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Termovalorizzatore, i Verdi dicono ''no'': "Si trovino soluzioni più sane, meno pericolose e impattanti". Ma a Bolzano "l'impatto è praticamente pari a zero"

Continua il dibattito sulla realizzazione di un inceneritore sul territorio provinciale. Il M5S ed Europa Verde si sono dette contrarie a questa decisione. Coppola: "Si trovino soluzioni adeguate allo smaltimento dei rifiuti sia dal punto di vista ambientale che sanitario". Il direttore generale di Eco Center: "Grazie all'utilizzo del calore prodotto per il teleriscaldamento, per le emissioni complessive di Bolzano si stima una riduzione del 20%"

Di Francesca Cristoforetti - 18 agosto 2022 - 11:17

TRENTO. "L'inceneritore non può essere la soluzione". Questa volta a esprimersi è la consigliera di Europa Verde Lucia Coppola. "Auspichiamo che le istituzioni trentine comunali e provinciali, con il sostegno di tecnici ed esperti, trovino soluzioni adeguate allo smaltimento dei rifiuti sia dal punto di vista ambientale che sanitario".

 

Continua il dibattito riguardo la realizzazione di un termovalorizzatore sul territorio per la gestione dei rifiuti trentini, tema che è stato risollevato proprio in questi giorni dalla Giunta provinciale a seguito dell'incendio che ha colpito la discarica di Ischia Podetti.

 

Se da una parte l'assessore all'ambiente Mario Tonina ribadisce che una decisione verrà presa "entro la fine dell'anno", dall'altra si sono sollevate diverse voci contrarie a partire da alcune forze politiche. Prima il Movimento 5 stelle, ora Europa verde. "Riteniamo che si debba proseguire a sostenere e implementare la raccolta differenziata - prosegue la consiglierache si effettua, a livello di Comunità di Valle e del capoluogo, con modalità troppo diversificate, evidenziando in qualche caso una raccolta non all'altezza, né dal punto di vista della quantità, né per quanto riguarda la qualità della materia differenziata".

 

Coppola chiede quindi che si intervenga "rendendo omogenee le modalità organizzative in tutta la provincia e intervenendo adeguatamente sullo smaltimento del residuo, che deve e può diventare una parte davvero minima, implementando la riduzione a monte degli imballaggi con opportuni interventi e incentivi verso i negozi, i supermercati, gli ipermercati. Sollecitando e investendo in modalità diverse ed ecologicamente sostenibili di distribuzione dei prodotti".

 

In diversi approfondimenti de Il Dolomiti è stato però analizzato come i termovalorizzatori potrebbero realmente impattare sull'ambiente, prendendo in considerazione gli effetti sull'ambiente e quelli legati alla salute.

 

Secondo Stefano Fattor, assessore a Bolzano e per anni presidente di Ecocentersocietà pubblica bolzanina che, tra le altre cose, gestisce anche il termovalorizzatore di Bolzano, entrato in funzione nel 2013, che di recente ha proposto di portare il funzionamento dell'impianto al massimo della sua capacità per superare l'attuale fase di innalzamento dei prezzi dell'energia, non solo l'impatto reale dell'inceneritore è pari praticamente a zero, ma "grazie all'utilizzo del calore prodotto e utilizzato per il teleriscaldamento, per le emissioni complessive di Bolzano (industria e traffico inclusi) si stima una riduzione del 20%"(Qui l'articolo).

 

Sulla scia del M5s e di Europa Verde anche molte associazioni ambientaliste. "Senza fare lo sforzo di ricercare soluzioni più sane, meno pericolose e impattanti - prosegue Coppola - più giuste politicamente, posto che gli inceneritori in Europa più che altro si chiudono, nella consapevolezza che la combustione immette in atmosfera diossina, polveri sottili e inquinanti pericolosi, e pure della difficoltà di smaltire quel 30% di fanghi e ceneri di risulta dall’incenerimento, pregni di veleni".

 

I dati forniti da Fattor, rispetto al termovalorizzatore del capoluogo altoatesino, sono però chiari: "Le scorie inerti prodotte dal processo di incenerimento dei rifiuti – dice a il Dolomiti – rappresentano il 10% del volume che arriva all'impianto per lo smaltimento. La raccolta differenziata in città è al 67%, le tariffe al cancello (il costo, in sostanza, dello smaltimento dei rifiuti) sono le più basse d'Italia (81 euro tonnellata); le emissioni sono le più basse al mondo"

 

Quale sarebbe perciò il reale impatto ambientale? "Con gli strumenti più sofisticati si è identificata una ricaduta al suolo pari allo 0,00000147% delle già bassissime immissioni totali in aria da ricondurre al termovalorizzatore - riporta Fattor - per quanto riguarda le diossine, che comprendono circa 300 elementi diversi, subito al di fuori del camino i valori sono 7mila volte inferiori ai limiti di legge. Se poi consideriamo le nanoparticelle, le micro-polveri con diametro al di sotto dei 2,5 micron, in un centimetro cubico di aria 'normale' ne contiamo dalle 20 alle 40mila (vicino all'autostrada si supera quota 100mila), mentre dal camino del termovalorizzatore ne contiamo circa 1000. In sostanza l'impatto ambientale è praticamente nullo".

 

Dal canto suo la consigliera ritiene che si debbano cercare altre soluzioni "tese a una notevole riduzione della parte residua, dopo una raccolta differenziata molto accurata, e ad un trattamento del residuo trasformandolo senza combustione in materia inerte, non dannosa per la salute e l'ambiente", chiedendo perciò di fare uno sforzo, "quello di non affidarsi alle soluzioni più semplici - conclude Coppola - ma meno salutari, e di ricercare possibilità altre: più moderne, più adeguate alla grande sofferenza ambientale del nostro pianeta, da cui la nostra provincia non è esente, più attenta alla qualità dell'aria che respiriamo e del suolo coltivato".

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