per supportare la nostra forza politica. La volontà è quella di portare avanti l'interesse dei cittadini". 

 

Si riparte da un Fugatti-bis? "Fratelli d'Italia sostiene il diritto dei governatori uscenti di poter correre per un secondo mandato e completare quanto avviato. E' una regola che reputiamo di buon senso, ma prendiamo atto che da altre parti questi criteri sono saltati, talvolta questo principio di continuità è stato messo in discussione dagli alleati, come in Sicilia più recentemente. Noi siamo sostenitori della coalizione e siamo determinati ma se questa prerogativa non sempre vale alla fine deciderà il tavolo nazionale", conclude Urzì.

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